La comunità è ancora vivida e non si ferma: il video-messaggio di vicinanza dei frati di Sant'Antonio d'Arcella

Attraverso un video si percorrono i luoghi della comunità e si raccontano le iniziative per far entrare nelle case delle famiglie isolate o dei singoli fedeli la dimostrazione che la comunità c’è, è vivida e lo vuole mostrare. Dalle telefonate quotidiane con chi è solo o ammalato, alla consegna domiciliare di prodotti alimentari. Padre Nando: «Sappiamo e siamo certi che tutto tornerà come prima»

La comunità è ancora vivida e non si ferma: il video-messaggio di vicinanza dei frati di Sant'Antonio d'Arcella

Dall’incrocio con via Tiziano Aspetti e guardando attraverso viale Arcella vuota e libera da macchine, il campanile sembra svettare ancora più imponente. E con esso anche le campane, i cui rintocchi continuano a echeggiare di solennità nel silenzio. Ma nel silenzio inusuale e irreale, arriva un messaggio profondo di vicinanza da parte dei frati della parrocchia di Sant’Antonio d’Arcella: attraverso un video si percorrono i luoghi della comunità e si raccontano le iniziative per far entrare nelle case delle famiglie isolate o dei singoli fedeli la dimostrazione che la comunità c’è, è vivida e lo vuole mostrare.

«Famiglie, bambini, ammalati, ci mancate perché siete voi la nostra comunità di Sant’Antonio d’Arcella – sono le parole introduttive di padre Nando Spimpolo – Il Covid-19 ci ha stravolto la vita, tutti a casa rinchiusi, necessariamente e responsabilmente, e così anche le nostre messe, vive e partecipate, la catechesi, i gruppi, le attività sono sospesi da diverse settimane come non potevamo immaginare. È deserto il nostro patronato frequentato da genitori, nonni, così pieno di bambini con il loro esuberante vocio. Come frati abbiamo pensato di raggiungervi con questo video: sappiamo e siamo certi che tutto tornerà come prima, che tutti guariranno, che finiranno i contagi e che tutte le normali attività riprenderanno».

È sospeso il consueto saluto che ogni anno, da gennaio a giugno, portano alle famiglie visitando le loro case, soprattutto agli anziani del quartiere che non possono partecipare fisicamente alla vita della parrocchia, ma quando la pandemia sarà alle spalle riprenderanno presto per ricucire il legame con i fratelli e sorelle della comunità. In questi giorni indispensabile è il dialogo telefonico: i frati ascoltano le esigenze, parlano, dedicano qualche istante alla preghiera collettiva, un momento di consolazione e di vittoria contro la solitudine.

Nel video vengono raccontate le differenti iniziative, i vari centri d’ascolto sono sospesi, ma padre Nando rassicura dicendo che è costantemente in contatto attraverso la mailing list, Facebook e il sito della parrocchia: invia il materiale per la preghiera e per la catechesi in famiglia in queste domeniche di quaresima, condividendo ansie, paure ma anche incoraggiamento con parole di speranze che vengono anche dal vescovo Claudio: «Il telefono in questo tempo di isolamento è strumento fondamentale per arrivare a persone sole o ammalate. Ho intensificato la preghiera personale per affidare al Signore tutte le persone colpite dal virus, ricoverate in terapie intensiva, ho pregato per il personale medico e paramedico o per le famiglie che hanno perso una persona cara».

Non tutte le realtà caritative sono sospese: gli scaffali degli armadi dei poveri della Caritas parrocchiale e quello della comunità di San Vincenzo parrocchiale, ospitano ancora gli alimenti che donano i cittadini o il banco alimentare. In questo momento assieme ai volontari, la parrocchia di Sant’Antonino ha scelto di consegnare gli alimenti direttamente ai domicili delle varie famiglie suonando alla loro porta.

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