321 comuni del Veneto alle urne

Sarà con ogni probabilità il 26 maggio, in concomitanza con le elezioni Europee, la domenica in cui gli elettori di 321 comuni in Veneto saranno chiamati a scegliere i rispettivi sindaci. Dai 123 residenti di Laghi ai 42 mila di Bassano del Grappa e con l'esordio dei comuni nati dalle recenti fusioni, la Lega proverà a rispecchiare, a livello locale, il trend nazionale in ascesa. Il Pd, che pure nel 2014 aveva ottenuto buoni risultati, dovrà rinnovarsi, mentre resta un'incognita il Movimento 5 Stelle: in Veneto solo quattro sono i comuni governati dai pentastellati, nessuno dei quali in provincia di Padova.

321 comuni del Veneto alle urne

È un turno elettorale imponente quello che, nella prossima primavera, coinvolgerà 321 comuni in Veneto (il 57,87 per cento del totale delle amministrazioni locali) chiamati a scegliere i rispettivi sindaci.
Con delle storiche “prime volte” che vedranno al voto i cittadini di Borgo Valbelluna, in provincia di Belluno, nato dalla fusione di Lentiai, Mel e Trichiana; Pieve del Grappa, in provincia di Treviso, istituito dopo il si al referendum di Crespano del Grappa e Paderno del Grappa; e poi nel Vicentino con Colceresa, nato dalla fusione di Mason Vicentino e Molvena; Lusiana-Conco e Valbrenta, che unisce Campolongo sul Brenta, Cismon del Grappa, San Nazario e Valstagna.
Complessivamente, in base al censimento della popolazione del 2011, le amministrative del 2019 riguarderanno 1.893.721 residenti.

La data ufficiale ancora non c’è, ma tutto fa pensare, anche per contenere i costi, che le elezioni amministrative verranno accorpate alle Europee, in programma domenica 26 maggio, come già successo peraltro nel 2014.
L’eventuale turno di ballottaggio, convocato se nessun candidato dei comuni che superano i 15 mila abitanti al primo turno dovesse raggiungere il fatidico 50 per cento più uno dei voti, si svolgerebbe, invece, domenica 9 giugno.

La mappa delle province

Vicenza è la provincia con più comuni al voto, 85, cinque dei quali – Bassano del Grappa, Schio, Valdagno, Arzignano e Montecchio Maggiore – con più di 15 mila abitanti.
E sempre nel Vicentino si segnala lo scarto più evidente nel numero di abitanti chiamato a segnare sulla scheda elettorale la propria preferenza per il primo cittadino e per i consiglieri comunali: si va dai 123 residenti di Laghi ai 42.984 di Bassano del Grappa, la città più popolosa a questo giro elettorale.

Sono 56 le amministrazioni padovane che si rinnoveranno, più della metà visto che i comuni della provincia di Padova ammontano a 102, e quattro sono i nuclei urbani con più di 15 mila abitanti: Cadoneghe (15.964 residenti nel 2011), Monselice (17.451), Rubano (15.669) e Selvazzano Dentro, che è la realtà più significativa in forza dei 22.145 abitanti registrati sette anni fa.
Oltre ai quattro comuni già citati, le “squadre” locali più folte, con 16 amministratori più il primo cittadino, verranno elette a Camposampiero, Ponte San Nicolò, San Martino di Lupari e Trebaseleghe.

Mancano alcuni mesi al voto e i candidati a indossare la fascia tricolore non hanno ancora un volto, soprattutto nei comuni dove i sindaci attualmente in carica hanno terminato il secondo mandato o il terzo, come in specifici casi consentiti dal comma 138 dell’articolo 1 della legge Delrio che si applica ai primi cittadini dei comuni sotto i tremila abitanti.
È il caso, ad esempio, di Campodoro, dove Massimo Ramina è in sella da 15 anni, eletto per la prima volta nel 2004, succedendo tra l’altro ad Aldo Toffan, il quale pure aveva indossato per tre legislature la fascia tricolore.

I partiti e il voto

Visto che i sondaggi politico-elettorali nazionali indicano nella Lega il partito più in ascesa, è possibile che anche in Veneto il Carroccio sarà tentato di correre da solo in molte realtà locali, archiviando definitivamente l'esperienza del centrodestra.
Nonostante l’alleanza di governo, il Movimento 5 Stelle resta un’incognita: in provincia di Padova i pentastellati non hanno mai avuto la soddisfazione di vedere un loro rappresentante insediarsi al vertice di un’amministrazione comunale e in Veneto sono solo quattro i comuni da loro guidati: il 7 maggio 2012, Roberto Castiglion, sindaco di Sarego, fu il primo in tutta Italia con la casacca del Cinque Stelle; poi Mira con Alvise Maniero, Alessandro Ferro a Chioggia e Andrea Danieletto a Vigonovo, comune veneziano nonostante la vicinanza con Padova.

Sul versante del centrosinistra, il Partito democratico, in attesa di conoscere a livello nazionale il proprio segretario scelto attraverso le primarie, in Veneto sarà chiamato a un ampio rinnovamento dei suoi candidati nonostante i buoni risultati di cinque anni fa, mentre in numerose realtà comunali ci sarà spazio per le liste civiche che supporteranno un simbolo di partito o più concretamente concorreranno da indipendenti.

Rischio

Attenzione anche ai dati sull’affluenza: nel 2014, chiuse le urne, si è registrato un 55,11 per cento ai ballottaggi, contro il 69,52 per centro del primo turno. E proprio al ballottaggio, cinque anni fa, si decise il risultato più atteso, quello di Padova, dove Massimo Bitonci trionfò con il 53,50 per cento superando il vicesindaco uscente Ivo Rossi del Pd. Un mandato durato poco più di due anni, fino al novembre 2016 quando la maggioranza del consiglio comunale rassegnò le dimissioni, sfiduciando di fatto il sindaco e portando alla caduta della giunta.

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