A Bronzola la festa diventa il centro di tutto

L’unità di tutti i gruppi parrocchiali continua a dare vita a una sagra, in onore dei santi Pietro e Paolo, che esiste da decenni. È l’occasione, dal 26 al 30 giugno, per chiudere in bellezza l’anno pastorale e continuare a pagare patronato e scuola dell’infanzia.

A Bronzola la festa diventa il centro di tutto

I patroni sono Pietro e Paolo, i più importanti araldi della fede cristiana negli anni che seguirono la risurrezione di Cristo
Sono loro, dall’alto, a proteggere la comunità di Bronzola, parrocchia proprio ai due santi intitolata. La sagra in programma dal 26 al 30 giugno, oltre a far entrare ufficialmente Bronzola nella stagione estiva, permetterà alla comunità di ritrovarsi per onorare Pietro e Paolo e, da loro, prendere esempio. Imparando a stare insieme, pur nelle differenze.
«Abito a Bronzola da trent’anni – racconta il 70enne Pierantonio Coletto del comitato organizzatore – ma fin da bambino vengo a questa sagra, antichissima, sicuramente vecchia più di un secolo».
«Al di là dell’aspetto religioso – prosegue Coletto – la sagra è fondamentale come momento di aggregazione tra tutti i componenti della parrocchia. Spesso c’è il rischio di lavorare ognuno per sé, ma qui tutti, dai volontari della scuola dell’infanzia a quelli del circolo Noi, dagli animatori ai catechisti, fino ad arrivare agli atleti e ai dirigenti dell’associazione sportiva e agli amanti dei balli di gruppo di Corazon latino sono in fermento per lavorare tutti insieme». Anche, e soprattutto, con chi si vede poco ai piedi dell’altare, in occasione delle funzioni durante l’anno liturgico: «È il momento per aggregare davvero tutti», conferma Coletto.

Il nome ufficiale della festa, “sagra paesana”, richiama con potenza alla dimensione locale: è la festa delle famiglie che compongono la comunità.
Proprio per questo, venerdì 26, primo giorno di sagra, le famiglie che verranno a cenare sotto il tendone potranno usufruire di un generoso sconto.

Da venerdì 26 a martedì 30 la manifestazione sarà proprio il centro del paese
«Vista la conformazione di Bronzola – insiste Coletto – la sagra valorizza la piazza di fronte alla chiesa. La festa diventa proprio il centro di tutto».
E il centro del “centro”, come per ogni sagra, è lo stand gastronomico: «Gli avventori si orientano soprattutto sulle costicine di maiale, il baccalà alla vicentina e sui primi piatti: bigoli, gnocchi, spaghetti».
Sempre in piazza, balli di gruppo, concerti per i giovani e la musica delle orchestre del ballo liscio. Lungo “Tergolandia”, il parco naturalistico e artistico impreziosito da numerose sculture di legno e addobbi lungo il fiume Tergola, troverà spazio un colorato luna park: «La magia del fiume farà il resto».
La sagra sarà anche l’occasione per osservare gli ultimi lavori che hanno modificato la fisionomia della piazza: «Tutti i fabbricati parrocchiali sono stati circondati da un marciapiede ristrutturato e ampliato dal comune di Campodarsego in convenzione con la parrocchia. È stato anche spostato il capitello della Madonna Pellegrina per lasciare libero l’incrocio».
In sagra anche la pesca di beneficenza e una ricchissima sottoscrizione a premi: i nomi dei vincitori si conosceranno già al termine dell’ultima serata.

Ogni centesimo che verrà ricavato dalla sagra servirà a ripagare il debito per l’importante opera parrocchiale conclusa ormai cinque anni fa
«La comunità si era impegnata con un milione e 600 mila euro di spesa per costruire uno stabile che ospita il patronato e la scuola dell’infanzia – racconta Coletto – ora il debito è più che dimezzato, ma la sagra, e iniziative quali la raccolta del ferro vecio in autunno, aiutano a pagare ancora ciò che resta per queste opere fondamentali per la nostra comunità».

Tanto spazio naturalmente anche al “sacro”
Nella mattinata di venerdì 26 giugno è previsto il pellegrinaggio al Duomo di Treviso nella ricorrenza del beato Andrea Giacinto Longhin.
In più, domenica 28 giugno, alle 11, la messa nella solennità dei santi Pietro e Paolo: «In questa messa così importante – anticipa il parroco don Mattia Bezze – celebreremo il sacramento dell’unzione degli infermi in modo comunitario. Per noi è come dirci: “Facciamo festa, sì, ma ricordiamoci anche di chi è in difficoltà, a partire dai malati”».

Don Mattia, da due anni parroco a Bronzola ma anche nella vicina Fiumicello, aspetta la sagra con particolare impazienza
«Il periodo in cui la nostra festa patronale cade, gli ultimi giorni di giugno, ci permettono di chiudere insieme in bellezza l’anno pastorale appena trascorso e di ringraziare il Signore per esso. Nella festa della comunità, oltre all’attenzione verso i malati sintetizzata dalla celebrazione del sacramento dell’unzione degli infermi, avremo modo di rendere omaggio al lavoro del gruppo Caritas, che quest’anno ha iniziato a muovere i primi passi».

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