Il rapporto sul volontariato scatta una precisa fotografia. Solo il 17,2 per cento dei volontari ha meno di 46 anni

“Azioni, volti e sogni del volontariato padovano”, un titolo evocativo che racconta le sfaccettature di un mondo che fa del dono, dell’accoglienza e della condivisione il proprio essere, ma il “Rapporto annuale 2019 sullo stato del volontariato padovano” (scaricabile dal sito www.csvpadova.org) racconta anche l’impegno costante di ricerca e documentazione che caratterizza l’azione del Csv padovano che mette a disposizione di tutti i dati e le conoscenze sul mondo del volontariato e del Terzo settore non solo in termini quantitativi e numerici, ma anche in termini qualitativi.

Il rapporto sul volontariato scatta una precisa fotografia. Solo il 17,2 per cento dei volontari ha meno di 46 anni

Nel 2019 il numero delle associazioni è cresciuto fino a 6.466 realtà (erano 6.374 nel 2018) mentre le aree di intervento più rappresentate si confermano quelle di carattere culturale e sportivo che, insieme, superano il 50 per cento, mentre mantengono una presenza importante le associazioni di carattere sociale e sociosanitario con il 21 per cento del totale. Si riconferma anche la tendenza per cui sono preponderanti le associazioni che offrono servizi alla cittadinanza senza distinzione e non a un’utenza specifica.

Nonostante l’evoluzione del volontariato verso espressioni d’impegno decisamente nuove e innovative, le associazioni strutturate faticano a dare spazio ai giovani. Le 147 associazioni di volontariato e di promozione sociali indagate per realizzare il rapporto 2019 indicano che i componenti di età inferiore ai 46 anni, infatti, costituiscono soltanto il 17,2 per cento e che sono le ragazze le più impegnate. Oggi però le politiche di genere stentano e delle 147 analizzate solo 7 hanno organi direttivi in cui maschi e femmine sono equamente rappresentati; nelle restanti invece si nota una netta dicotomia tra associazioni che si avvalgono di componenti esclusivamente o principalmente maschi (82) e associazioni esclusivamente o principalmente al femminile.

Sono per il 76 per cento piccole le associazioni padovane e quelle di media e grande entità crescono lievemente, coprendo rispettivamente il 14 e il 10 per cento. La fonte di sostentamento principale è data dai contributi privati, indipendentemente dalla dimensione economica, ma per le piccole e medie associazioni il peso dei contributi pubblici resta importante ricoprendo, rispettivamente, il 32 e 30 per cento, mentre per le grandi organizzazioni i contributi pubblici rappresentano il 21 per cento.

Per quanto riguarda il “5 per mille”, Padova si riconferma la città veneta più generosa: le associazioni che beneficiano del sostegno da parte dei contribuenti sono 791 (in aumento) e anche il numero dei soggetti è cresciuto rispetto al 2016, ma la somma complessiva è nettamente inferiore con un conseguente abbassamento dell’importo medio ad associazione, che passa dai 9.300 ai 6.500 euro. Sono le grandi associazioni a incamerare la quasi totalità delle erogazioni: le prime dieci associazioni ottengono più del 70 per cento del totale e le rimanenti si spartiscono il 30 per cento con un importo medio di 4.535 euro.

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