Arancia blu

Nel porto di Luanda, la capitale dell'Angola, sono arrivati mille bovini inviati dal Ciad. Nei prossimi dieci anni se ne aspettano altri 9mila. I governi dei due Paesi hanno infatti pattuito l'invio degli animali come forma di pagamento di un debito da circa 100 milioni di euro che N'Djamena ha contratto nel 2017.

21 marzo, Giornata internazionale delle foreste. “Biodiversità e Foreste.Troppo preziose per perderle”, è il tema di questa edizione e l’Onu ricorda che: «Le foreste, la loro gestione e l’uso sostenibile delle loro risorse, anche negli ecosistemi fragili, sono fondamentali per combattere i cambiamenti climatici e contribuire alla prosperità e al benessere delle generazioni attuali e future. Le foreste svolgono anche un ruolo cruciale nella riduzione della povertà e nel raggiungimento degli Obiettivi di sviluppo sostenibile».

Ci siamo: è iniziata l’ era della natura ammalata. Appena un paio di anni fa ancora non volevamo credere a una scienza che ci pareva fantascienza quando indicava che presto il clima alterato avrebbe colpito i nostri raccolti, sradicato foreste,  o devastato un porto in Liguria, e altrove avviato conflitti e migrazioni. E non ci siamo neanche accorti che la stessa scienza ammoniva sui forti pericoli sanitari causati dal degrado ambientale.

Respiriamo meglio in questi giorni.  Dall’inizio di marzo nessuna delle tre regioni del Nord Italia più soggette alla concentrazione dello smog – e anche alla diffusione del Covid-19 – ha mai superato i valori limite di PM10. Aria più pulita grazie alla riduzione del traffico e al rallentamento delle nostre attività?

Per combattere i cambiamenti climatici occorre modificare il sistema dei trasporti che, ad oggi, è responsabile di un quarto delle emissioni di gas a effetto serra dell'UE e per il quale è stato fissato l'obiettivo di ridurre le emissioni del 90% entro il 2050. Per questo la Commissione europea ha proposto che il 2021 sia l’Anno europeo delle ferrovie.

Greta Thunberg, l'attivista climatica svedese simbolo mondiale, ha partecipato mercoledì a una riunione straordinaria della commissione per l'ambiente del Parlamento europeo per parlare della legge europea sul clima elaborata dalla Commissione. La Climate Law  sancisce ’impegno di azzerare le emissioni entro il 2050, ma Greta l’ha criticata aspramente: «Non abbiamo bisogno semplicemente di obiettivi per il 2030 o per il 2050, ma questi sono necessari per ogni singolo anno. Dobbiamo iniziare a tagliare le emissioni in modo drastico fin d’ora».

La Commissione Europea ha presentato al Parlamento una proposta di legge sul clima che sancisce l'impegno politico dell'UE di conseguire la neutralità climatica entro il 2050, per tutelare il pianeta e i cittadini. Con questa legge la Commissione propone un obiettivo giuridicamente vincolante di azzeramento delle emissioni nette di gas a effetto serra entro il 2050. Le istituzioni dell'UE e gli Stati membri sono tenuti ad adottare insieme le misure necessarie al loro livello per raggiungere questo obiettivo.

Un nuovo bando con ulteriori incentivi per la rottamazione delle vecchie auto per ridurre le emissioni in atmosfera. La Giunta regionale ha deliberato anche per il 2020 un bando per cui inizialmente saranno messi a disposizione dei cittadini veneti 600.000 euro a favore di chi deciderà di sostituire la propria vecchia auto con veicoli a basso impatto ambientale di nuova immatricolazione. Il bando 2020 estende la rottamazione anche ai vecchi veicoli alimentati a benzina euro 3 e gasolio euro 5, e sui punteggi per i nuovi acquisti sarà privilegiato il criterio delle emissioni.

