Francesco Lunghi, Monselice. «Il mondo si cambia dal basso»

Un ragionamento avviluppante che parte da Monselice, attraversa il mondo e poi ritorna nuovamente a Monselice. In questo, secondo Francesco Lunghi, primo cittadino del comune della Rocca, c’è l’essenza del ruolo attuale del sindaco: una figura in grado di poter influenzare, attraverso progetti mirati, lo sviluppo di una comunità, magari lasciando un seme in un centinaio di ragazzi con esperienze che possono aprire gli occhi verso il mondo.

Francesco Lunghi, Monselice. «Il mondo si cambia dal basso»

Nella lunga chiacchierata all’interno del suo ufficio, Francesco Lunghi, sindaco – ancora per qualche mese – di Monselice, cita più volte l’Etica Nicomachea di Aristotele. Il libro del filosofo greco è un trattato nel quale la politica viene vista come scienza che consente di raggiungere il bene e il giusto nella comunità sociale, dotata perfino di un ruolo architettonico in quanto finisce per determinare la struttura stessa della città.

Sindaco di centrodestra dal 2009, dopo dieci anni come capogruppo di maggioranza di Monselice, Lunghi si rifà a principi filosofici per spiegare lo scenario politico attuale e le sue preoccupazioni sul ruolo del primo cittadino, la figura politica più vicina e a stretto contatto con le esigenze del cittadino: «Per arrivare a fare il sindaco non ci si può candidare proponendosi solo come il “nuovo”, senza esperienza e senza aver fatto nulla – ammonisce Lunghi – Il sindaco deve avere due virtù, quelle intellettuali e quelle morali. Le prime sono quelle che si acquisiscono con l'esperienze, quello che si è fatto nella vita, ma poi ci vuole un substrato di base, fatto di qualità come la benevolenza, la trasparenza, la lotta alla corruzione che non sono innate. Il sindaco deve avere caratteristiche particolari: le competenze e soprattutto la consapevolezza che il suo impegno deve essere per il bene di tutti».

Da Italcementi all'autostrada, otto anni di tensioni

Il bene di tutti, un concetto tanto aleatorio quanto complesso da perseguire nel concreto. Lo si è ben visto negli anni in cui la crisi si è manifestata in tutta la sua forza: la battaglia sul futuro di Italcementi, innanzitutto, divisi tra esigenze dei lavoratori e attenzione all'ambiente e alla salute, il destino dei dipendenti e le preoccupazioni di una cittadina di 17 mila abitanti; e ancora i progetti di terza corsia autostradale in direzione Padova per alleggerire il traffico, fieramente osteggiati dal mondo ambientalista preoccupato della cementificazione di altro suolo.

L'impegno formativo verso i giovani

I “dolori del sindaco” li chiama, lui che è medico e che nel 2001 assieme ad altri colleghi ha fondato l’onlus “Strategie per la terra”, un piccolo contributo per raggiungere gli obiettivi che l’umanità si è posta del Ventunesimo secolo. In Kenya, nel North Kinangop catholic hospital, ospedale nato dallo slancio missionario della diocesi a 150 chilometri da Nairobi, hanno aperto un reparto otorino dove ogni 15 giorni medici del Veneto visitano i pazienti.
E assieme a loro ci sono giovani specializzandi: «Ecco, sono esempi locali che possono riflettersi a livello planetario – dice convinto Francesco Lunghi – Io penso ai giovani, in mano loro c’è il futuro e da quando sono sindaco a Monselice abbiamo avviato, attraverso il Progetto giovani, numerose attività: mandando ragazzi in Kenya per conoscere i missionari e realizzare un’esperienza formativa all’estero; un progetto in Burundi e uno in Bangladesh, interfacciandosi direttamente con le aziende italiane che hanno scelto la delocalizzazione, per capire il perché di queste scelte drastiche; capire gli orrori della guerra visitando il campo di concentramento di Mauthausen, studiare la differente concezione di democrazia negli Stati Uniti. Il tutto con successivi laboratori, talk, mostre fotografiche realizzate dai ragazzi con l’intento di offrire spunti di dialogo e riflessione ai concittadini».

La lungimiranza è un concetto difficile da introiettare, ma nel suo ragionamento avviluppante che parte da Monselice, attraversa il mondo e poi ritorna nuovamente a Monselice, c’è l’essenza del ruolo attuale del sindaco, quello di poter influenzare lo sviluppo di una comunità, magari lasciando un seme in un centinaio di ragazzi: «Oggi si fa l’errore di incasellare le persone e anche la politica secondo categorie troppo rigide, per cui se uno è di destra allora pensa ai ricchi, se è di sinistra si sente più vicino alle classi in difficoltà. Bisogna, invece, uscire da questi schemi e da un’ottica minuta: con queste esperienze, mi piacerebbe far capire che Monselice, che è una goccia nell’oceano, può cambiare mentalità, perché il disvalore dell'individualismo, dell'egoismo ci sta portando tutti più in basso».

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