Elisa Camporese, dai primi passi nell'Arcella al sogno della Nazionale e della Serie A

Attuale calciatrice del Tavagnacco e tra le più quotate nel panorama italiano, la centrocampista di Padova ha mosso i primi passi nel patronato di Sant'Antonin prima di spiccare il volo tra Verona, Friuli Venezia Giulia e Sardegna. Molti trofei vinti, la gioia della prima convocazione in Nazionale a 17 anni e qualche aneddoto passato quando era l'unica ragazzina in una squadra di bambini. 

Elisa Camporese, dai primi passi nell'Arcella al sogno della Nazionale e della Serie A

Una delle calciatrici più quotate nel panorama italiano, un mix tra qualità, polmoni e fiuto per il gol: Elisa Camporese, classe 1984, attualmente centrocampista del Tavagnacco e della Nazionale italiana, nasce calcisticamente proprio sul campo dell’Arcella. In occasione del match di beneficenza tra le vecchie glorie del Calcio Padova e i bianconeri, è rientrata a casa per un paio d’ore: «E’ sempre bellissimo tornare, poi in un’occasione speciale ancor di più – dice Elisa - In questo patronato e in questo campo ho veramente mosso i miei primi passi da quando avevo qualche mese di vita fino ai nove anni».
I primi calci al pallone, sotto gli occhi attenti di papà Orlando, fanno immediatamente capire che la ragazza ci sa fare, molto di più dei suoi compagni di squadra. Un giorno viene adocchiata dagli osservatori dell’Inter sparsi tra i vari campetti di periferia alla costante ricerca di promesse future: Elisa partecipa a un provino e quelli dell’entourage neroazzurro scelgono proprio lei. Piccolo problema: non sanno che è una ragazzina. «Anni fa non c’erano tante strutture – spiega la calciatrice – quindi io giocavo coi bambini e ogni sabato al termine del match, tutta la mia squadra doveva aspettare che mi lavassi per prima. Coi ragazzi ho giocato fino ai 14 anni perché poi le regole non consentivano di andare oltre; in fin dei conti era divertente, ero l’unica ragazzina, una delle poche del circondario: ce n’era un’altra che poi è diventata mia compagna in una squadra femminile».

L’approdo in una società femminile, il Gordige, risale alla stagione ‘94-’95, prima per un torneo giovanile, poi in prima squadra. Dopo quattro anni a Cavarzere, il trasferimento a Verona prima nel Bardolino, poi nel Foroni e successivamente ancora Bardolino. Diversi Scudetti, Coppe Italia e Supercoppe prima di passare al Tavagnacco nel 2006- 07, squadra nella quale milita attualmente e con la quale continua a vincere. In mezzo una parentesi, nel 2011, con i sardi del Torres.
Elisa ha vinto tanto a livello di club, ma è nelle file della Nazionale italiana, il suo ricordo indelebile: Il 10 ottobre 2001, ad appena 17 anni, fa il suo esordio con la maglia azzurra sotto la guida di Carolina Morace, nella gara di qualificazione al Mondiale del 2003, persa per 3-1 contro la Russia. Una sconfitta sul campo, ma un’enorme vittoria nel suo animo; l'incoronamento di un sogno che le fa battere ancora il cuore, lo stesso che cita quando pensa al suo quartiere: «Il mio passato e le mie origini: l’Arcella è una pezzo della mia vita che mi porto sempre dietro».

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