Differenziamoci: la sagra di Celeseo accetta la sfida dell'ecologia

«Differenziamoci dagli altri, ora!» lo slogan scelto dai ragazzi di Celeseo è tutto un programma e annuncia una piccola rivoluzione: dalla tradizionale raccolta differenziata domestica ad una versione controllata.

Controllare, differenziare e riciclare: una procedura sicuramente impegnativa sotto molti punti di vista, ma una possibilità concreta per le sagre e le manifestazioni che hanno a disposizioni solo spazi limitati.

Differenziamoci: la sagra di Celeseo accetta la sfida dell'ecologia

La sagra di Celeseo è quasi finita ma la lezione imparata quest'anno è destinata a non esaurirsi nel giro di un'edizione: riciclare meglio si può e si deve.

Potrebbe sembrare secondario, di fronte alle numerose incombenze organizzative, dedicare tempo ed energie a rendere più efficiente la macchina della raccolta differenziata, ma è proprio in occasioni come le sagre di paese che molto c'è ancora da fare per salvare l'ambiente.

«Rispetto agli anni scorsi — spiega Fabio Padovan, studente di quinta al liceo Fermi di Padova, uno dei giovani attivi nell'organizzazione della festa parrocchiale —in cui la gestione dei rifiuti e la raccolta differenziata veniva eseguita solo per la plastica delle bottiglie oltre alle lattine di alluminio, quest'anno tutta la plastica utilizzata viene recuperata».

Per gli avventori dello stand gastronomico, nulla è cambiato: dopocena un gruppo di ragazzi passa a raccogliere i rifiuti ed attua una prima divisione: da una parte l'umido e dall'altra carta, plastica e lattine. 

Ciò che accade dopo, però, è la vera rivoluzione di quest'anno: «Gli spereparatori — continua a spiegare Fabio Padovan — portano i sacchi all'esterno dove, sotto al gazebo dell'area ecologica, viene effettuato lo smistamento dei rifiuti. Da lì abbiamo i nostri bidoni dove differenziare: separiamo la plastica, pulendola dai residui di cibo, di fatto riducendo il secco». 

Già, perché la plastica sporca sarebbe destinata a finire nel rifiuto secco ma dopo una lavata può sperare di avere nuova vita attraverso il riciclaggio «siamo riusciti a capovolgere i rapporti fra la quantità di plastica e di secco — fanno sapere gli organizzatori  — 8 sacchi di plastica a serata contro 2 di secco, il contrario esatto di quanto avveniva anche solo l'anno scorso». 

Separano la plastica dalla carta, l'umido dal secco e il vetro dall'alluminio. Lavorano senza sosta per ore, attirando anche la curiosità dei passanti che vedono i ragazzi del paese darsi tanto da fare. «Per noi non si tratta di un optional — chiosa Fabio Padovan che, per primo, ha iniziato a preoccuparsi del problema coinvolgendo prima gli amici e poi gli organizzatori — ma di una concreta necessità. Il nostro progetto si chiama, infatti, differenziamoci dagli altri perché in tante sagre e manifestazioni non viene abbastanza per l'ambiente. È un lavoro utile, non un lavoro in più».

C'è molto orgoglio a Celeseo per quanto i volontari sono riusciti a mettere in piedi quest'anno, riuscendo a convincere anche i più esperti. Dietro a questa piccola rivoluzione verde ci sono i giovani che da anni si rimboccano le maniche servendo ai tavoli e sparecchiando a fine serata, i quali non sono rimasti indifferenti ai piccoli e grandi problemi gestionali di una macchina pure tanto rodata.

La prossima sfida sarà scegliere fra convertirsi — come già fatto da altre sagre parrocchiali — ai piatti di ceramica o rimanere legati all'usa e getta, passando al più costoso biodegradabile. 

Anche di fronte a questo bivio,  però, i giovani non rimangono indifferenti e iniziano ad interrogarsi su che strada sia meglio prendere: da una parte la comodità e dall'altra la necessità di dotarsi di nuovi spazi per il lavaggio delle stoviglie e il bisogno crescente di altri volontari.

Mentre in cucina si ragiona sul futuro, comunque, si continua anche a far da mangiare: le serate della fiorentina e della birra sono state un successo nonostante il tempo inclemente di quest'anno. 

Molto c'è da fare per rendere completamente ecologiche le sagre di paese, ma molto è stato fatto senza dimenticare i valori tradizionali di queste manifestazione: riunire una comunità, farle superare piccole e grandi divisioni attraverso qualche ora lieta e iniziare insieme a immaginare un domani migliore.

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