I migliori anni

Consapevoli di non potersi sostituire all’affetto dei parenti, gli operatori della Civitas Vitae Angelo Ferro le studiano tutte per far sentire i loro ospiti vicini ai familiari. Oltre alle video-chiamate, è stato attivato il servizio “C’è posta per te” dove si possono inviare messaggi, video, fotografie e altro destinate ai propri cari. Per quanto doloroso, spiega la direzione della struttura, è il modo più sicuro per preservare gli ospiti dal contagio.

Un primo, moderato ottimismo smentito rapidamente dello scontro con la realtà. Fp, Fisascat e Fnp del Veneto, dopo aver sentito le dichiarazioni del governatore del Veneto Luca Zaia e dell’assessore alla Sanità Manuela Lanzarin avevano salutato con favore l’impegno della Regione per la riduzione dei contagi nelle case di riposo. Ma dopo aver letto il piano presentato in conferenza stampa, le sigle della funzione pubblica, servizi e pensionati della Cisl Veneto hanno dovuto ricredersi.

Nell’ambito del progetto “Sentinelle di comunità”, i Comuni di Saonara e Ponte San Nicolò hanno messo a disposizione degli anziani del territorio, delle famiglie che li assistono e dei volontari che si prendono cura di persone sole o in difficoltà un servizio di sostegno psicologico telefonico gratuito. Chiamando il numero 375.6326075 il lunedì e il giovedì dalla 15 alle 18 si può parlare con la dottoressa Marta Casagrande. Oppure si può lasciare un messaggio in segreteria per prendere un appuntamento telefonico. 

Si è svolto oggi in teleconferenza l’incontro, sollecitato dalle organizzazioni sindacali, tra l’assessore regionale Manuela Lanzarin e i segretari generali regionali di Cgil, Cisl, Uil - Christian Ferrari, Gianfranco Refosco e Gerardo Colamarco – sulla drammatica situazione delle case di riposo pubbliche e private in Veneto, dove operano oltre 40mila lavoratori. L’assessore Lanzarin ha assicurato ai rappresentanti sindacali che i riflettori dell’assessorato alla sanità e al sociale della Regione Veneto sono accesi senza sosta sul mondo delle case di riposo. 

«Ci tenevo». Così il titolare di una pizzeria della Conca del Piave spiega perché riaccenderà il forno del suo locale per preparare solo una decina di pizze, le preparerà con la massima cura, e non si farà nemmeno pagare.
Perché quelle squisite pizze le donerà al personale e agli ospiti del centro servizi per anziani Fondazione Sant'Antonio Abate di Alano di Piave, che vive i giorni difficili della lotta contro il Covid 19. Le donerà, e non per farsi pubblicità. Tanto che neppure vuole che si faccia il suo nome.

Sono una delle parti più fragili della popolazione e in questo momento di emergenza nazionale (e non solo) necessitano di un’attenzione che vada al di là della normale diligenza. Stiamo parlando degli oltre 30mila anziani veneti ricoverati nelle case di riposo, che in questo momento devono convivere con una situazione a dir poco drammatica: da una parte l’impossibilità di incontrare familiari e parenti, dall’altra la paura di un contagio e quindi di un focolaio improvviso che, in una struttura di questo tipo, potrebbe trasformarsi in vera e propria tragedia. 

In questi giorni sul Coronavirus è stato detto tutto e il contrario di tutto. Ma ci sono alcuni punti che vanno confermati: il virus può provocare polmoniti gravi ed è più pericoloso per le persone anziane. Lo ribadisce il dottor Valter Giantin, medico presso la Clinica Geriatrica dell’Università di Padova. «Le statistiche – conferma – ci dicono che abbiamo una età media per i decessi di 80,3 anni. Più si avanza con l’età e più aumenta il rischio di mortalità, in particolare sopra i 75 anni».

Dopo i casi riscontrati, tamponi per tutti, lavatrice all'ozono per sanificare gli indumenti e più soldi in busta paga ai dipendenti che faranno straordinari. E' la risposta della casa di Sant'Antonio Abate di Alano di Piave, che investe sulla formazione del personale e la priorità ai contagiati. Istituito un "premio contrasto Covid-19"

Sarà una primavera bellissima. Per gli associati del Pino Verde, la gioia di poter ritornare nella storica sede di Vicolo Pasquatto a Ponte San Nicolò, dopo la chiusura obbligatoria di questi giorni, sarà resa ancora più bella delle nuove piante messe a dimora nel frattempo. 

Le associazioni dei commercianti non hanno tardato a rispondere positivamente all’appello lanciato appena lunedì scorso dagli assessori del Comune di Padova al commercio Antonio Bressa e al sociale Marta Nalin. Ma sono tanti i gruppi, le parrocchie, le associazioni, che si sono attivate per aiutare chi in questo momento è più in difficoltà.

Due educatori della parrocchia di San Biagio di Legnaro hanno organizzato un servizio di spesa a domicilio per gli anziani della comunità. E' stato sufficiente mettersi a disposizione e con i ragazzi dell'Azione Cattolica l'iniziativa ha preso piede. Moltissimi i legnaresi che si sono offerti volontari per recapitare la spesa. «Questa situazione difficile - dice la promotrice dell'iniziativa - ha messo in moto tanta solidarietà».

Anche il Comune di Padova si sta attrezzando per promuovere un servizio di spesa a domicilio per gli anziani. Ieri gli assessori al commercio Antonio Bressa e al sociale Marta Nalin hanno incontrato i rappresentanti delle categorie economiche e della grande distribuzione per individuare assieme delle iniziative di solidarietà da mettere in campo in questi giorni di emergenza sanitaria. In questo momento l’esigenza più sentita è quella di attivare un servizio di spesa a domicilio per gli anziani.

Sono numerosi i Comuni che si stanno organizzando per far recapitare a domicilio la spesa e le medicine agli anziani e permettere loro in questo modo di rimanere a casa e rispettare le indicazioni del governo e i consigli dei medici. Qui alcuni esempi, ai quali se ne aggiungeranno presto altri da parte di amministrazioni che stanno facendo partire altre iniziative.