Cinque anni, mille proposte approvate in Commissione

Dalla protezione dei dati agli accordi per tagliare la produzione di cannucce e cotton fioc, passando per la delicata riforma del diritto d’autore o il regolamento che rafforza la Guardia di frontiere e costiera europea. Dell’uscente legislatura certamente non si potrà dire di esser stata poco produttiva: dal 2014 a oggi quasi 1000 proposte di legge discusse, migliorate e concluse.

Cinque anni, mille proposte approvate in Commissione

Con 403 voti favorevoli, 162 contrari e 44 astensioni il Parlamento europeo, mercoledì 17 aprile, ha approvato in via definitiva il regolamento che rafforza la Guardia di frontiera e costiera europea.
Le modifiche, già concordate con i ministri dell’Unione Europea all’agenzia Frontex che si occupa della gestione delle frontiere esterne dell’Unione, introducono un corpo permanente di diecimila unità entro il 2027. Con quest’ultima significativa decisione, l’ottava legislatura posa le penne e spegne le luci sul suo mandato. E non si può certo dire che l’uscente corpo politico sia stata poco “produttivo”:

dalle elezioni del 2014 in poi, infatti, quasi mille proposte legislative della Commissione Juncker sono state discusse, migliorate e concluse con successo in seguito ai negoziati con il Consiglio.

Nell’abbattimento di barriere e con il tentativo di rendere ancor più uniforme il principio di “cittadino d’Europa”, per esempio, a partire dal giugno 2017 sono stati aboliti i costi aggiuntivi del roaming, cioè quel servizio sovranazionale che permette l’uso del telefono cellulare dall’estero per chiamare, navigare su internet o inviare messaggi.
Operazioni che quindi, quasi da due anni, prevedono le stesse tariffe stipulate con gestori in Italia e che si collegano con il “WiFi4EU”, un nuovo programma europeo per l'accesso gratuito a internet.

Sulla tutela ambientale, invece, sono stati raggiunti accordi per tagliare la produzione di oggetti in plastica monouso, in particolar modo in riferimento a dieci prodotti di plastica usa e getta (tra cui cannucce, cotton fioc, posate e stoviglie) presenti sulle spiagge e nei mari che, assieme, costituiscono il 70 per cento di tutti i rifiuti galleggianti.
A livello climatico, pesa l’importante ratifica dell’accordo di Parigi, attraverso il quale i Paesi aderenti hanno posto l’obiettivo di lungo periodo di contenere l'aumento della temperatura media globale ben al di sotto della soglia dei 2 gradi oltre i livelli preindustriali, limitandolo a un grado e mezzo.

E poi, spaziando, il Parlamento ha approvato nuove norme per la protezione dei dati e per investire nei pagamenti online, riducendo così costi e rischi di frode; ha eliminato gli ostacoli per gli acquisti online transfrontalieri, ha garantito che le attività Erasmus+ esistenti non vengano interrotte in caso di mancato accordo Brexit e, per ultimo, ma non meno importante, questa legislatura verrà ricordata anche per la riforma del diritto d’autore.

I negoziati sul copyright con il Consiglio dell’Ue erano stati a lungo bloccati per l’opposizione di diversi stati, fra cui l’Italia, agli articoli 11 e 13, i più controversi dell’intera direttiva. I due articoli prevedono rispettivamente un compenso per gli editori da parte delle piattaforme online e una maggiore responsabilizzazione di queste ultime per le violazioni dei diritti d’autore. Entrambe sono riforme richieste da tempo, ma i più critici sostengono che per come sono state scritte avranno conseguenze pericolose per la libera diffusione delle informazioni online.

Ma fra commissioni parlamentari ed emiciclo, nell’ottava legislatura, sono passate anche un migliaio di procedure non legislative: una delle ultime, in ordine temporale, riguarda una maggiore protezione degli informatori che divulgano dati su attività illegali o dannose, acquisite nel contesto lavorativo.
Quando sono emersi scandali su larga scala come il caso dei Panama Papers o delle truffe delle case automobilistiche sulle emissioni, il Parlamento ha istituito delle commissioni speciali per condurre indagini approfondite, inchieste e audizioni da parte dei deputati europei per chiedere conto dei responsabili.
Ne è derivato che il Parlamento europeo ha adottato un pacchetto di norme per proteggere gli informatori (i cosiddetti “whistleblower”) che rivelano violazioni in settori quali appalti pubblici, servizi finanziari, riciclaggio di denaro, sicurezza dei prodotti e dei trasporti, salute pubblica, protezione dei consumatori e dei dati. E se non saranno adottate misure adeguate in risposta alle segnalazioni, se c’è un pericolo imminente per l’interesse pubblico o un rischio di ritorsione, l’informatore sarà protetto anche se decide di divulgare pubblicamente le informazioni.

Il bilancio 2019 e la rotta per il futuro

Ultimo focus, infine, sul bilancio 2019 approvato dal Parlamento europeo a fine 2018, un “lascito” che traccia il percorso ai futuri successori: 165,8 miliardi di euro di stanziamenti di impegno, 148,2 miliardi di stanziamenti di pagamento, ovvero i finanziamenti che saranno erogati, e più risorse per affrontare immigrazione, disoccupazione giovanile, protezione del clima e ricerca. Gli agricoltori europei beneficeranno di 59 miliardi di euro, per la ricerca sono stati stanziati altri 150 milioni, quasi l’11 per cento in più rispetto al 2018, e 12,3 miliardi di euro (più 10 per cento rispetto al 2018) saranno erogati per Horizon 2020, l’ambizioso programma quadro europeo per l’innovazione.

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