Una scuola, mille storie

Le vacanze si sa sono occasione per riposarsi, scoprire luoghi nuovi, visitare città e musei, fare lunghe passeggiate nei boschi o fresche nuotate in mare. Spesso sono anche suddivise fra mattinate ai centri estivi, pomeriggi a fare i compiti. Cosa facevano i nostri nonni e bisnonni per non annoiarsi? Che giochi avevano? E le pagelle di fine anno come erano? A Padova l'educazione non chiede mai! L'estate è l'occasione giusta per dare una sbirciatina fra libri e sussidi didattici, pagelle e foto di un tempo che fu. Ecco il Museo dell'Educazione che, insieme ad altre due realtà universitarie, il Museo di Scienze Archeologiche e d’Arte e quello di Macchine “Enrico Bernardi”, è aperto gratuitamente al pubblico nel mese di luglio.

Un altro anno scolastico si è chiuso senza scomodare troppo i sonni del Paese. Su questo distratto silenzio incide forse il fatto che la scuola non costituisce più un ascensore sociale per le nuove generazioni. Inoltre, le modifiche apportate al sistema scuola ci hanno forse internazionalizzato, ma hanno in parte snaturato le tipicità più nostre, rendendole meno presenti nei programmi. Ed è inspiegabile come, nello scrigno d’arte in cui viviamo, restino cenerentole storia, storia dell’arte, musica, religione. Un Paese che tratta così la sua scuola è un paese che dice chiaramente ai suoi giovani che se ne sta fregando di loro. 

In Veneto i prof vanno a lezione di alternanza. In settembre parte il progetto sperimentale con le aziende. Si chiama "Si-Fa, la Scuola innovativa si fa spazio in Azienda" ed è finanziato con le risorse del Fondo sociale europeo 2014-2020. Obiettivo: potenziare l'alternanza scuola lavoro. In concreto i docenti andranno in visita nelle aziende per confrontarsi con imprenditori e tecnici su innovazione, proposte educative e formative e sull'esperienza di alternanza scuola-lavoro. 

Secondo Eraldo Affinati, scrittore e docente «le prove Invalsi mostrano una fotografia impietosa dell'istruzione italiana. Preoccupante lo scarto tra Nord e Sud». Vanessa Pallucchi, responsabile della Consulta Educazione e Scuola del Forum nazionale del Terzo Settore, invece commenta così i risultati dei test Invalsi per i ragazzi della terza media: «Studenti analfabeti? È in gioco la democrazia». Cosa fare? Spronare i ragazzi a leggere, non solo. Diventa sempre più importante riequilibrare lo scarto fra Nord e Sud. E poi c'è bisogno di insegnanti ed educatori capaci di orientare i nostri giovani ad un utilizzo creativo di tutti gli strumenti oggi presenti. 

I risultati delle prove Invalsi 2019 sono stati presentati alla Camera dei Deputati. Nel meridione male in matematica, ma migliora l’inglese. I risultati di italiano sono simili in tutta la penisola, ma la comprensione di un testo in Italiano è un problema per il 35% degli studenti. Da cosa dipende? Il ministro Bussetti afferma che il gap non è così enorme e che bisogna intervenire alla radice del problema. Secondo Raffaela Milano, direttrice dei Programmi Italia-Europa di Save the Children i nuovi dati diffusi dall’Invalsi «confermano che nel nostro Paese la povertà educativa è una vera emergenza silenziosa che mina alle radici il futuro di moltissimi bambini e bambine e che quindi non può e non deve più essere ignorata». 

Uniformare reclutamento, stipendi, progressione di carriera e pensioni, oltre a diffondere i valori della cittadinanza dell’Unione improntati al rispetto del diritto e del lavoro e alla giustizia sociale: queste alcune delle sfide del Manifesto europeo della professione insegnante, nato sotto l’egida della Cesi (Confederazione europea dei sindacati indipendenti). 

Dal 15 al 19 ligio, a Lucca, coordinatori, membri di staff, vicepresidi e gestori, si ritrovano per il campus estivo organizzato dalla Fidae, la Federazione istituti attività educative. Un campus incentrato sulla capacità di essere leader, ma anche sulla riscoperta del carisma di una comunità educativa. Durante le cinque giornate di formazione oltre al tema della leadership nei contesti educativi e formativi, l'attenzione è puntata anche sulle nuove generazioni, la loro condizione nell'attuale contesto culturale,  PON Scuola,  competenze trasversali,  percorsi di inclusione per i ragazzi con BES e DSA e normativa Privacy.

Più di un milione e mezzo di iscritti alle classi prime per il prossimo anno: il Miur ha pubblicato i dati relativi alla primaria, secondaria di primo grado e istruzione superiore. Continua il calo di iscritti alla primaria, cresce invece la richiesta del tempo pieno, le 40 ore settimanali. Anche il Veneto si pone nella media nazionale: il 41,1 % ha scelto le 27 ore e il 41,7% il tempo pieno. Il percorso liceale continua ad essere quello preferito, con il 54,6% di iscritti, in particolare va per la maggiore l'ambito scientifico. La preferenza per le materie dell’area scientifica si riflette anche nella crescita delle iscrizioni agli Istituti tecnici. Delle differenze si notano a livello territoriale: la specificità di ciascun territorio è uno dei fattori che viene preso in considerazione al momento della scelta della prosecuzione degli studi superiori, soprattutto in previsione di quelle che saranno le possibilità di accesso al mondo del lavoro o agli studi universitari.

