I migliori anni

Nella Giornata mondiale degli anziani, da lui istituita, Francesco insiste sulla relazione tra generazioni, fonte di ricchezza per la società intera soprattutto in un mondo ancora dominato dalla cultura dello scarto. In particolare chiede di far visita a chi è solo o impossibilitato ad uscire di casa.

Ha preso il via dal Portello il Programma “Viva gli anziani!”, un servizio innovativo per il contrasto dell’isolamento sociale, attraverso la creazione di reti di prossimità, promosso dalla Comunità di Sant’Egidio in tutta Italia e realizzato a Padova grazie a un Protocollo di collaborazione siglato con l’amministrazione comunale e il sostegno della Regione del Veneto e di Enel Cuore. 

Rsa e assistenza domiciliare non vanno percepite come due risposte contrapposte alla cura dell’anziano, ma come due forme di assistenza complementari. E’ quanto emerso questa mattina dall’incontro “Perché non possiamo fare a meno delle Rsa”, organizzato da Serenity in collaborazione con Uneba. 

Da oggi circa 400mila pensionati veneti cominceranno a ricevere la quattordicesima. Prima quelli con conto o libretto postale o che la ritirano in posta (un anticipo dovuto alle norme anti Covid), e dal 1° luglio quanti sono titolari di conto bancario. Si tratta dei quanti percepiscono una pensione fino a 1.030 euro lordi al mese, cioè due volte il trattamento minimo: poco più del 30% dei pensionati veneti. E non sono nemmeno tutti quelli con assegno basso.

Il nuovo spazio, donato da Medici con l’Africa Cuamm e realizzato con il sostegno del governo americano, ha contribuito in questi mesi a garantire le visite dei parenti indispensabili per il benessere degli anziani e lo farà anche in futuro. Solo oggi è stato possibile un momento formale di inaugurazione. Un’attenzione a chi è più fragile, in Italia come in Africa.

I sindacati dei sindacati dei pensionati veneti denunciano la mancata applicazione dell’ordinanza del ministero della Salute che prevede la riapertura delle case di riposo alle visite dei familiari. Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp Uilp commentano un’indagine promossa dalla Regione Veneto su questo tema, e sottolineano la scarsa trasparenza sulle comunicazioni. Tragico il dato definitivo dei decessi durante la pandemia nelle case di riposo, che ha superato le 4mila vittime.

In una lettera inviata al presidente del Consiglio Mario Draghi, il presidente di Uripa (Unione Regionale Istituti per Anziani del Veneto) Roberto Volpe critica le scelte del governo a proposito delle Rsa, frutto a suo dire delle dure critiche piovute sulle strutture per anziani dopo la prima ondata di contagi. Nel documento si chiede invece maggiore programmazione per porre fine alla carenza di personale medico e infermieristico per le strutture per anziani. 

Si intitola “Rughe. Storia di un nonno” l’ultimo libro di David Grossman. L’autore israeliano torna a scrivere per bambini e ragazzi, con una storia che piacerà anche ai nonni. Una bella occasione per riflettere sul significato del tempo che passa e per leggere qualcosa insieme, ricomponendo così quel dialogo tra generazioni che la pandemia ha messo a dura prova. 

La tanto agognata riapertura delle visite nelle case di riposo è considerata una conquista dai sindacati dei pensionati, che ora però temono una marcia indietro da parte delle autorità sanitarie e chiedono garanzie perché che la decisione sia da considerarsi definitiva. Intanto le strutture per anziani si stanno attrezzando per gestire l’accoglienza dei parenti, garantire il rispetto delle regole ed effettuare i tamponi.

Il via libera alle visite dei familiari agli anziani ospiti delle Rsa, varata da un’ordinanza del ministro alla Salute Roberto Speranza, fa sperare in un progressivo ritorno alla normalità per tante strutture ed è stata salutata con soddisfazione dalle associazioni dei parenti degli ospiti e delle stesse case di riposo. L’ordinanza prevede indicazioni precise sull’accesso alle visite, che potranno avvenire solo attraverso il green pass per i visitatori e cioè la vaccinazione, un tampone nelle 48 ore precedenti o la presenza degli anticorpi da malattia. 

Ci avevano sperato in molti, ma alla fine la prudenza, dettata dall’incertezza del momento, ha prevalso su ogni altra considerazione e per il secondo anno consecutivo il Settore Servizi Sociali del Comune di Padova ha annullato i soggiorni climatici per la terza età, da molte estati un’occasione di incontro e di svago per tantissimi anziani del territorio. Nella speranza che la situazione si evolvesse positivamente, il Settore aveva dato il via, nel mese di gennaio, a una raccolta di pre-iscrizioni.

Potrebbe essere questione di giorni. Oggi stesso la Conferenza delle Regioni dovrebbe dare il via libera alle linee guida per la riapertura delle visite nelle case di riposo, attesa comunque entro il mese di maggio. Il passo successivo sarà la consegna all’Istituto superiore di sanità e al ministero, perché le trasformi in una circolare da diramare alle Rsa. E poi finalmente gli ospiti delle case di riposo potranno riabbracciare i loro cari.

Antonietta Marcato è una delle donne più longeve d'Italia. Ha compiuto 106 anni nel centro residenziale Nazareth, dove si è trasferita poco prima superare la boa del secolo di vita. Il suo segreto? Un amore durato 51 anni, l'affetto dei figli, nipoti e pronipoti. Non tutti hanno potuto partecipare alla sua festa di compleanno, per motivi di sicurezza. Anche se lei, il Covid, l'ha già preso e, con un rigoroso rispetto del protocollo, anche superato.

“Di solitudine ci si ammala", avvertono Spi, Fnp e Uilp. E per accelerare la ripresa delle visite dei familiari, ancora vietate in molte strutture o sottoposte a regole ferree, propongono di immunizzare un parente per ogni ospite. I sindacati dei pensionati del Veneto rilanciano anche la necessità di vaccinare a domicilio i non autosufficienti e i loro caregiver. E chiedono un incontro con l’assessora Manuela Lanzarin.

Una sala grande il doppio di quella attuale, l’occhio di portico replicato così com’è, e gli spazi esterni risistemati per accogliere i sempre più numerosi soci dell’associazione di promozione sociale Pino Verde di Ponte San Nicolò. I lavori, finanziati dal Comune per 275mila euro, sono soprattutto un segno tangibile di una collaborazione che prosegue da oltre trent’anni, a vantaggio dei sempre più numerosi e attivi anziani sannicolesi.