Coronavirus. Il saluto degli agenti e degli ufficiali della Polizia penitenziaria di Bergamo a don Fausto Resmini

Il saluto degli agenti e degli ufficiali della Polizia penitenziaria di Bergamo a don Fausto Resmini, fondatore della comunità  "Don Milani" di Sorisole, per anni cappellano del carcere lombardo, scomparso a causa del coronavirus: «Ci sentiamo smarriti e abbandonati per non essere riusciti a dirti quanto ti vogliamo bene».

Coronavirus. Il saluto degli agenti e degli ufficiali della Polizia penitenziaria di Bergamo a don Fausto Resmini

«Caro Don Fausto, o meglio caro "collega"... come TI piaceva chiamarci quando ogni mattina venivi a salutarci, ad ognuno sul suo posto di servizio, sempre con quel sorriso aperto che trasmetteva serenità. Ci hai lasciati all’improvviso e silenziosamente, del resto questo era lo stile che ha sempre caratterizzato il tuo agire nei confronti di chi ti era prossimo, una prossimità e una missione che hai speso in senso evangelico, sempre generosamente e senza risparmiarti per aiutare chi aveva bisogno».

Inizia così la lettera con cui gli agenti e gli ufficiali della Polizia penitenziaria di Bergamo hanno voluto salutare don Fausto Resmini, per anni cappellano del carcere lombardo e fondatore della comunità "Don Milani" di Sorisole: una struttura che si occupa dell’accoglienza degli ultimi e del recupero di minori in difficoltà, punto di riferimento per tutto il nord Italia.

«Ci sentiamo smarriti e abbandonati - proseguono nel saluto - con l’amarezza di non essere riusciti a riscattarci almeno un po’ urlandoti in faccia quanto è grande il bene che ti vogliamo. Don Fausto, per gli anni che hai dedicato a questo Istituto Penitenziario, per noi sempre un punto fermo di riferimento: nel quotidiano, nella emergenza, nei momenti di lutto e di buio, nei momenti di festa e di gioia. Senza sosta a servizio dell’Amministrazione Penitenziari a e non solo... nel proprio essere interiore ogni singolo uomo o donna della Polizia Penitenziaria di Bergamo conserva impresso nel suo cuore, ora stretto come all’interno di una morsa, la tua immagine, la tua voce, il tuo sguardo, la tua presenza».

«Insostituibile la tua vicinanza alle numerose feste del corpo, la tua presenza nei momenti più tristi e più gioiosi che abbiamo vissuto, dalle celebrazioni dei funerali dei colleghi scomparsi prematuramente, alle cerimonie di matrimonio e altri lieti eventi. Con queste poche righe vogliamo salutarti stringendoti nei nostri cuori, con la consapevolezza che oggi sei vicino a quel Padre al quale hai donato tutta la tua vita e che da lassù guiderai i nostri passi e continuerai a pregare per noi e le nostre famiglie. Grazie DON FAUSTO!».

Ricoverato in terapia intensiva a causa del coronavirus, don Fausto Resmini, uno dei sacerdoti più noti della Bergamasca, aveva 67 anni. L’annuncio della sua scomparsa era stato dato dalla sua comunità: «Questa notte don Fausto è tornato alla casa del Padre. Ha combattuto fino alla fine contro questo virus tremendo. Se n'è andato nel silenzio e nella solitudine della notte proprio come molti uomini vissuti in strada di cui lui si è preso cura nel suo ministero». Cordoglio è stato espresso da tutta la comunità, dalla Caritas all’Atalanta Calcio.

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Fonte: Redattore sociale