A Bronzola la festa non dimentica chi soffre

Sono ben 200, il dieci per cento dei residenti a Bronzola, i volontari che animano le serate della sagra, dal 27 giugno al 1° luglio. Ma a balzare subito agli occhi è la scelta della comunità di somministrare ad anziani e malati che lo desiderano l’unzione dei malati nella messa solenne del 29.

A Bronzola la festa non dimentica chi soffre

«Dovremmo prendere come esempio i nostri due santi patroni, Pietro e Paolo. Pietro è la roccia degli apostoli, che ci richiama all’unità della chiesa. Paolo invece rappresenta lo slancio missionario, l’apertura. Sono uniti nella diversità: sarebbe bello riuscire a stare insieme, anche in questi giorni di festa, ognuno con la sua originalità».
Don Mattia Bezze, alla sua prima sagra da parroco di Bronzola, in programma dal 27 giugno al 1° luglio, mostra fin da subito come sia lo stare insieme per fare comunità il vero senso della manifestazione, le cui radici storiche sono ben al di là di dove possa arrivare la memoria dei parrocchiani: «Il paese è molto piccolo – osserva Antonio Piazzetta del comitato organizzatore – gli abitanti sono meno di duemila, ma riusciamo ogni anno a mettere in piedi un evento che chiama a raccolta migliaia e migliaia di persone. Lo facciamo perché ci piace stare insieme e lavorare insieme, per fare comunità nel miglior modo possibile».

Tutto il paese è coinvolto. Lo si capisce a partire dal numero a dir poco impressionante dei volontari: più di 200 persone, ovvero il dieci per cento dei residenti, dai bambini agli anziani, uomini e donne. Rappresentati tutti i gruppi della parrocchia, dai ragazzi dell’Acr ai catechisti, ai cantori, al gruppo liturgico. Una grossa mano è data anche dagli atleti e dai dirigenti dell’Unione sportiva Bronzola.
Si parte venerdì 27 proprio dalla comunità: «Da anni – racconta Piazzetta – la sagra inizia con una serata dedicata alle famiglie, il vero motore della nostra parrocchia. Dalle 19 ci sarà uno sconto per le famiglie allo stand gastronomico, poi Roberto il clown passerà per i tavoli per intrattenere grandi e piccini». Non mancherà l’occasione per le mamme di mettersi in mostra: «Anche quest’anno ci sarà il concorso “Dolce casereccio”: i nostri cuochi giudicheranno le torte fatte in casa portate dalle famiglie».
Ogni sera spettacoli: musica latina, liscio e rock. Al centro di tutto lo stand gastronomico che Piazzetta elogia particolarmente: «Non abbiamo cavalli di battaglia, se non i classici manicaretti delle sagre come carne alla griglia, pesce fritto, bistecche e spezzatino di puledro, ma quello che conta per noi è la qualità, sia per le materie prime che per la preparazione». In sagra poi non mancheranno pesca di beneficenza e lotteria, entrambe con ricchi premi, e un chiosco con spritz e panini che verrà preso d’assalto dai più giovani.

Molto più dello stand gastronomico. Ma la sagra non è solo questo, anzi: «Oltre ai festeggiamenti – chiosa don Mattia – abbiamo voluto che ci fossero proposte importanti anche dal punto di vista spirituale, offrendo un vero e proprio itinerario: si parte sabato 28 giugno, alle 17, con i primi vespri dedicati alla solennità di Pietro e Paolo, mentre domenica pomeriggio, alle 17.30, ci sarà la preghiera dei secondi vespri e un’ora di adorazione eucaristica. La novità di quest’anno sarà però che nella messa solenne di domenica 29, alle 11, verrà somministrata l’unzione degli infermi a tutti gli anziani e a tutti gli ammalati che lo vorranno. Il motivo di questa scelta è semplice: vogliamo, anche nel momento di festa, ricordare chi sta peggio, mettendo al centro i sofferenti, i deboli. Abbiamo comunicato a tutti i malati a cui portiamo la comunione casa per casa che ci faremo anche carico del trasporto pur di averli qui con noi. È questo lo stile che vogliamo avere nella nostra parrocchia».

I proventi per asilo e patronato. Molti dei ricavi della sagra serviranno a pagare i lavori per la realizzazione dello stabile che ospita il nuovo centro parrocchiale e l’asilo, terminato pochi anni fa: «Il centro è il luogo dove la comunità si ritrova e l’asilo il posto dove incontriamo per la prima volta le famiglie con i loro bambini. Ecco perché per noi sono così importanti».

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