I migliori anni

Spegnere 101 candeline non è un’impresa da poco. Il decano della Fondazione Santa Tecla, Mario Bonato, il più longevo ospite della struttura, è stato festeggiato ieri, venerdì 29 maggio, nel rispetto dei limiti imposti dalle regole per il distanziamento sociale. Agli auguri di tutti gli ospiti e gli operatori della struttura si è unita il sindaco di Este Roberta Gallana.

I fondi del Mes potrebbero essere investiti per rafforzare la sanità territoriale e invertire la tendenza degli ultimi anni. Una proposta chiara in proposito viene dai sindacati veneti dei pensionati Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp Uil. Secondo un comunicato unitario diffuso dalle tre sigle sindacali, «la pandemia da Covid-19 ci ha insegnato due cose: abbiamo pagato cari i 37 miliardi che l'Italia in 10 anni ha disinvestito dal settore sanitario (con un -48% su strutture, attrezzi e macchinari e un -5,3% sul personale), e abbiamo avuto la conferma del ruolo centrale dell'assistenza territoriale». 

«Sappiamo quanto è forte, in voi e nei vostri anziani nostri ospiti, il desiderio di rincontrarci tutti», dice il presidente della Fondazione. Ma ancora più grande è il desiderio di stare bene tutti, e di tenere ancora lontano il contagio. E i nostri e vostri anziani sono fragili, e sono a rischio. Per questo, con dispiacere ma anche con senso di responsabilità, abbiamo deciso di prolungare ancora un po' lo stop alle visite dei famigliari in Fondazione». Il messaggio si conclude con un ringraziamento al personale e ai famigliari per quanto fatto da marzo ad oggi.

Da lunedì prossimo, 1° giugno, i parenti potranno tornare a fare visita ai loro familiari ospiti delle case di riposo. Bisognerà vincere la voglia di riabbracciarli, dopo tanto tempo, ma le regole imposte per la riapertura alle visite sono molto rigide e vanno rispettate, soprattutto per la sicurezza delle persone anziane.

Aumentano di giorno in giorno le adesioni all’appello mondiale lanciato dalla Comunità di Sant’Egidio “Senza anziani non c’è futuro”. Un “Appello per ri-umanizzare le nostre società. No a una sanità selettiva” tradotto in diverse lingue e rivolto a tutti i cittadini e le istituzioni, per dare il via a quel cambio di passo su una preoccupazione che l’emergenza Coronavirus ha rivelato.

Il test era già stato effettuato ad aprile su circa 400 persone, sempre con esiti negativi. Secondo la Fondazione, questi risultati premiano l’impegno di tutti e i sacrifici anche degli anziani che per settimane non hanno ricevuto le visite dei loro cari. Ma la vicinanza agli ospiti della casa è arrivata da tutta la comunità atestina, con una lavatrice a ozono donata grazie alla campagna “Aiutiamo chi lavora per la nostra salute”, le mascherine donate dalla squadra di rugby e le orchidee e i gerani che avrebbero dovuto essere esposte a “Este in fiore”

I sindacati dei pensionati del Veneto, Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp Uil, chiedono la regolarizzazione di badanti e colf, già proposta dalla ministra Teresa Bellanova. Secondo uno studio della Bocconi risalente al 2018, si tratta di 75mila  lavoratrici domestiche in tutto il Veneto, il 60 per cento delle quali senza regolare contratto. Numerose anche quelle senza permesso di soggiorno. 

Anche i familiari degli ospiti delle case di riposo attendono con ansia la loro Fase2. Consapevoli che il distanziamento sociale sia stato indispensabile per evitare che il contagio si diffondesse all’interno delle strutture, come è drammaticamente accaduto in alcuni casi, molti dei figli degli anziani ospiti delle case di riposo venete chiedono ora di poter far visita, pur con tutte le precauzioni necessarie, ai loro genitori.

Invitano a un cauto ottimismo i dati diffusi dal governatore del Veneto Luca Zaia, con 40 dimessi, 29 nuovi casi di coronavirus, 392 mila tamponi effettuati e ancora 13 morti, dato comunque in calo rispetto agli ultimi giorni. Al termine del suo intervento, Zaia ha lasciato la parola all’assessore Lanzarin, che ha reso noto di aver avviato un ragionamento con i direttori delle case di riposo sulla possibilità di consentire le visite ai familiari. 

Quando gli abbracci scarseggiano, ci dev’essere qualcosa di morbido da toccare, coccolare, accudire. Per i bambini appena nati è un bel modo per cominciare a scoprire il mondo, ma un pupazzo di pezza piace a tutte le età, al punto che per alcune persone anziane, specialmente le più fragili e smarrite, può essere una vera e propria compagnia, che rallegra la giornata e aiuta a comunicare. Simonetta Barbiero ne ha realizzati alcuni per gli ospiti della Fondazione Santa Tecla che da allora non se ne sono più sperati.

Dove non arriva lo Stato, da sempre, arrivano i nonni. Gli anziani da sempre rappresentano un pilastro nel welfare del nostro Paese, dove il welfare familiare colma tutte le carenze di quello statale. I contorni di questa peculiarità tutta italiana e i rischi delle conseguenze dell'epidemia sono stati illustrati dall’economista Ilaria Bifarini all’agenzia di stampa nazionale Dire.

Si è concluso lo screening sulla diffusione del contagio da Coronavirus nelle case di riposo del Veneto, promosso dalla Regione. I risultati sono stati resi noti ieri in una conferenza stampa dal presidente Luca Zaia e dall'assessore Manuela Lanzarin e parlano di 244 strutture su 330 libere dal contagio. Dopo la conferenza stampa, Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp Uil hanno diffuso un comunicato nel quale chiedono quali misure saranno messe in campo in futuro e cosa è successo negli ultimi due mesi.

Per accorciare le distanze tra gli ospiti delle residenze per anziani e i loro parenti, la Fondazione Oic hanno attivato una collaborazione con Informatici Senza Frontiere, l’associazione attiva in tutta Italia e fondata 15 anni fa per colmare il divario digitale. La Onlus, che attualmente conta 12 sezioni regionali e oltre 300 progetti attivi in diversi Paesi, si propone di “favorire un processo di crescita, individuale o di gruppo, che porti ciascuno ad appropriarsi consapevolmente delle proprie potenzialità attraverso le conoscenze e le tecnologie informatiche”.

La distanza, in certi momenti, pesa di più. Non poter trascorrere il giorno di Pasqua insieme ai propri cari è un piccolo grande dispiacere, che bisogna accettare per il bene di tutti, soprattutto degli anziani ospiti delle strutture di accoglienza. Il presidente dell’Opera Immacolata Concezione Andrea Cavagnis ha scritto una lettera a tutti i famigliari degli ospiti per rassicurarli: il loro affetto arriverà comunque a destinazione e i l’attenzione e la cura, all’interno delle strutture, non mancherà.