Sarà stato il vento, sarà stata la pioggia, sarà stato l’effetto paralizzante del coronavirus ma pare che, almeno nelle zone meno urbanizzate della pianura padana, polveri sottili e pm10 siano un po’ calati.  Quello che è certo è che la Cina ha “beneficiato” delle restizioni imposte per contenere il coronavirus: dai dati a disposizione della Nasa e dell’ESA (agenzia Europea), l’inquinamento industriale e civile prodotto da combustibili fossili, da riscaldamento e da autoveicoli, si è drasticamente ridotto. Chissà da noi come inciderà il fermo di 15 giorni di molte attività che comportano soprattutto lo spostamento: chiuse scuole, chiese e biblioteche, niente cinema e teatro, niente stadio ed entrate ai musei (forse) contingentate.

Far assumere al Governo italiano l’obiettivo del 55% di riduzione dei gas serra entro il 2030. È questo il fine della proposta di legge d’iniziativa popolare “Almeno il 55%” proposta dalle associazioni ambientaliste e pubblicata sulla Gazzetta ufficiale. Quello del 55% è l’obiettivo proposto per tutta la Ue dalla presidentessa della Commissione Ue Ursula von der Leyen e approvato a larghissima maggioranza dal Parlamento europeo.

Ottantuno Comuni coinvolti e 164 milioni a disposizione per metter mano agli spostamenti casa-scuola e casa-lavoro. Un’azione necessaria per innescare pratiche virtuose di mobilità sostenibile per questi spostamenti che sono ritenuti tra i principali responsabili del congestionamento del traffico urbano e della pessima qualità dell’aria.

Siamo nell'area più inquinata da PM10 di tutta Europa e data la gravità della situazione gli assessori regionali all'Ambiente delle quattro regioni del bacino padano - Veneto, Lombardia, Piemonte ed Emilia-Romagna - hanno scritto una lettera congiunta al ministro dell'ambiente, Sergio Costa, per chiedere interventi urgenti del Governo per far fronte ai problemi legati alla qualità dell'aria.

PM10 di nuovo alle stelle. Padova ha di nuovo superato il limite giornaliero di 50 microgrammi per metro cubo d’aria di PM10 e in due delle cinque stazioni di rilevamento Arpav di Padova è stato già raggiunto il limite di legge annuale del Pm10. Dall'inizio dell’anno nelle centraline di Arcella e Viale internato Ignoto sono stati registrati 35 giorni di superamento del limite giornaliero; in  quella  di via Carli e Granze 34 e alla Mandria 33 giorni.

Il 2020 è il ventesimo anno consecutivo in cui Padova è fuorilegge per l'aria che respiriamo e il limite annuale viene superato sempre prima: lo scorso anno il limite fu raggiunto il 1 marzo, due anni fa il 26 marzo. Dati che, per Legambiente, non indicano emergenza, ma una drammatica realtà: «Quella delle 60.000 morti premature all'anno in Italia certificate dall'Agenzia europea per l’ambiente».

Arriva il vento e respiriamo un po’ meglio ma questa camera a gas a cielo aperto che è ormai diventata la pianura padana avrebbe bisogno di ben altro. Tre giorni di bassa pressione e scatta l’allarme in tutto il Veneto. Si salva solo Belluno grazie alla posizione.  Oggi il bollino rosso riguarda non solo le città - Vicenza, Treviso, Padova, Rovigo - ma anche Cittadella, Este, Castelfranco, Mirano, San Bonifacio; bollino giallo per Cinto Euganeo e Monselice. E poi ci sono i paesi dove l’allarma non scatta perché la gente vive in campagna e la macchina, si sa, è indispensabile così i sindaci non se la sentono di lanciare lo stop almeno ai mezzi più inquinanti.

Un’economia a misura d’uomo contro la crisi climatica. È il senso del Manifesto di Assisi, un documento che ha già raccolto oltre 1700 adesioni. Il presidente della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali, l’economista Stefano Zamagni, ha raccontato in un’intervista a “Vatican News” come il Manifesto rappresenti una sfida che richiama il contributo delle migliori energie tecnologiche, istituzionali, politiche, sociali, culturali, assieme a quelle del mondo economico e produttivo e dei cittadini, nella direzione indicata dall’Enciclica Laudato si’ di Papa Francesco.