L’era della musica “liquida”

Le piattaforme streaming hanno un po’ alla volta sostituito i supporti musicali fisici che si sono susseguiti nell’ultimo secolo, mettendo a disposizione di tutti una quantità illimitata di musica, canzoni, podcast, audiolibri e chi più ne ha più ne metta. In una nuova e moderna definizione: la “musica liquida”.

L’era della musica “liquida”

È sufficiente avere un pc o un cellulare e, tramite app o canali virtuali, è possibile ascoltare tutto ciò che ci passa per la testa. Se pensiamo che al tempo dei grandi compositori classici la musica si poteva ascoltare soltanto dal vivo, e riuscire a sentire due volte lo stesso brano o la stessa melodia in una vita era una rarità, sembra impossibile che con la modalità loop la stessa canzone possa essere riprodotta in continuazione, all’infinito. Il più amato tra i dispositivi fisici è sicuramente il vinile che – dopo essere stato sostituito prepotentemente dalle musicassette all’inizio degli anni Settanta – è diventato il vero oggetto del desiderio di appassionati di musica e collezionisti, con mostre e festival vintage dedicati, pezzi unici e quotatissimi. A un anno esatto dalla chiusura dello storico negozio padovano di dischi Il Ventitré, ci ritroviamo a riflettere sulla crisi dell’industria musicale e su quanto siano cambiate le abitudini degli ascoltatori. I più nostalgici (come me) ricorderanno le corse per registrare le canzoni dalla radio, in stanze silenziose, cercando di girare il più in fretta possibile dal lato A al lato B delle musicassette oppure le manutenzioni amatoriali con una penna o una matita per riavvolgere il nastro... L’avvento del cd sembrava aver modernizzato il tutto, seppur con lo stress di evitare strisci e abrasioni, per poi essere a sua volta sostituito dalle più capienti chiavette usb. Alcuni regali o anche bei ricordi rimangono negli scaffali a impolverarsi, perché non possono più essere ascoltati, visto che nelle case e nelle automobili sono sempre più rari i lettori di questi supporti. Ci si affida allora ad Alexa (l’assistente vocale sviluppato da Amazon, ndr), alle scelte musicali online o alle piattaforme, che propongono di tutto e eseguono una selezione in base ai nostri gusti e alle nostre profilazioni, facendoci perdere un po’ della magia insita nell’attesa della canzone alla radio o nell’uscita dell’ultimo disco, nelle sere dei falò in spiaggia, nei pomeriggi passati nei negozi a scegliere la copertina o a frugare nei cestoni delle offerte speciali, nelle serate estive in compagnia del Festivalbar in cui all’inizio i brani che gareggiavano venivano premiati semplicemente in base al numero di selezioni che venivano fatte addirittura nei jukebox, da qui il termine “gettonato”. La musica era sicuramente anche un’occasione di dialogo e condivisione, che riportava a trovarsi per scambiare dischi o cd e far conoscere anche cantanti o canzoni al di là dei propri gusti e delle proprie passioni, e qualche volta delle proprie tasche! Sicuramente avere una libreria musicale a portata di cuffie è comodo, ma tanta tecnologia, non avrà un pochino sminuito l’essenza stessa della musica spingendo sempre più alla sua commercializzazione e omologazione, ma tralasciando inevitabilmente originalità e autenticità?

Liana Benvegnù
Music Addicted

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