"Ma gli artisti cosa fanno?" L'associazione Fantalica chiacchiera online con Tony Gallo e Carolì

Ideato dall'associazione Fantalica, all'interno del progetto Spazio ai giovani,  il format unisce una serie di appuntamenti ciclici online, visibili sulla sua pagina Facebook dell'associazione stessa, di circa mezz'ora in cui gli artisti si presentano, parlano del loro lavoro e della loro poetica come strumento per incentivare la rigenerazione urbana. Due interviste, legati al mondo della street art, chiudono il mese di aprile: venerdì 16, ore 19.30, gli utenti potranno sentire la storia di Tony Gallo; mentre venerdì 23, sempre alla stessa ora, sarà il turno di Carolì.

"Ma gli artisti cosa fanno?" L'associazione Fantalica chiacchiera online con Tony Gallo e Carolì

Spesso ermetici o con la testa tra le nuvole (che è un complimento!), altre volte rinchiusi nei loro studi-bunker a creare, pensare, fantasticare. Gli arti connessi con il cervello a loro volta connessi con l'arte: è semplicemente la vita degli artisti. E se si potesse conoscerli un po' meglio, fermarsi a coglierne il loro gusto e il loro senso? O semplicemente chiacchierare per capire i loro occhi con cui guardano il mondo?

Suggestioni che l'associazione Fantalica, nel suo piccolo, prova a mettere insieme con il format “Ma gli artisti cosa fanno?”, una serie di appuntamenti ciclici online (visibili sulla sua pagina Facebook ) di circa mezz'ora in cui gli artisti stessi si presentano, parlano del loro lavoro e della loro poetica come strumento per incentivare la rigenerazione urbana. Dopo aver conosciuto Alberto Girotto, Quatrieme Payage e Alberto Polato (le interviste ora sono disponibili anche sul canale YouTube dell'associazione) altre due interviste, legati al mondo della street art, chiudono il mese di aprile: venerdì 16, ore 19.30, gli utenti potranno sentire la storia di Tony Gallo; mentre venerdì 23, sempre alla stessa ora, sarà il turno di Carolì.

«Possiamo far riflettere i giovani sul ruolo dell’arte e far conoscere più da vicino di cosa si occupa l’arte contemporanea», è il messaggio di Antonio Irre, ideatore del programma e volto e voce che condurranno le chiacchierate di trenta minuti. Proprio i giovani, dicevamo, perché quest'idea rientra nel progetto “Spazio ai giovani” ed è proprio uno strumento per stimolare la partecipazione degli adolescenti al concorso di idee “Sfide” (a cui si può prendere parte compilando i form qui ) che si concluderà il 30 aprile e che premierà le sei idee più interessanti con buoni acquisto da 150 euro spendibili nei i negozi di "Este in centro". Alcune proposte e suggerimenti raccolti dai ragazzi tra i 15 e i 25 anni della Bassa Padovana saranno anche realizzate durante l'estate dagli stessi artisti Giovanna Marin, Antonio Irre e Quadrieme Paysage.

Spazio ai giovani. Irruzioni artistiche in città e dintorni, è un progetto biennale vincitore per l'anno 2020 del bando Culturalmente promosso dalla fondazione Cariparo ed intende porre al centro l'arte come motore che determini cambiamento e i giovani come attori principali e protagonisti della trasformazione del territorio. L'associazione Fantalica in questo progetto ha voluto dare un'attenzione particolare verso tutti quei giovani che attraversano situazioni di particolare fragilità aprendosi anche alla disabilità fisica e psichica anche grazie alla collaborazione con fondazione Irea.

La seconda fase dell'iniziativa prevede l'attivazione di cinque cantieri creativi condotti da artisti affermati che coinvolgeranno i ragazzi nelle realizzazione di altrettante opere d'arte o performance site-specific. I cinque ambiti dei laboratori spaziano tra vari aspetti della rigenerazione urbana e toccheranno il teatro, la street art, l'arte partecipata, la fotografia e la musica coinvolgendo scuole e istituzioni. Gli artisti e curatori che verranno coinvolti sono Simone Berno, Silvia Petronici, Sara Celeghin, Alberto Polato, Giovanna Marin, Quatrieme Paysage, Alberto Girotto, Carolì e Tony Gallo.

Una scelta spiegata da Sara Celeghin, coordinatrice del progetto:«È una sfida per noi operatori del settore culturale lavorare in questo particolare momento storico e farlo attivando una fascia d'età spesso difficile da coinvolgere, ma è anche uno stimolo interessante che mi piace poter cogliere come progettista e come artista per avviare strategie creative, inaspettate e anche un po' sperimentali. È importante infatti mettersi in gioco e, anche col distanziamento sociale, dimostrare che gli interventi culturali sono possibili ed essenziali per il territorio».

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