Presepi

Verdi conifere e atmosfera magica per il presepe realizzato dalla famiglia Menegazzo, dalla piccola Matilde di tre anni, Melissa di nove mesi e papà Massimo.

Il seminatore accanto alla natività: è la scelta fatta quest'anno dall'unità pastorale di Sant'Urbano, che ha deciso di inserire nel presepe il personaggio-guida degli orientamenti pastorali diocesani. L'altra particolarità del presepio è l'ambientazione nostrana, tanto che uno dei casolari riproduce fedelmente una vecchia cascina del paese. Uno dei presepisti più abili, Tiziano, è ipovedente. 

Andar per presepi. Rassegna in quattro chiese del centro storico di Padova, a partire dalla Cattedrale, e presepe vivente a San Cosma di Monselice (dal 24 dicembre): coinvolti i piccoli della scuola dell'infanzia e primaria insieme ai loro genitori 

Richiamano visitatori da tutto il Veneto i due presepi viventi di Codevigo e Pontelongo, che si ispirano alla tradizione popolare, coinvolgendo alcune centinaia di volontari nell'allestimento prima e nella rappresentazione poi. 

I presepi di Villa del Conte e di Segusino sono vere opere d'arte. Uno animato dalla fantasia e professionalità di Igino Tonin, al quale è dedicata l'edizione di quest'anno, l'altro curato nei minimi dettagli da un team affiatato che gli dedica ogni anno almeno quattro mesi di lavoro.

Natività in vetrina. Quaranta presepi realizzati artigianalmente esposti nelle vetrine dei negozi di piazza del Santo, e delle vie San Francesco, Ospedale e Cesarotti a Padova.

Due temi diversi ma ugualmente importanti quelli che ruotano attorno ai presepi delle parrocchie di Gallio, sull'altopiano, e di Codiverno (Vigonza): l'accoglienza di Dio e dei fratelli, nel primo. La semente che il Padre getta nel campo perché porti frutto, nel secondo.

Ottorino e Francesco Marcato, della parrocchia della Natività della Beata Vergine di Stra, hanno allestito il loro presepe con un'ambientazione veneziana, ricordando, davanti alla scena del presepe, gli elementi degli orientamenti pastorali di quest'anno.

Un presepe sul poggiolo, visibile da chiunque in strada. Ci manda la foto Pierluigi Tiberio, di Padova. Durante le feste, le statuette, grandi sagome in polistorolo, erano ben visibili anche grazie all'illuminazione che prendeva il via alle 17 di ogni sera.