Legalità & Corruzione

Si è svolta a Mestre (Ve) la cerimonia di premiazione della seconda edizione del concorso “La cultura della legalità e l’impegno dei giovani per la sua promozione”, promosso dalla Regione e dall’ufficio Scolastico regionale del Veneto e rivolto agli studenti delle classi terze, quarte e quinte degli istituti superiori del Veneto.

Sequestrati oltre 12 milioni di euro dalla Polizia economico finanziaria di Venezia, su ordine del Gip, nell'ambito di un'indagine per riciclaggio internazionale ed esercizio abusivo dell'attività finanziaria, riguardante il reinvestimento all'estero delle tangenti incassate dall'ex presidente del Veneto, Giancarlo Galan. Tra i sei indagati quattro sono professionisti padovani - il commercialista dell'ex Governatore, sua moglie e due colleghi di studio - due sono svizzeri.

Nel 2018 Avviso Pubblico ha censito 574 atti intimidatori nei confronti degli amministratori locali, uno ogni 15 ore. Un dato che fa riflettere quello che emerge dal report 2018 “Amministratori sotto tiro” realizzato da Avviso pubblico e presentato a Roma lo scorso 5 aprile. Dal 2011, anno della prima edizione del Rapporto, le minacce sono aumentate del 170 per cento. E nel primo trimestre del 2019 siamo già a una minaccia ogni 14 ore.

In Italia, un quarto degli over 14 considera la corruzione un fatto naturale e inevitabile (il 25,8 per cento si dichiara molto o abbastanza d’accordo con tale affermazione); sei persone su dieci ritengono pericoloso denunciare fatti di corruzione e oltre un terzo (36,1 per cento) lo ritiene inutile. È quanto emerge dal report su “Senso civico: atteggiamenti e comportamenti dei cittadini nella vita quotidiana” diffuso il 20 marzo dall’Istat.

Alla vigilia dell'inizio della nona Legislatura del Parlamento Europeo, Libera presentata a Bruxelles, nella sede dell’Euroassemblea, una nuova agenda l’agenda politica contro il crimine organizzato e corruzione perché a vent'anni dalla Convenzione di Palermo delle Nazioni Unite bisogna fermarsi e chiedersi a che punto è arrivata l'Europa nella lotta al crimine organizzato.

Aperte le iscrizioni di "E!State Liberi!", i campi di impegno e formazione sui beni confiscati alle mafie promossi da Libera, per un'estate di crescita sui temi dell'antimafia sociale e di conoscenza dei territori coinvolti. Fino a settembre, giovani e adulti, studenti, gruppi scout, gruppi parrocchiali e associazioni potranno partecipare a un'esperienza di impegno civile nella Piana di Gioia Tauro sulle proprietà confiscate ai Piromalli o in Puglia sulle tenute che erano della famiglia Screti oppure nel tesoro nascosto della 'ndrangheta in Lombardia e Piemonte.

Dai ristoranti al web per finire nei piatti di mezzo mondo, è allarme “mafia style” per l’agroalimentare italiano con milioni di euro di giro d’affari generati dall’uso di nomi legati alla criminalità. È quanto emerge dallo scaffale dal sesto rapporto Agromafie sui crimini agroalimentari in Italia elaborato da Coldiretti, Eurispes e Osservatorio. Dal ristorante parigino “Corleone”, al vino syrah “Il Padrino” fino al libro di ricette “The mafia cookbook”, un business che provoca un pesante danno di immagine al Made in italy.

È già on-line la versione basic della prima mappatura delle famiglie mafiose attive in Lombardia, Napoli, Reggio Calabria e Palermo. Nei prossimi mesi sarà disponibile la versione completa che consentirà, da ogni parte d'Italia, di consultare il più grande database sulla criminalità organizzata. Intanto per chi avesse voglia di scoprire quali sono i luoghi legati ad attività illecite in Veneto è disponibile la mappa realizzata da “Mafie in Veneto”.

Cgil, Cisl e Uil chiedono alla Regione di convocare gli “Stati generali del Veneto per la legalità e per il contrasto alla criminalità organizzata”, affinché sia approntato un piano strategico che preveda misure concrete a partire dai settori più esposti: la logistica, l'agricoltura, l’edilizia e le costruzioni, il ciclo dei rifiuti,  il sistema degli appalti e quello del del credito. Zaia «Ben venga, quindi, questo lavoro avviato dal sindacato».

Fermo amministrativo del mezzo e multa di 4 mila e 130  euro per l’autista moldavo fermato domenica 17 marzo, verso le 18, nei pressi dell’area di servizio “Limenella” della A4 in direzione di Venezia, da una pattuglia della Polizia stradale di Padova che ha effettuato il controllo dell’ autobus, con agganciato un rimorchio, immatricolato in Moldavia che l’autista stava guidando.

Dalle prime ore di martedì 12 marzo i militari del Comando provinciale dei Carabinieri di Padova e dei quello provinciale della Guardia di finanza di Venezia stanno dando esecuzione a 33 ordinanze cautelari disposte a seguito di indagini dirette dalla Procura Distrettuale antimafia di Venezia nei confronti degli appartenenti a un’organizzazione criminale di matrice ‘ndraghetista operante in Veneto e dedita alla commissione di gravi reati, tra cui, l’associazione per delinquere di stampo mafioso.

La Cia – Agricoltori italiani, verso la Giornata nazionale della memoria e dell’impegno contro le mafie del 21 marzo a Padova, ha promosso un consiglio di direzione straordinario con Alessandro Naccarato della Commissione parlamentare antimafia, e a don Giorgio De Checchi di Libera.

Per la prima volta il 21 marzo la Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, organizzata dall'associazione Libera, avrà Padova come piazza principale da dove saranno letti i nomi delle oltre 900 vittime innocenti morte per mano delle mafie.

«Ogni singola parola di don Peppe era una parola profetica, capace di toccare le coscienze, schiarire le menti, infondere coraggio, innescare cambiamenti. Gli hanno negato quell’ultima omelia, senza capire che, così facendo, il suo messaggio sarebbe risuonato ancora più forte, amplificato dal martirio». Ne è convinto don Luigi Ciotti, fondatore del Gruppo Abele e di Libera, che ricorda don Peppe Diana a 25 anni dall’uccisione, sull’ultimo numero del mensile “Vita Pastorale” (marzo 2019). Pubblichiamo il testo integrale della sua riflessione.

La Regione può costituirsi parte civile nei procedimenti penali nei quali si tratta dei reati di associazione di stampo mafioso commessi nel Veneto. Lo ha stabilito la Corte Costituzionale con la sentenza n. 41, pubblicata in data odierna, che ha ritenuto infondata la questione di illegittimità sollevata l’anno scorso dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri in relazione a quanto previsto dalla legge regionale n. 1 del 2018 (art. 2, comma 1) per presunta violazione dell’articolo 117 (secondo comma, lettera l) della Costituzione e dell’art. 74 del Codice di Procedura Penale.