Senza frontiere: voci dall'Europa

A pochi giorni dalla Nona di Beethoven suonata da Maurizio Baglini all’Auditorium Pollini, il Festival Cristofori rinnova il suo impegno per portare avanti il dialogo su un’Europa del futuro. Venerdì 18 settembre, dalle ore 15.00 alle 17.00, si svolgerà nel Cortile di Palazzo Moroni la prima Giornata Europea del Festival. Si ragionerà sul ruolo dell’Europa nella vita delle città e su vantaggi e criticità di questo rapporto fondamentale. 

L’Italia ha un tesoro di fondi europei già stanziati da Bruxelles ma che ancora aspettano di essere spesi. Si tratta di 12 miliardi e 871 milioni di euro ancora a disposizione su un totale di 17 miliardi e 699 milioni. Ne abbiamo spesi solo il 27 per cento.

Un milione e 300mila persone nell’Unione europea vive in uno Stato membro e lavora in un altro. La crisi Covid-19 ha messo in luce ed esacerbato il dumping sociale e l'attuale precarietà delle situazioni di molti lavoratori transfrontalieri e stagionali impiegati nei settori agroalimentare, edile e sanitario dell’UE. Per questo il Parlamento ha adottato una risoluzione che esorta la Commissione a valutare le condizioni di occupazione, salute e sicurezza dei lavoratori transfrontalieri e stagionali.

Il Parlamento europeo ha approvato 279 milioni di euro dal Fondo di solidarietà dell'Unione europea per i disastri naturali avvenuti in Austria, Italia, Portogallo e Spagna nel 2019

Da lunedì 15 giugno si riaprono le frontiere in Europa e riparte la libera circolazione dentro lo spazio Schengen, una decisione molto attesa soprattutto in Italia - e in Veneto - nella speranza di rivitalizzare l’economia e in particolare il settore turistico che sta subendo una crisi senza precedenti. Non tutti però. Alcuni Stati, infatti, hanno messo una serie di limitazioni e l’Italia resta ancora una “sorvegliata speciale”.  

Non è un periodo facile quello che l’Unione europea e noi tutti stiamo attraversando. Il Settantesimo anniversario della “dichiarazione Schuman", che ha posto le basi della nostra Unione europea, ci serve per ricordare tutti insieme i valori su cui l’Unione si fonda e per trarre forza dalle idee che ne stanno alla base. È quello che emerge dalla dichiarazione del Presidente e dei leader dei gruppi politici del Parlamento europeo pubblicata per l’occasione, oggi 9 maggio 2020.

Un'occasione per ripercorrere le tappe fondamentali da quel 9 maggio 1950, ma soprattutto per dialogare con i deputati europei e conoscere più da vicino il lavoro nelle istituzioni UE. Un evento tutto digitale per celebrare con gli studenti la Festa dell'Europa e dare loro l'opportunità di confrontarsi direttamente con il lavoro nelle istituzioni europee. A 70 anni dalla Dichiarazione Schuman, l’Ufficio del Parlamento europeo in Italia, la Rappresentanza in Italia della Commissione europea, il Dipartimento per le Politiche europee e il Dipartimento per le Politiche di Coesione della Presidenza del Consiglio dei Ministri, in collaborazione con Skuola.net, organizzano una Live Chat dal titolo “Festa dell’Europa. Scuole d’Italia, percorsi d’Europa”.

No alla mutualizzazione del debito da coronavirus. Con 326 voti contrari, 282 favorevoli e 74 astenuti maggioranza degli eurodeputati ha votato contro l’emendamento di mutualizzazione del debito. Determinanti per la bocciatura sono stati i voti italiani degli eurodeputati della Lega e di Forza Italia. La risoluzione non ha alcun valore legislativo, ma un forte connotato politico.

In una risoluzione non legislativa adottata venerdì, il Parlamento accoglie con favore le misure fiscali e il sostegno alla liquidità dell'UE per affrontare la pandemia. Al di là di ciò che si sta già facendo, l'Europa ha bisogno di un massiccio pacchetto di ripresa e ricostruzione da finanziare con un aumento del bilancio a lungo termine (QFP), con i fondi e gli strumenti finanziari esistenti, nonché con "recovery bond" garantite dal bilancio dell'UE, dicono i deputati. Tali strumenti non dovrebbero tuttavia comportare la mutualizzazione del debito esistente, ma concentrarsi sugli investimenti futuri. Il Green Deal e la trasformazione digitale dovrebbero essere al centro del rilancio dell'economia, sottolineano i deputati.

La pandemia di COVID-19 ha messo sotto estrema pressione il settore sanitario dell’Europa. L’Unione europea sta mobilitando 3,08 miliardi di euro per aiutare i sistemi sanitari nazionali a far fronte al coronavirus e fornire assistenza medica ai pazienti che ne hanno bisogno. Un gruppo di esperti monitorerà gli sviluppi della situazione in stretta collaborazione con le autorità sanitarie nazionali, le organizzazioni internazionali e le ONG. 

Nella sessione plenaria straordinaria di ieri 17 aprile, il Parlamento europeo ha approvato con procedura d'urgenza il pacchetto "Iniziativa d’investimento in risposta al coronavirus Plus" (CRII+), proposto dalla Commissione europea il 2 aprile scorso. I deputati hanno adottato misure aggiuntive per permette che i fondi UE siano disponibili immediatamente e con una flessibilità eccezionale per combattere la pandemia COVID-19.

Dopo tre lunghe giornate di negoziazione è stato raggiunto un primo accordo su come l’Ue interverrà per aiutare i cittadini europei colpiti dalla crisi sanitaria ed economico-sociale causata dalla pandemia di Covid-19. Come dobbiamo valutare l’accordo? Il bicchiere è mezzo pieno oppure mezzo vuoto? Ci aiuta a capire l'analisi di Edoardo Ongaro, docente di Public Management - Open University del Regno Unito che pubblichiamo di seguito.

Con la quarantena e l’isolamento di tantissime persone gli acquisti online sono in forte crescita. Mentre cerchiamo di proteggerci dal virus, alcuni commercianti sfruttano il clima di ansia causato dalla pandemia per vendere cure false o prodotti che sarebbero in grado di prevenire il contagio a prezzi altissimi.

Solidarietà concreta ai cittadini.  Questa è la linea del Parlamento europeo espressa dal Presidente David Sassoli sia con le parole che con gli atti: «I governi e i cittadini devono avere fiducia nella forza dell’Europa che ci ha accompagnato in settant’anni di pace e di collaborazione. Ed oggi più che mai dobbiamo investire sul nostro futuro comune»