Chiesa | Diocesi
È stato anzitutto un senso di profonda gratitudine ad aver suggerito, nel 2020, l’istituzione dell’albo dei Fedeli servitori della Diocesi di Padova. Ogni anno, da quel momento, la celebrazione eucaristica nella solennità di san Prosdocimo – il 7 novembre alle 18.30 nella basilica di Santa Giustina – è anche l’occasione per accogliere nuove persone nell’albo, che oggi conta 195 iscritti, a cui se ne vanno ad aggiungere altri 35.
Sono laiche e laici che hanno dedicato, con devozione e fede, tempo e impegno alla vita in parrocchia e a livello diocesano, adoperandosi nella carità, nella liturgia, nella catechesi, nell’animazione e nella cura degli anziani e degli ammalati. Sono fedeli che rappresentano soprattutto il volto di una Chiesa feriale e che si sono messi a disposizione delle proprie comunità non ricoprendo incarichi prestigiosi, ma piuttosto garantendo fedeltà silenziose e durature, spesso nascoste ma determinanti.
Come nel caso di Adelina Chiaretto, originaria di Maserà, ma da sempre impegnata nella parrocchia di Santa Maria Assunta in Salboro. «Mi sono sposata nel settembre 1967 – racconta – e a Natale di quell’anno avevo già cominciato il mio servizio in parrocchia, all’interno del gruppo della Società di san Vincenzo De Paoli. Da quel momento ho capito che una delle mie più sentite vocazioni è la vicinanza alle persone bisognose, ammalati e anziani, che negli anni mi hanno saputo donare un’inestimabile ricchezza umana».
Si rende disponibile, in seguito, al servizio catechistico e alla guida del gruppo degli “adultissimi” di Azione cattolica, in parrocchia, appuntamenti affiancati poi dagli incontri, ogni lunedì del mese, del gruppo degli “Anta” e dalle visite presso il centro servizi per anziani AltaVita Ira, in via Beato Pellegrino.
«Ho sempre ritenuto molto preziosa la vicinanza e la cura degli operatori pastorali nei confronti degli anziani – sottolinea Chiaretto – e credo che il mondo d’oggi, con le profonde ferite causate dalla solitudine che porta con sé, ci chiami a un rinnovato impegno in tal senso e ci inviti a coltivare con queste persone una relazione autentica, che possa aprire le porte a un incontro ravvicinato e significativo con il Signore».