Servizio civile: oltre 85.500 domande, il doppio dei posti disponibili

Si è chiuso il 17 ottobre il Bando per 39.646 posti per operatori volontari del servizio civile universale, dei quali 951 all’estero. Il dato delle candidature è il più basso degli ultimi 5 anni e segnala ormai una tendenza alla diminuzione. La Consulta nazionale ha dato il via libera al Documento di Programmazione triennale e a quello della Programmazione annuale

Servizio civile: oltre 85.500 domande, il doppio dei posti disponibili

ROMA - Si è chiuso il 17 ottobre, dopo una proroga di una settimana rispetto alla scadenza originaria del 10 ottobre, il Bando per 39.646 posti per operatori volontari del servizio civile universale, dei quali 951 all’estero.
Secondo i dati comunicati dal Dipartimento delle Politiche giovanili e del Servizio Civile Universale “sono 85.552 le domande presentate dai giovani tra i 18 e i 28 anni, più del doppio dei posti disponibili, con un picco di 10.777 nella sola giornata del 9 ottobre. Da quest’anno i giovani hanno utilizzato, direttamente dal PC, dal tablet o dallo smartphone, la piattaforma DOL (Domanda On Line) per compilare e inviare la domanda di partecipazione alla selezione di operatore volontario di servizio civile universale. Sono stati 337.847 gli accessi attraverso SPID, alla piattaforma, oltre 3.000 le mail inviate dai ragazzi alla casella di posta dedicata, alle quali è stata data risposta in tempi brevissimi, e migliaia le telefonate ricevute dall’URP per avere informazioni, chiarimenti ed assistenza per la presentazione della domanda”.
Il dato delle candidature è però il più basso degli ultimi 5 anni, e segnala ormai una tendenza alla dimunzione sul triennio, con le domande che sono passate dalle 118.576 del 2017, alle 110 mila dello scorso anno e, appunto, alle circa 85 mila di oggi.

Altre novità sono comunque in arrivo per il Servizio Civile Universale. La Consulta nazionale ha infatti dato il via libera al Documento di Programmazione triennale e a quello della Programmazione annuale, previsti dalla riforma del SCU. La prossima settimana i due documenti, frutto del lavoro congiunto di un gruppo interno alla Consulta stessa e di uno di rappresentanti delle Regioni, il 24 ottobre prossimo saranno al vaglio della Conferenza Stato-Regioni per l’approvazione finale. Per gli enti cambierà così l’approccio alla presentazione dei progetti: d’ora in poi saranno inseriti all’interno di più ampi Programmi di intervento, riconducibili ai settori di impegno del SCU ma anche agli obiettivi indicati nella Programmazione. Per quest’ultimi si tratta in particolare di 11 Obiettivi individuati tra i 17 previsti dall’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile. “In questo modo anche il SCU, all’interno della sua finalità principale di “difesa delle Patria”, si allinea al quadro di riferimento delle politiche generali del Paese”, ci specifica il Presidente della Consulta nazionale Diego Cipriani. “Un plauso va al Dipartimento – prosegue Cipriani – che ha saputo condurre in porto questo complesso lavoro, facendo sintesi delle osservazioni degli enti, delle Regioni e della Rappresentanza dei volontari. Il prossimo passo sarà l’emanazione a novembre del nuovo avviso per la presentazione dei Programmi di intervento, che dovranno contenere ciascuno almeno 2 progetti per un numero minimo di 12 volontari. La scadenza prevista per la presentazione terrà conto della tempistica utile all’uscita del prossimo bando volontari nell’autunno del 2020. Altra novità: gli enti potranno collaborare per presentare insieme sia i Programmi che i progetti, e potranno fare rete con soggetti non accreditati al SCU”.

Ma se questa è la prospettiva immediata dei prossimi mesi, rimangono sul campo ancora due nodi. Il primo è legato all’accreditamento al SCU: gli ultimi dati disponibili ad inizio ottobre riportano che sono 91 gli enti che hanno completato la procedura di accreditamento, raggruppando 3.775 enti di accoglienza con 14.537 sedi di attuazione complessive. Nel precedente Albo del servizio civile universale le sedi accreditate erano oltre 55mila, pertanto mancherebbero all’appello quasi il 75% delle potenziali sedi. Secondo nodo è quello dei fondi a disposizione. “Siamo in attesa di capire quale sarà lo stanziamento effettivo per il Fondo del servizio civile per il prossimo anno nella Legge di Bilancio. Ad oggi quelli previsti dalla precedente legge sono poco più di 140milioni, anche se ci è stato comunicato l’impegno del Ministro Spadafora a reperire ulteriori fondi, anche europei. E poi aspettiamo sempre l’esito della discussione alle Camere sul Disegno di Legge del Governo che ha stanziato 70milioni aggiuntivi, che in caso di approvazione verrebbero utilizzati per un nuovo bando volontari a partire dai progetti approvati, ma non finanziati finora”, conclude Diego Cipriani. (FSp)

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Fonte: Redattore sociale