Padova Capitale europea del volontariato. Catalfo: “Esempio virtuoso per le altre città”

Così il ministro del Lavoro e delle Politiche sociali durante la conferenza stampa di presentazione degli eventi che coinvolgeranno la città veneta e il volontariato di tutta Italia. Alecci, presidente del Csv di Padova: “Non vogliamo celebrare il volontariato, ma aprire un grande cantiere”

Padova Capitale europea del volontariato. Catalfo: “Esempio virtuoso per le altre città”

ROMA - “La città di Padova può rappresentare un esempio virtuoso da cui tutte le altre città potrebbero trarre ispirazione”. Così il ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Nunzia Catalfo, ha aperto la conferenza stampa di presentazione di Padova Capitale europea del Volontariato del 2020 tenutasi questa mattina presso l’Associazione Stampa Estera di Roma alla presenza dell’assessore al volontariato del comune di Padova Cristina Piva, del presidente del Csv di Padova Emanuele Alecci e del presidente di CSVnet Stefano Tabò. Una conferenza stampa che anticipa di una settimana l’evento inaugurale dal titolo “Ricuciamo insieme l’Italia” che si terrà a Padova il prossimo 7 febbraio e che vedrà la partecipazione del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. “Ritrovare il senso di comunità è fondamentale per un paese che intende guardare al futuro, con attenzione e speranza - ha affermato il ministro Catalfo -. Alla politica spetta il compito di accompagnare in modo adeguato i mutamenti che si verificano, producendo norme che riducano in maniera progressiva e sostanziale le disuguaglianze che purtroppo possono anche dare vita ad episodi di intolleranza. Come governo abbiamo già messo e metteremo in campo una serie di iniziative che viaggiano proprio in questa direzione. Fortunatamente non siamo soli. Possiamo infatti contare su ottimi alleati, i quali spesso senza ottenere il giusto riconoscimento o spazio sui mezzi di comunicazione dedicano il loro tempo alla comunità”.  Per Catalfo si tratta di una “grande opportunità per Padova, per il nostro paese e per l’Europa”. Secondo il ministro, infatti, il progetto che ha portato alla scelta di Padova come Capitale europea del volontariato del 2020 “poggia su una base che è quella che sta animando la mia attività di ministro - ha sottolineato -, ovvero il raggiungimento del bene comune che può concretizzarsi solo rimettendo le persone al centro di tutte le attività delle associazioni, delle attività istituzionali, delle norme che si vanno a varare. Un obiettivo che tutti gli attori istituzionali, tanto a livello locale, quanto nazionale ed europeo, devono perseguire senza divisioni né distinzioni”. L’opera di “ricucitura del sistema paese”, però, deve essere “accompagnata da una serie di obiettivi imprescindibili - ha aggiunto Catalfo - come il risveglio del senso civico, il rispetto dell’ambiente, l’importanza di creare una rete sociale che aiuti ad intervenire sui particolari bisogni del paese, la costruzione di uno sviluppo sostenibile e aggiungo la creazione di un mercato del lavoro che sia sempre più inclusivo e che sappia valorizzare le competenze del singolo individuo”. Un “grande onore, ma anche una grande responsabilità”, ha affermano il sindaco di Padova Sergio Giordani in una nota. “Sono onorato e felice che a inaugurare le iniziative che si svilupperanno lungo tutto l’anno sia il Capo dello Stato Sergio Mattarella, che con la sua presenza testimonia l’attenzione che le Istituzioni rivolgono alle persone che ogni giorno in tutta Italia si impegnano nel volontariato - ha aggiunto Giordani -. Voglio sottolineare, che questo riconoscimento non è merito della mia amministrazione o di quelle che mi hanno preceduto, ma veramente delle migliaia e migliaia di cittadini che da anni si impegnano in attività di volontariato nei campi e nei settori più diversi. Il nostro obiettivo, in questo anno che ci vede capitale Europea del Volontariato è fare della nostra città un grande laboratorio, con un respiro nazionale, capace di mettere a fuoco esperienze, progetti, idee da condividere con tutte le componenti sociali e che diventino patrimonio comune per tutto il Paese e per la nostra Europa”. A ricordare il primato italiano come Capitale