Il sindacato Anief: «Altro che scuola di tutti: quella del Belpaese sembra sempre più una scuola pubblica per élite, che non sa trattare come dovrebbe chi è più in difficoltà. Come gli allievi iscritti in aree difficili, i giovani con disabilità e che non sono italiani». I problemi? I risultati dell'apprendimento potrebbero essere influenzati negativamente dalla gestione degli insegnanti e dalle loro condizioni di lavoro, a questo si aggiungono gli investimenti modesti riservati al sistema scuola e formazione: il livello di spesa pubblica in proporzione al PIL dell’Italia, infatti, si colloca tra i più bassi dell'UE (3,9 % per l'Italia e 4,7 % per l'UE nel 2016). Nel nostro Paese non solo non si arriva alla laurea, ma si arriva a tagliare fuori dal sistema prima dei 16 anni una quantità industriale di giovani: al Sud, in pratica, abbandona i banchi troppo presto un ragazzo su cinque, a fronte della media europea di uno ogni dieci

Cinque le priorità individuate dall'Agia, l’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza, per la scuola italiana. Fra queste anche programmi sull'uso consapevole della rete per contrastare bullismo e cyberbullismo. Investire nella consapevolezza digitale diventa sempre più una priorità. E anche i genitori hanno bisogno di esser accompagnati. Un investimento culturale a tutto tondo, che coinvolga ragazzi, genitori, insegnanti. 

Anche quest'anno il Bastione Alicorno a Padova ospiterà il ciclo di spettacoli in lingua straniera “PLAY LANGUAGES - FESTIVAL DEI LABORATORI DI TEATRO IN LINGUA STRANIERA 2018/2019”. Una tradizione nella vita studentesca di Padova. La rassegna si aprirà il 21 giugno e proseguirà fino al 9 luglio con inizio dalle ore 21.30. Una rassegna che vede gli studenti in Erasmus cimentarsi con diversi testi. La proposta è frutto dei laboratori teatrali in inglese, spagnolo, francese, romeno, tedesco e, per i nostri ospiti internazionali, in italiano organizzati dalDipartimento di Studi linguistici e letterari dell’Università di Padova, con la collaborazione del Teatro Popolare di Ricerca

Oggi la prima prova della maturità. Oltre 500mila gli studenti impegnati con il testo di italiano. Confermato il divieto di utilizzare i cellulari, smartphone e pc. In questa prima prova gli studenti dovranno produrre un elaborato scegliendo tra 7 tracce riferite a 3 tipologie di prove in ambito artistico, letterario, filosofico, scientifico, storico, sociale, economico e tecnologico. Le tre tipologie di prova sono l'analisi del testo ,l' analisi e produzione di un testo argomentativo e la riflessione critica di carattere espositivo-argomentativo su tematiche di attualità. E per i ragazzi con DSA o altri tipi di BES? Non ci sono sostanziali variazioni per l’esame del secondo ciclo degli alunni disabili, i quali possono sostenere prove differenziate o non sostenerne alcune, sulla base del PEI. Invece per gli alunni con disturbi specifici dell'apprendimento, come dislessia, sulla base del PDP, possono utilizzare le misure compensative in esso previste.

Anche la maturità ha il suo Santo. O meglio. Gli studenti hanno un Santo cui appellarsi. San Luigi Gonzaga, protettore della gioventù studiosa, titolare di numerose congregazione religiose dedite all’istruzione e all’educazione, viene proclamato nel 1729 protettore degli studenti e nel 1926 patrono della gioventù cattolica. Viene ricordato il 21 giugno. A Padova invece gli studenti vanno nella cappella del Beato Luca Belludi, al Santo. 

Secondo una ricerca Skuola.net, 1 su 6 crede che su internet sia possibile trovare le tracce d’esame prima del tempo, mentre 1 su 5 è convinto di essere spiato dalla Polizia durante l’esame.  “Fake news, bufale e leggende metropolitane” coinvolgono anche l'esame di maturità e i maturandi, in preda all'ansia e alla paura e alla ricerca della via più breve per passare in maniera indolore l'esame, cadono nella rete. Ecco dunque la campagna di sensibilizzazione rivolta ai maturandi. 

La cura educativa è oggi «più complessa e urgente di dieci anni fa»: occorre fare il punto sull’educazione oggi per comprendere come promuoverla e accompagnarla. E questo va fatto nell’esplorazione di tre prospettive educative sulla comunità ecclesiale e sulla scuola. Questo è quanto afferma mons. Mariano Crociata, vescovo di Latina-Terracina-Sezze-Priverno e presidente della Commissione episcopale per l'educazione cattolica, la scuola e l'università, al seminario di studio “Crescere nella Babele dei messaggi educativi”, promosso a Roma, presso la sede della Cei. L’appuntamento è il primo di una serie di incontri preparatori all’evento “Educare ancora. Il tempo dell’educazione non è finito” (Roma, 19-21 marzo 2020). Si è parlato di padre simbolico e madre virtuale; di Espressività, creatività e intenzionalità a scapito di "prima il dovere e dopo il piacere", alleanza scuola-famiglia, bambini adultizzati, adolescenti infntilizzati e adulti adolescentizzati.