Senza frontiere: voci dall'Europa

Greta Thunberg, la giovane attivista svedese per il clima che ha ispirato il movimento mondiale "School Strike For Climate", è intervenuta a una riunione della commissione per l'ambiente a Strasburgo e nella sua dichiarazione di apertura, ha chiesto «cambiamenti permanenti e senza precedenti in tutti gli aspetti della società» per combattere i cambiamenti del clima e degli ecosistemi ed ha concluso: «Mi aspetto che i politici agiscano ora perché non c'è molto tempo, abbiamo una finestra che non sarà aperta a lungo per fare qualcosa».

Il Parlamento europeo ha approvato in via definitiva le norme che rafforzano la vigilanza finanziaria UE, per rendere i mercati finanziari più sicuri, combattere il riciclaggio e proteggere i consumatori.

La nuova legislazione, adottata martedì con 521 voti favorevoli, 70 contrari e 55 astensioni e già concordata con i ministri UE, consiste in un aggiornamento delle regole sulle autorità di vigilanza finanziaria dell'UE, istituite nel 2010 e in particolare prevede: un aggiornamento del sistema di vigilanza finanziaria UE per tenere il passo con i cambiamenti; dispone una migliore protezione per consumatori e contribuenti; conferisce nuovi poteri all’Autorità bancaria europea per la lotta contro il riciclaggio di denaro.

«Ai robot non si può dare un’anima e forse neppure un cervello, ma certo non possiamo lasciare che i robot rubino l’anima all’umanità o che sottraggano posti di lavoro senza trovare un’alternativa valida» così uno dei 52 esperti che per conto della Commissione europea ha elaborato  il documento “Orientamenti etici sull’Intelligenza artificiale” reso pubblico in occasione del “Digital Day 2019”. Sul piatto ricerca, innovazione e robotica applicate alla vita di ogni giorno, ma la responsabile al digitale, Maryia Gabriel, ha spiegato che “Al centro si trova l’uomo". Proposte sette linee guida, guardando al futuro.

Un seminario di studi europei per dire che «in un’Europa preoccupata dallo spread e dalle risorse, e incapace di garantire e promuovere la coesione sociale, è dalle politiche di inclusione che bisogna ripartire». Il seminario, organizzato a Bruxelles da Mcl con Efal, Eza e Fondazione italiana Europa popolare, con il contributo dell’Ue, per fare il punto sul cammino verso un’Europa veramente unita, evidenziando e analizzando anche gli elementi di criticità e le battute d’arresto per poter ripartire puntando alla  realizzazione del progetto europeo attraverso nuove politiche di inclusione sociale. Oltre agli italiani il seminario ha visto la presenza di partner europei provenienti da Belgio, Francia, Spagna, Germania, Portogallo, Polonia, Austria, Olanda, Bulgaria e Grecia.

La Commissione Ue ha adottato un progetto nell'ambito della politica di coesione che copre il 60 per cento dei costi ammissibili del progetto. L'iniziativa contribuirà a portare l'accesso veloce a internet in aree in cui non è al momento disponibile e interesserà oltre 7 mila comuni italiani, per un totale di 12,5 milioni di abitanti, e quasi 1 milione di imprese. Il progetto fa parte del "Piano digitale italiano - banda ultralarga".

Il rafforzamento di Frontex, l’istituzione di un Corpo permanente di guardie di frontiera e costiere di 10 mila uomini e la cooperazione con i Paesi confinanti sono le pietre angolari dell’accordo raggiunto tra i rappresentanti del Parlamento europeo e la presidenza rumena del Consiglio per un regolamento sulla guardia di frontiera e costiera europea. Un accordo che ora deve essere formalmente adottato dal Parlamento europeo e dal Consiglio.

Un invito ai futuri leader dell’Ue «ad adottare per il post 2020 un quadro legislativo Ue per le strategie nazionali di integrazione dei rom e a rilanciare l’impegno delle istituzioni dell’Ue per rafforzare la loro inclusione» arriva dalla Commissione degli episcopati della Comunità europea (Comece) alla vigilia della giornata internazionale per i rom che si celebra l’8 aprile.

Verso le elezioni europee di fine maggio continua il percorso della Difesa e della Voce dei Berici tra obiettivi e investimenti della legislatura che si conclude. I fondi strutturali sono lo strumento principale della politica degli investimenti per lo sviluppo di tutta l’Unione Europea.

In questi giorni si sono recati alle urne i cittadini slovacchi, ucraini e turchi. Mentre le votazioni per il rinnovo del Parlamento di Strasburgo si profilano all'orizzonte. Si possono rilevare tratti comuni nelle nuove tendenze politiche. Certamente si respira un'aria anti-establishment e populista. La democrazia europea prende mille rivoli, porta alla ribalta volti nuovi, lancia segnali differenti. Possibile trarne chiavi di lettura generali? Difficile immaginarlo, anche perché ogni Paese mostra vicende politiche molto specifiche. Eppure qualche elemento comune si può intravvedere.

Approvata dal Parlamento europeo la riforma del copyright e le nuove regole sul diritto d’autore in rete. Le nuove regole che sostituiscono una legge del 2001 - epoca infinitamente lontana per il web - includono salvaguardie alla libertà di espressione e consentiranno a creatori ed editori di notizie di negoziare con i giganti del web. Per Gianluca Amadori, presidente dell’Ordine dei giornalisti del Veneto la Direttiva non comporta «nessun rischio per le libertà di espressione e non costituisce alcuna censura. Tutti potranno continuare a comunicare liberamente, anche in Rete. In compenso i singoli Stati dell’Unione avranno uno strumento comune a disposizione per legiferare a difesa dei prodotti intellettuali, artistici, creativi, anche di quelli giornalistici, oggi liberamente saccheggiati senza riconoscere agli autori alcun tipo di compenso».

La dimensione sociale in Europa si è sviluppata progressivamente con la creazione di leggi, fondi economici e strumenti comunitari per coordinare e monitorare le politiche nazionali ed ha sempre incoraggiato gli Stati membri a condividere le proprie strategie. Oggi l'Europa vanta un buon sistema di protezione sociale e un alto grado di qualità della vita e di benessere, ma  entro il 2030 i cittadini europei saranno tra le popolazioni più anziane del mondo e questo, insieme agli effetti della crisi economica e alle disparità sociali che esistono all’interno della Ue, incide sulla sostenibilità dei sistemi di welfare.

Domenica 31 marzo torna l'ora legale e sposteremo le lancette un'ora in avanti. Avrebbe potuto essere l’ultima volta, ma i deputati che si dovevano esprimere entro aprile, hanno votato per porre fine al cambio stagionale dell’ora dal 2021. Adesso tocca ai Governi nazionali decidere. I Paesi dell'UE che decidono di mantenere l'ora legale dovrebbero regolare gli orologi per l'ultima volta l'ultima domenica di marzo 2021, mentre quelli che preferiscono mantenere l’ora solare dovrebbero spostare gli orologi per l’ultima volta l’ultima domenica di ottobre 2021. Così ha stabilito la risoluzione approvata dai deputati con 410 voti a favore, 192 contrari e 51 astensioni.