Senza frontiere: voci dall'Europa

Oggi, 29 aprile 2021, il Parlamento Europeo ha adottato la sua posizione negoziale sulla proposta di un certificato per riaffermare il diritto alla libera circolazione in Europa durante la pandemia. I deputati  considerano necessari test universali, accessibili, tempestivi e gratuiti in tutta l'UE e i Paesi UE non devono imporre quarantene/test ai titolari dei certificati. Il certificato, comunque, non diventerà una precondizione per esercitare il diritto alla libera circolazione.

A un anno dalla diffusione dell’epidemia di coronavirus, si teme che la ricaduta sociale ed economica possa innescare impatti a lungo termine sull'uguaglianza di genere. Una minaccia non solo ai progressi fatti finora, ma anche un concreto pericolo per altre 47 milioni di donne e ragazze in tutto il mondo di ricadere sotto la soglia di povertà. Secondo l'Indice sull’uguaglianza di genere 2020 - stilato in base ai dati raccolti nel 2018 e curato dall'Istituto europeo per l'uguaglianza di genere (EIGE) -  l'UE ottiene un punteggio del 67,9% sull'uguaglianza di genere: se continuiamo con questo ritmo ci vorranno almeno altri 60 anni per raggiungere la completa parità.

L’arresto di Alexey Navalny è solo l’ultimo di una serie di eventi che negli ultimi dieci anni hanno visto crescere costantemente la tensione nei rapporti tra Unione europea e Russia. Dall'annessione della Crimea nel 2014 al supporto  dato dal Cremlino ai separatisti nell’Ucraina orientale passando per gli attacchi informatici e i tentativi russi di interferire nei processi democratici occidentali.

Il Parlamento europeo ha celebrato la Giornata internazionale della memoria dell'Olocausto con una cerimonia virtuale, 76 anni dopo la liberazione del campo di concentramento nazista di Auschwitz il 27 gennaio 1945. “Quello che è successo nelle fabbriche della morte disseminate nello spazio europeo, ci chiama alla responsabilità e ci impone l’obbligo di vigilare e di tenere viva la memoria. Come ha scritto Primo Levi, «se comprendere è impossibile, conoscere è necessario»” così  il presidente del Parlamento Europeo,  David Sassoli, all'Aula, oggi 27 gennaio 2021, celebrando la "Giornata della memoria"

Dallo scoppio della pandemia di Covid-19, il lavoro da casa è aumentato del  30% e questi lavoratori hanno più del doppio delle probabilità di lavorare oltre le 48 ore settimanali massime previste rispetto a chi lavora in azienda. Non solo: la combinazione di orari di lavoro prolungati e di maggiori sollecitazioni sui lavoratori ha visto crescere i casi di ansia, depressione, esaurimento e altri disturbi fisici e mentali. Data la situazione, il Parlamento europeo chiede una legge che garantisca ai lavoratori il diritto alla disconnessione digitale senza incorrere in ripercussioni negative da parte dei datori di lavoro. 

Verso la fine del 2020 il Parlamento europeo ha raggiunto un compromesso con il Consiglio sul bilancio UE 2021-2027 e ha assicurato un accordo sul bilancio 2021 per sostenere la ripresa. Alcuni contrasti tra gli stati membri sul meccanismo di tutela dei valori UE hanno rallentato la procedura di approvazione, quindi il Parlamento dovrà ultimare le norme sul funzionamento di tutti i programmi che fanno parte del bilancio 2021-2027 e del piano di ripresa, che aiuterà i cittadini e le imprese in tutta l’Unione europea.

Il Parlamento europeo ha approvato in via definitiva la direttiva sull'acqua potabile, grazie a “Right2Water" la prima iniziativa dei cittadini europei a diventare legge. Consentirà un migliore accesso all'acqua di rubinetto di alta qualità, anche per i gruppi vulnerabili. Importante da un punto di vista sociale e ambientale comporta Un minore consumo di acqua in bottiglia potrebbe far risparmiare alle famiglie oltre 600 milioni di euro l’anno.

Il Parlamento esprime profonda preoccupazione per lo stato della libertà dei media nell'UE e denuncia le violenze, gli abusi e la pressione cui devono far fronte i giornalisti. Gli eurodeputati condannando abusi e attacchi ai danni dei giornalisti, in particolare da parte di politici, chiedono alla Commissione di valutare periodicamente le interferenze governative e la trasparenza degli assetti proprietari e dicono no a fondi UE per i media controllati dal governo o per la propaganda politica.

Secondo un sondaggio dell’Unione europea, svolto durante la seconda ondata di coronavirus e reso noto oggi, il 78% degli italiani chiede maggiori competenze a livello europeo e il 64% vorrebbe una maggiore capacità finanziaria. La percezione positiva dell’Unione è aumentata di undici punti rispetto alla scorsa primavera. In generale i cittadini europei vogliono un bilancio comunitario con mezzi sufficienti per affrontare la crisi e un’erogazione dei fondi legata al rispetto dello stato di diritto. Il 46% degli italiani intervistati dichiara che la pandemia ha già colpito il reddito personale.

L’Europa sta fronteggiando una crisi sanitaria ed economica senza precedenti dal dopoguerra. In Italia, più di 3 milioni di famiglie hanno visto il loro reddito dimezzarsi e il 50% delle imprese sono a rischio chiusura, con centinaia di migliaia di lavoratori che potrebbero perdere il posto. L’Unione europea ha messo in campo strumenti straordinari per far fronte alla crisi e far ripartire l’economia.

La PAC rappresenta il 34,5% del bilancio UE 2020 (58,12 miliardi di euro) e il 70% del bilancio della PAC sostiene il reddito di circa 7 milioni di aziende agricole nell’UE. Venerdì gli eurodeputati hanno adottato la posizione del Parlamento sulla riforma della politica agricola (PAC) post 2022 e adesso la squadra negoziale del Parlamento è pronta ad avviare il dialogo con i ministri dell’UE. La futura politica agricola dell’UE dovrebbe essere più flessibile, sostenibile e a prova di crisi e consentire agli agricoltori di garantire la sicurezza alimentare in tutta l’Unione.

«Parole non pietre», la Carta di Assisi diventi la Carta europea dell'informazione. La proposta dall'assemblea a Perugia promossa con Articolo21, Sala Stampa della Basilica di San Francesco, Usigrai e catena umana Perugia-Assisi, ha rilanciato la necessità di dar vita a un documento che ribadisca il ruolo centrale del giornalismo nella difesa della democrazia.

A pochi giorni dalla Nona di Beethoven suonata da Maurizio Baglini all’Auditorium Pollini, il Festival Cristofori rinnova il suo impegno per portare avanti il dialogo su un’Europa del futuro. Venerdì 18 settembre, dalle ore 15.00 alle 17.00, si svolgerà nel Cortile di Palazzo Moroni la prima Giornata Europea del Festival. Si ragionerà sul ruolo dell’Europa nella vita delle città e su vantaggi e criticità di questo rapporto fondamentale. 

L’Italia ha un tesoro di fondi europei già stanziati da Bruxelles ma che ancora aspettano di essere spesi. Si tratta di 12 miliardi e 871 milioni di euro ancora a disposizione su un totale di 17 miliardi e 699 milioni. Ne abbiamo spesi solo il 27 per cento.