Antonio Boldrin, sopravvissuto ad Auschwitz: dare voce alla memoria e al perdono

Antonio Boldrin ha da poco compiuto 96 anni, risiede a Strà, e domenica 24 marzo, in una sala rispettosa e piena di ragazzini all'interno della parrocchia di Sant'Antonino all'Arcella, ha raccontato la sua storia dopo quasi 60 anni di silenzio. La storia di un cattolico che è stato deportato nei campi di concentramento di Auschwitz e Birkenau, che ha rivestito - forzatamente - i panni del sonderkommando e ha visto centinaia di ebrei morire all'interno delle camere a gas. Aveva 90 giorni di vita, ma per istinto di sopravvivenza ha resistito "spacciandosi" per esperto in distillazione. E una volta liberato, ha saputo perdonare il soldato tedesco che l'aveva pugnalato.

Antonio Boldrin, sopravvissuto ad Auschwitz: dare voce alla memoria e al perdono
La sala ha tremato. Emotivamente. Chi stringendo i pugni, chi lasciandosi scivolare un rivolo di lacrima, chi internamente ha provato a immaginare le parole di Antonio, la cui voce, al contrario, non trema, ma è spedita, vibrante, ritmica. Domenica 24 marzo, all’interno della sala della parrocchia di Sant’Antonino nel quartiere Arcella, Antonio Boldrin, ora residente a Strà, ha raccontato la sua testimonianza, lui che proprio il 12 marzo ha compiuto 96 anni, uno dei sopravvissuti dalle atrocità nazifascista e dai campi di...