Ottobre 2019

Gli elettori che lo scorso maggio hanno rinnovato i loro rappresentanti politici in 321 Comuni su 563 in totale in Veneto, si sono trovanti davanti a uno scenario tripartito: 164 realtà in cui erano presenti solo due liste; 99 con una pluralità eterogenea di candidati e 58, invece, con solamente un unico candidato. E la possibilità di scelta? Dove sono finiti gli aspiranti sindaci? 

La società attuale ha visto mutare al suo interno paradigmi consolidati da decenni e che si pensavano validi e intramontabili. Anche la politica, strettamente legata e disegnata su modelli che corrispondevano a una società omogenea e coesa, non è stata in grado di ridefinirsi, ma per Giovanni Moro di Fondaca questo lascia spazio e possibilità a nuove forme di rappresentanza cittadina differente dai tradizionali luoghi d'appartenenza. 

Progressivamente e parallelamente cresce la disaffezione politica sia dell’elettorato attivo ma anche dell’elettorato passivo. Sempre in meno vanno a votare e, dati di quest'anno, diminuiscono anche i candidati. E che succede quando le votazioni sono nulle, cioè non si raggiunge l’agognato quorum? Arriva il commissario prefettizio con conseguente freno a mano tirato per la macchina amministrativa: in Veneto è successo in tre Comuni. E non si vedeva da tempo

Davide Bendinelli e Alessandro Luigi Bisato, uno segretario regionale di Forza Italia, l'altro del Partito Democratico. Entrambi sindaci, provano a inquadrare l'attuale situazione politica a livello comunale in Veneto con possibili soluzioni e guardando al territorio 

Stefano De Pieri, ingegnere di 48 anni già assessore nelle tre giunte precedenti di Chiarano, in provincia di Treviso, si è presentato come unico candidato per guidare l’amministrazione comunale fino al 2024, ma dei 3.358 elettori, si sono presentati solo 1.588, il 47,29 per cento, sotto dunque il tetto del quorum degli aventi diritto di voto. E' un'anomalia rispetto alle tornate elettorali precedenti: nel piccolo Comune trevigiano ora c'è un commissario prefettizio 

Pochi voti sparsi, presenti solo in 19 Comuni su 321 chiamati al voto. E alle Europee si sono fermati molto al di sotto del 10 per cento. Ma gli elettori del Movimento 5 Stelle, secondo le analisi condotte dal Cise, Centro italiano studi elettorali, sono stati decisivi a Rovigo nel ballottaggio che ha visto vincere il neosindaco di centrosinistra, Edoardo Gaffeo.