Senza frontiere: voci dall'Europa

Non è un periodo facile quello che l’Unione europea e noi tutti stiamo attraversando. Il Settantesimo anniversario della “dichiarazione Schuman", che ha posto le basi della nostra Unione europea, ci serve per ricordare tutti insieme i valori su cui l’Unione si fonda e per trarre forza dalle idee che ne stanno alla base. È quello che emerge dalla dichiarazione del Presidente e dei leader dei gruppi politici del Parlamento europeo pubblicata per l’occasione, oggi 9 maggio 2020.

Un'occasione per ripercorrere le tappe fondamentali da quel 9 maggio 1950, ma soprattutto per dialogare con i deputati europei e conoscere più da vicino il lavoro nelle istituzioni UE. Un evento tutto digitale per celebrare con gli studenti la Festa dell'Europa e dare loro l'opportunità di confrontarsi direttamente con il lavoro nelle istituzioni europee. A 70 anni dalla Dichiarazione Schuman, l’Ufficio del Parlamento europeo in Italia, la Rappresentanza in Italia della Commissione europea, il Dipartimento per le Politiche europee e il Dipartimento per le Politiche di Coesione della Presidenza del Consiglio dei Ministri, in collaborazione con Skuola.net, organizzano una Live Chat dal titolo “Festa dell’Europa. Scuole d’Italia, percorsi d’Europa”.

No alla mutualizzazione del debito da coronavirus. Con 326 voti contrari, 282 favorevoli e 74 astenuti maggioranza degli eurodeputati ha votato contro l’emendamento di mutualizzazione del debito. Determinanti per la bocciatura sono stati i voti italiani degli eurodeputati della Lega e di Forza Italia. La risoluzione non ha alcun valore legislativo, ma un forte connotato politico.

In una risoluzione non legislativa adottata venerdì, il Parlamento accoglie con favore le misure fiscali e il sostegno alla liquidità dell'UE per affrontare la pandemia. Al di là di ciò che si sta già facendo, l'Europa ha bisogno di un massiccio pacchetto di ripresa e ricostruzione da finanziare con un aumento del bilancio a lungo termine (QFP), con i fondi e gli strumenti finanziari esistenti, nonché con "recovery bond" garantite dal bilancio dell'UE, dicono i deputati. Tali strumenti non dovrebbero tuttavia comportare la mutualizzazione del debito esistente, ma concentrarsi sugli investimenti futuri. Il Green Deal e la trasformazione digitale dovrebbero essere al centro del rilancio dell'economia, sottolineano i deputati.

La pandemia di COVID-19 ha messo sotto estrema pressione il settore sanitario dell’Europa. L’Unione europea sta mobilitando 3,08 miliardi di euro per aiutare i sistemi sanitari nazionali a far fronte al coronavirus e fornire assistenza medica ai pazienti che ne hanno bisogno. Un gruppo di esperti monitorerà gli sviluppi della situazione in stretta collaborazione con le autorità sanitarie nazionali, le organizzazioni internazionali e le ONG. 

Nella sessione plenaria straordinaria di ieri 17 aprile, il Parlamento europeo ha approvato con procedura d'urgenza il pacchetto "Iniziativa d’investimento in risposta al coronavirus Plus" (CRII+), proposto dalla Commissione europea il 2 aprile scorso. I deputati hanno adottato misure aggiuntive per permette che i fondi UE siano disponibili immediatamente e con una flessibilità eccezionale per combattere la pandemia COVID-19.

Dopo tre lunghe giornate di negoziazione è stato raggiunto un primo accordo su come l’Ue interverrà per aiutare i cittadini europei colpiti dalla crisi sanitaria ed economico-sociale causata dalla pandemia di Covid-19. Come dobbiamo valutare l’accordo? Il bicchiere è mezzo pieno oppure mezzo vuoto? Ci aiuta a capire l'analisi di Edoardo Ongaro, docente di Public Management - Open University del Regno Unito che pubblichiamo di seguito.

Con la quarantena e l’isolamento di tantissime persone gli acquisti online sono in forte crescita. Mentre cerchiamo di proteggerci dal virus, alcuni commercianti sfruttano il clima di ansia causato dalla pandemia per vendere cure false o prodotti che sarebbero in grado di prevenire il contagio a prezzi altissimi.

Solidarietà concreta ai cittadini.  Questa è la linea del Parlamento europeo espressa dal Presidente David Sassoli sia con le parole che con gli atti: «I governi e i cittadini devono avere fiducia nella forza dell’Europa che ci ha accompagnato in settant’anni di pace e di collaborazione. Ed oggi più che mai dobbiamo investire sul nostro futuro comune»

Le istituzioni europee sono al lavoro per contrastare la diffusione del coronavirus e sostenere i paesi europei che hanno bisogno di attrezzature mediche. L’Unione europea sta anche lavorando a più lungo termine, per mitigare gli effetti sociali e economici della crisi. Ecco 10 cose che l’UE sta facendo per l’emergenza di COVID-19.

Cento miliardi. È questa la cifra che la Commissione europea intende raccogliere con dei bond per prestarli agli Stati membri perché possano finanziare le misure di ammortizzatori sociali necessarie alle aziende in crisi a causa dell’epidemia di coronavirus per non licenziare i propri dipendenti.

Secondo l’ultima relazione pubblicata dall’Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati, nel 2018 13.6 milioni di persone sono state costrette a lasciare il proprio paese a causa di persecuzioni, conflitti o violenze, facendo salire il numero totale di sfollati e profughi nel mondo alla cifra record di 70.8 milioni. L’84% dei rifugiati in tutto il mondo è accolto da regioni in via di sviluppo. In Europa intanto le richieste di asilo sono scese drasticamente passando dal milione e 250 mila richieste del 2015 alle 581mila del 2018.

La commissione per i problemi economici e monetari ha interrogato Paolo Gentiloni, candidato italiano per il portafoglio economico. I coordinatori dei gruppi politici della commissione parlamentare si riuniranno entro 24 ore per valutare le prestazioni del Commissario designato Gentiloni.

L'Europarlamento ci riprova e coinvolge la Commissione sul tema della non brevettabilità dei prodotti ottenuti da processi essenzialmente biologici quali: piante, sementi, caratteristiche autoctone e geni, considerando che la selezione vegetale è un processo innovativo, che è stato praticato dagli agricoltori e dalle comunità agricole sin dalla nascita dell'agricoltura, e che le varietà e i metodi di riproduzione non brevettati sono importanti per la diversità genetica. E non possono dipendere dalla volontà - meglio dalla proprietà - di un singolo per cui le