Senza dimora, premio europeo al progetto Housing First Trieste

Assegnati gli Ending Homelessness Awards, un premio a chi ha fatto l'uso più stimolante dei fondi europei nella lotta al fenomeno. Terzo posto all'Italia con il progetto di Caritas Trieste, cooperativa sociale Lybra e comune. "I fondi Ue possono svolgere un ruolo trasformativo"

Senza dimora, premio europeo al progetto Housing First Trieste

Il progetto Housing First Trieste, nato dalla collaborazione tra Caritas Trieste, la Cooperativa Sociale Lybra e il Comune di Trieste, ha ottenuto il terzo premio (Bronze Prize) della terza edizione degli Ending Homelessness Awards, promosso da Feantsa e assegnato ieri, 21 giugno. Il riconoscimento premia i progetti che hanno fatto l'uso più stimolante dei fondi europei nel contrastare e dare una risposta al fenomeno dei senza dimora.

Il progetto Housing First Trieste

Il progetto a Trieste, sottolineano i promotori, attivato sperimentalmente dalla Fondazione diocesana Caritas Trieste onlus nel 2016, è stato inizialmente finanziato con i fondi derivanti dall’8x1000 Cedi Caritas Italiana. È stato implementato dal 2019 in collaborazione con il Comune di Trieste, che ha fornito 10 appartamenti attraverso i finanziamenti del Fondo Sociale Europeo, ed il partenariato della cooperativa sociale Lybra ha garantito l’accoglienza di trenta persone residenti tra cui cinque nuclei familiari. “Fondamentale – sottolineano - la collaborazione con fio.PSD, Federazione Italiana Organismi per le Persone Senza Dimora, che ci supporta dal 2014 attraverso il Network Housing First Italiana, e con le altre Caritas della Regione con cui abbiamo proposto alla Regione Friuli Venezia Giulia la metodologia per combattere il fenomeno dei senza dimora”.

Gli "Ending Homelessness Awards"

Al primo posto, vincitore del Gold Prize, il progetto Housing First per la Regione Moravia-Slesia  Repubblica Ceca, gestito da Romodrom ops e Nová Možnost, z.ú. che nell specifico aaffronta il problema della mancanza abitativa delle persone di origine rom, “sono socialmente escluse o a rischio di esclusione sociale”. Silver Prize a Uma Mesa,  gestito da Crescer Na Maior, Associação de Intervenção Comunitária, che mira a migliorare la qualità della vita delle persone senza fissa dimora attraverso una risposta occupazionale innovativa; l'alloggio è considerato un diritto umano fondamentale ed è il primo problema affrontato una volta che le persone sono state integrate nel progetto.
“Le autorità locali, regionali e nazionali hanno la responsabilità primaria di finanziare misure per affrontare il problema dei senzatetto. – sottolinea l’organizzazione  - Tuttavia, i fondi dell'Ue possono svolgere un ruolo trasformativo fungendo da leva per il miglioramento delle politiche e dei servizi”. Gli Awards sono stati lanciati nel 2017 con la prima edizione incentrata sul Fondo sociale europeo (Fse). I premi 2018 si sono concentrati sul Fondo di aiuti europei agli indigenti (Fead). Quest'anno i premi riflettono l'uso del Fse, del Fead e del Fondo europeo di sviluppo regionale. 

La Dichiarazione di Lisbona

La cerimonia di premiazione, sottolinea Feantsa, si è tenuta durante la conferenza ad alto livello della Presidenza portoghese del Consiglio dell'Unione europea “Combatting homelessness – A priority for Social Europe”, durante la quale i leader europei hanno firmato la Dichiarazione di Lisbona sulla lotta al fenomeno dei senzatetto e lanciato la Piattaforma europea. In Europa sono 700 mila i senza dimora, un numero cresciuto del 70% in 10 anni. Nell’idea dei leader europei il lancio della Piattaforma rappresenta l'inizio di un processo di impegno comune, tra  attori locali, amministrazioni e fornitori di servizi. Tra gli obiettivi perseguiti dalle  Dichiarazione l’impegno a che nessuno viva in alloggi di emergenza o di transizione più a lungo di quanto necessario e che nessuno venga dimesso (da carcere, ospedale, struttura di cura, etc) senza un'offerta di alloggio adeguato. Inoltre l’impegno a evitare quando possibile gli sgomberi e quando necessario a farlo fornendo assistenza.

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Fonte: Redattore sociale (www.redattoresociale.it)