A Campodarsego è festa, ma una festa educativa

Dal 14 al 18 agosto Campodarsego è in festa per l'Assunta: tra le originali proposte affinché il momento sia anche educativo ci sono la mostra "La nostra storia" (con un ricordo all'imprenditore Egidio Maschio) e lo stand con l'enciclica di papa Francesco Laudato si' e le iniziative della Caritas.

A Campodarsego è festa, ma una festa educativa

“Il cibo dell’ascolto” è il tema dell’estate 2015 scelto dalla parrocchia di Campodarsego dedicata all’Assunta e a san Martino vescovo 
Un filo conduttore che caratterizza gli appuntamenti estivi e che viene declinato in tre luoghi di festa: il bar, i tornei e la sagra che inizia il 14 e termina il 18 agosto.

«Il cibo è il tema dell’Expo 2015 – precisa don Leopoldo Voltan, il parroco – ma è anche cura per la madre terra che ci nutre, è condivisione, fraternità, festa, consumo e alle volte spreco. È giustizia e legalità. È stare bene con il nostro corpo. Per noi credenti significa anche Gesù che si fa cibo per noi. A questo abbiamo affiancato l’ascolto che richiama gli orientamenti pastorali. Durante l’estate, il bar, i tornei, la sagra diventano occasione informale di ascoltare la comunità. Un ascolto che sia cibarsi dell’altro, accogliere, condividere, incontrare in maniera vera e profonda. Il cibo di cui abbiamo bisogno è l’ascolto reciproco, così è come essere evangelizzati dagli altri».

Gli appuntamenti estivi della festa patronale si aprono con un’anteprima l’11 agosto, giorno dedicato a santa Chiara.
«Per il secondo anno consecutivo – spiega Costantino Scremin, del comitato sagra – organizziamo una serata per ricordare Chiara Bano, una giovane scout morta a 14 anni nell’agosto di due anni fa durante un campo. Invitiamo un gruppo di astronomi dell’università di Padova che, prima con ausili specifici nella sala del cinema Aurora e poi osservando il cielo, alle 21.30 ci illustreranno e spiegheranno le stelle. È un ammirare il cielo per guardare oltre. La serata di santa Chiara è preceduta da una cena conviviale con menu fisso».

La festa prende avvio ufficialmente venerdì 14 con la celebrazione della messa alle 18.30 all’aperto (tempo permettendo) e una cena condivisa caratterizzata dallo slogan “Fai tu il prezzo”, per dare così una vera impronta di festa parrocchiale.
«Già l’anno scorso – continua Scremin – abbiamo sperimentato questa iniziativa. C’è stata una buona partecipazione, circa 500 persone, e non ci abbiamo rimesso. È una serata per le famiglie che poi hanno la possibilità di seguire lo spettacolo del mago Gentile». Il 15, festa della patrona, nel pomeriggio, dopo la messa delle 17.30 ci sarà la processione, con partenza e arrivo in chiesa, della statua dell’Assunta attraverso le vie centrali del paese per coinvolgere così tutta la comunità. Alla sera spettacolo di cabaret con Bepi e Maria.

Il 16, 17 e 18 agosto ci sono tre appuntamenti musicali, all’insegna dell’ascolto: Matteo e Mirko, duo della parrocchia con tastiera, voce e chitarra, Erika e Alessandro con voce e chitarra e infine spettacolo musicale con la storia della musica italiana dagli anni Settanta in poi.
La serata, e quindi la festa, si conclude con uno spettacolo pirotecnico attorno al campanile accompagnato da musica. Le costanti per ogni serata saranno gonfiabili per bambini, pesca di beneficenza, stand gastronomico con specialità paella, frittura e maialino.
Ci saranno anche uno stand illustrativo della Caritas e una mostra fotografica intitolata “La nostra storia”: «Nello stand – spiega don Voltan – si potranno trovare testi, dall’enciclica di papa Francesco ai progetti Caritas. L’intento è stuzzicare la conoscenza e la curiosità. La mostra invece è dedicata alla storia del nostro territorio, in particolare al tessuto imprenditoriale che è sempre stato molto vivace e vuole anche essere un ricordo di Egidio Maschio».

Tanti i volontari, oltre un centinaio, che si alternano nella gestione della festa patronale, tutti con la maglietta identificativa che riporta lo slogan dell’estate contornato da due mani aperte, in segno di accoglienza.
«La nostra – conclude il parroco – è una vera festa della comunità, vissuta nella fede e nella gioia dell’incontro. Non ci sono sponsor, gli utili delle attività vengono utilizzati per il centro parrocchiale e reinvestiti in scelte missionarie o educative. Il 25 per cento viene dato ai giovani che fanno un’esperienza di missione. Quest’anno sono già partiti due ragazzi per la Colombia, dopo aver seguito il percorso di formazione in diocesi. Questo è il senso della festa, avere uno scopo educativo».

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