europea del volontariato, l’assessore al volontariato del Comune di Padova, Cristina Piva, che ha sottolineato anche la “lunghissima storia di volontariato” della città. “I numeri parlano chiaro - ha affermato a margine della conferenza stampa -: 3.500 associazioni all’interno della città, 6.450 nella provincia. Per questo l’amministrazione ha voluto un assessorato al volontariato”. Volontariato che per l’assessore Piva rappresenta spesso “l’ultimo miglio, ovvero quello che non può fare l’amministrazione. L’amministrazione conosce i problemi, le categorie, ma le persone, il loro visi e i loro nomi li conoscono solo il volontario”. Al Presidente della Repubblica, ha aggiunto Piva, “presenteremo una città che ha cominciato ad aprire le porte, ad essere più costruttiva, fiduciosa e sicuramente una città che non dimentica nessuno: inclusiva, capace di trasformare la difficoltà in opportunità”. Gli eventi in programma con l’inaugurazione del 7 al 9 febbraio, tuttavia, sono soltanto un assaggio di quello che accadrà nella città veneta lungo tutto il 2020. Nel mese di marzo, infatti, si terrà “20.020 ore di solidarietà”, edizione speciale del progetto 10 mila ore di solidarietà giunto alla sua sesta edizione. Si tratta di un’azione di coinvolgimento per i giovani chiamati ad impegnarsi per un intero weekend per la realizzazione di progetti socialmente utili in diversi luoghi della provincia di Padova. Durante tutto l’anno, inoltre, saranno attivi i sette tavoli di lavoro che vedono il coinvolgimento di oltre 300 rappresentanti di diverse realtà che realizzeranno eventi e progetti lungo tutto l’anno. Il 2020 vedrà anche una nuova edizione di Solidaria, il festival made in Padova sulla solidarietà che quest’anno giungerà alla terza edizione. Tra gli altri eventi, a settembre anche la festa regionale del volontariato, una nuova edizione del Premio Gattamelata dedicato a chi si è distinto per l’impegno civile o per responsabilità sociale e solidarietà, infine l’evento di chiusura della Capitale europea che si terrà dal 3 al 5 dicembre. “Non vogliamo celebrare il volontariato - ha affermato Emanuela Alecci, presidente del Csv di Padova - , ma vogliamo aprire un grande cantiere che permetta di far vedere quale può essere il contributo del volontariato e di tutto il terzo settore ad uno sviluppo sostenibile”. Un anno che lascerà anche il segno nel mondo del volontariato, ha aggiunto Alecci. “Vogliamo fare in modo che il volontariato esca un po’ dall’angolo e sia fondamentale nel contribuire ad alcune scelte di sviluppo. E in più vorremmo fare in modo che nasca un nuovo linguaggio, una nuova grammatica della solidarietà ed è per questo che parte un grande cantiere sulla Carta dei valori del volontariato insieme a Csvnet e la Fondazione Zancan. Ci avviamo ad aggiungere qualche parola, anche in chiave europea, per fare in modo che anche il volontariato europeo sia coinvolto in questo ragionamento”. In un video messaggio, i saluti di Lejla Sehic, presidente del Cev, il Centro europeo del Volontariato. “Siamo molto felici di avere Padova come membro attivo della Comunità dei Candidati per la Capitale Europea del volontariato e siamo lieti di impegnarci ulteriormente nel proseguimento delle attività di questa rete straordinaria che quest’anno sarà sotto la guida di Padova, insieme agli altri membri che la compongono. Siamo convinti che questo premio sarà capace di rafforzare, ispirare e celebrare il volontariato e la solidarietà in Europa”. Il riconoscimento dato a Padova, ha sottolineato infine Stefano Tabò, presidente di Csvnet “è sentito come un riconoscimento per tutto il volontariato italiano - ha aggiunto -. Un volontariato che è patrimonio di un paese, che si esprime nelle maniere più diversificate, evolve in maniera talvolta non previste. Padova rappresenta un’eccellenza che questo anno ci dà occasione di valorizzare, riconoscere in termini generativi. La buona notizia è che non siamo stanchi di parlare di volontariato. Non è un tema vecchio, obsoleto, di seconda categoria. Questo riconoscimento ci dice che c’è un interesse vero, e che semmai si sta rinvigorendo”.

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Fonte: Redattore sociale (www.redattoresociale.it)