Laurea in Scienze dell’educazione per Mikkel, studente con sindrome di Down dell’Università 21

A Reggio Emilia, il progetto dà la possibilità a persone con disabilità di frequentare l’università e sperimentare la vita da studente con il supporto di educatori. In tutto sono 4 i ragazzi che hanno discusso la loro tesi, davanti a una commissione di 5 docenti di Unimore

Laurea in Scienze dell’educazione per Mikkel, studente con sindrome di Down dell’Università 21

Mikkel, insieme a Edo, Nico, Ste, sta in posa, sorridendo davanti alla macchina fotografica, con la corona d’alloro sulla testa. Sono loro i quattro nuovi laureati di Università 21, il progetto che a Reggio Emilia dà la possibilità a persone con disabilità di frequentare l’università e sperimentare la vita da studente. Per quattro anni, i ragazzi – uno con sindrome di Down, uno con sindrome di Dravet e due con autismo – hanno seguito le lezioni del corso di Scienze dell’educazione. Accompagnati e supportati dagli educatori del progetto, hanno studiato e preparato gli esami. E alla fine, dopo tanti sforzi, arriva la più grande soddisfazione: discutere la loro tesi di laurea nell’aula magna dell’università, di fronte a una commissione di cinque docenti e a un pubblico di una sessantina di persone.

“Ho lavorato per molti giorni e settimane, fino a fare diventare la mia tesi quella che è oggi – racconta Mikkel, 23 anni, con sindrome di Down –. Ho scritto 73 pagine, aiutato dal professore Fulvio De Giorgi. L’ho intitolata: ‘La storia e l’esperienza. Dalla storia dell’educazione del bambino alle mie esperienze sul campo’. All’interno ci sono le mie ricerche sulla concezione di una nuova educazione: ho intervistato il sindaco Luca Vecchi per parlare della filosofia educativa inclusiva Reggio Emilia approach; ho ripercorso la storia dell’attivismo pedagogico, dalle teorie della Montessori, fino a Friedrich Froebel, educatore tedesco che nella prima metà dell’Ottocento ha creato i primi asili nido. Nella seconda parte della tesi, poi, ho collegato la teoria alla pratica, raccontando la mia esperienza come animatore al campo estivo e come raccontastorie alla biblioteca del mio paese, Albinea, dove lavoro coi bambini. Durante la mia esposizione, ho spiegato che la disabilità non è solamente fragilità, ma è anche coraggio e forza di volontà”.

Il progetto Università21, cominciato nel 2015 grazie a una convenzione con l’Unimore, il Servizio Handicap Adulti e il Comune di Reggio Emilia, inserisce i giovani con disabilità, oltre che nel corso di laurea in Scienze dell’educazione, in quello Scienze della comunicazione e, dall’anno scorso, anche in quello di Storia e culture contemporanee che ha sede a Modena. “In quattro anni ho dato 12 esami – continua Mikkel –. Il mio preferito è stato quello di storia contemporanea, dove ho preso 30 e lode. La professoressa alla fine mi ha detto: ‘Sai Mikkel, i miei ragazzi non sanno rispondere a queste domande: dovresti venire vicino a me in aula e far vedere come si studia’”.

Nel corso della sua carriera universitaria, Mikkel ha sempre preso voti alti, che snocciola con disinvoltura: 30 in storia dell’educazione, sempre 30 in psicologia dello sviluppo, 30 e lode in estetica filosofica, 28 in teoria e storia delle attività sportive. “Non ho preso 30 perché ho sbagliato un principio del fondatore delle Olimpiadi, e questa cosa mi ha un po’ penalizzato – si giustifica sorridendo –. Comunque io sono uno che accetta ogni tipo di voto”. In occasione della laurea, anche il governatore Stefano Bonaccini ha scritto un post su Facebook per congratularsi con i neolaureati: “Un’emozione grandissima per tutti, congratulazioni dottori”.

La discussione delle tesi si è svolta sabato 19 giugno, e già dal lunedì Mikkel aveva cominciato a lavorare: si occupa di ordinare i prodotti nelle corsie di un supermercato dove faceva già tirocinio prima della pandemia. Ma in estate si concede una vacanza, il meritato riposo dopo il traguardo della laurea. “Vado a Portofino a vedere il Cristo degli abissi, che si trova a 17 metri di profondità sotto il mare: ho la passione dell’acqua, nuoto da quando ho sei mesi, sono un pesce pagliaccio”, ride. Nel 2019, infatti, Mikkel ha preso il brevetto da sub Open Water, che consente di arrivare fino a 18 metri di profondità. “È un corso molto complicato per tutti, anche per chi non ha una disabilità – racconta –. Io sono uno dei pochi al mondo che ha avuto la licenza, nonostante la mia disabilità. Finalmente, dopo il blocco del Covid e dopo tanto studio, ritorno a immergermi nel fantastico mondo dei pesci”.

Alice Facchini

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Fonte: Redattore sociale (www.redattoresociale.it)