A Saonara la preghiera mariana apre i giorni di festa

Dall’11 al 17 agosto la comunità si ritrova per un ricco programma di iniziative. A chiudere la settimana, la rievocazione storica dell’arrostimento del bo’ (nella foto), che ricorda il tempo in cui mangiare un piatto di carne era un lusso che pochi potevano permettersi.

A Saonara la preghiera mariana apre i giorni di festa

Sono ben 250 i volontari impegnati nella sagra dell’Assunta nella parrocchia di san Martino di Saonara dall’11 al 17 agosto
«È da gennaio – racconta Rossano Sanavia, del comitato sagra – che il nostro gruppo, una decina di persone, si ritrova per definire il programma della sagra. I volontari, dai 10-11 anni fino a oltre 70, sono impegnati allo stand gastronomico, in cucina, nei due bar, quello dell’Avis e quello del patronato. C’è poi la pesca di beneficenza, i mercatini e la musica. I volontari si ritrovano lunedì 10 per la consegna della maglietta e un momento di preghiera. Concludiamo poi tutti insieme, con una cena di ringraziamento, preceduta dalla messa, martedì 18».

La festa è anticipata, come ormai è tradizione da alcuni anni, dalla preparazione spirituale: nei giorni che precedono la sagra vera e propria, infatti, la comunità è invitata a partecipare a cinque pellegrinaggi all’oratorio delle Muneghette, dedicato a Maria Assunta.
«Quest’anno – precisa il referente del comitato – si parla di contrade e non di vie del quartiere perché in maggio, in occasione dei giochi organizzati per il centenario della consacrazione della chiesa, è stata individuata una nuova suddivisione del territorio in cinque contrade, del Torcio, Pan e frutti, Sant’Antonio e Santa Marta, Mosconi e Munegoni».
Cinque giorni di preghiera, fino al 10 agosto, con partenza da piazza Donatori di sangue alle ore 20, in processione con il rosario e alle 20.30 la celebrazione della messa al santuario.

Da martedì 11 prende avvio la sagra, alla quale si affianca il programma musicale “Saonara di note” con paninoteca e birreria, organizzato dai giovani della parrocchia.

Nelle prime due serate il menù è a base di pesce con frittura, branzino e spaghetti allo scoglio, poi carne di cavallo, piatti tipici delle sagre estive e baccalà cucinato in varie maniere.
«La nostra particolarità però – afferma Sanavia – è il bo’ arrostito. È un punto forte non solo come piatto, ma anche come intrattenimento. Lunedì 17 infatti chiudiamo i festeggiamenti con la rievocazione storica dell’arrostimento del bo’. Abbiamo ripreso una vecchia tradizione, di quando i ricchi signori che abitavano nel nostro territorio arrostivano un bue intero e lo davano ai poveri affinché potessero mangiare almeno una volta l’anno la carne. Nella rievocazione utilizziamo un bue di cartapesta di dimensioni reali che viene bruciato per simulare l’arrostimento. Quello vero invece, nel nostro caso un pezzo di vitellone, viene preparato nel pomeriggio e poi proposto nel menu della sera. La rievocazione storica si conclude poi con i fuochi d’artificio».
In sagra saranno presenti anche mostre dell’artigianato, del florovivaismo e della creatività locale con quadri e altri oggetti creati da artisti della parrocchia, una del fotoclub locale sul centenario della prima guerra mondiale, un mercatino del libro e dvd (usati e anche nuovi), uno delle cose vecchie e quello della Caritas, il cui ricavato è a favore dei progetti di padre Renzo Busana, missionario a Babonde in Congo. Inoltre domenica 16 si svolgerà una mostra d’auto d’epoca.

Il programma prevede poi due serate per i bambini: giovedì 13 con il clown Barabba e sabato 15 con il clown Manuele Pascal. Per i più piccini c’è anche un’area attrezzata con gonfiabili.
«La nostra sagra – conclude Sanavia – si svolge tutta all’interno del centro parrocchiale, così da offrire una serata piacevole e tranquilla per le famiglie: i bambini sono al sicuro. Come dice il nostro parroco, don Francesco Silvano Monetti, solo insieme è vera festa e questo si coniuga anche con lo slogan che abbiamo stampato sulle magliette dei volontari: diversi e originali sì… ma insieme!».

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