Mosaico
Una storia di musica e cultura lunga 60 edizioni nel cuore dell’Altopiano dei Sette Comuni: AsiagoFestival – attrazione di risonanza non solo nazionale con numerosi motivi di esclusività, a cominciare dal luogo – prepara un programma celebrativo di grande valore artistico, continuando il dialogo fra tradizione e innovazione che da sempre lo contraddistingue. «Teniamo nella massima considerazione le nostre cifre caratteristiche – racconta alla Difesa Alberto Brazzale, imprenditore, musicista e direttore organizzativo della rassegna – da un lato quindi la musica sacra organistica, dall’altro la musica da camera e quella contemporanea. Sono i tre pilastri che di volta in volta decliniamo dal punto di vista degli interpreti, dei repertori o delle location dei concerti, con la precisa volontà di mantenerli vitali e dinamici».
Dal 18 luglio al 15 agosto sono nove gli appuntamenti – a cura dei direttori artistici Hyun-Jung Berger e José Gallardo – che si snoderanno in distinte sedi del centro principale. “Omaggio ad Antonio Vivaldi”, l’inaugurazione di sabato 18 al teatro Millepini, alle 21, è già lo specchio dell’importanza della presente ricorrenza tonda del cartellone, un concerto con due dei maggiori esecutori di musica barocca, il direttore Andrea Marcon e la violinista Chouchane Siranossian. «Una bella opportunità – commenta Brazzale – che nasce da un felice incontro tra l’AsiagoFestival e la Società del Quartetto di Vicenza, una delle più antiche organizzazioni concertistiche in Italia. Non facciamo solitamente collaborazioni con altri enti musicali, tuttavia i 60 anni ci sono parsi l’occasione migliore per questo concerto straordinario che crea un legame con il capoluogo di provincia. Essendo sensibili verso i giovani, ospitiamo infatti regolarmente il progetto “Crescere in musica” del liceo Corradini, ci piaceva anche l’idea di avere un’orchestra giovanile: Frau Musika, fondata da Marcon, ha l’obiettivo di valorizzare i giovani talenti della musica barocca e antica, un ulteriore elemento che dialoga molto bene con lo spirito del nostro festival. Il concerto di chiusura poi ha un altro giovane talento, Alberto Barbetta, vincitore del Concorso Organistico internazionale “Fiorella Benetti Brazzale-Città di Vicenza”: il 15 agosto, alle 21, sarà protagonista del tradizionale recital d’organo per l’Assunta nel Duomo di Asiago. Tra le musiche eseguite ci sarà un brano di mia nonna, la fondatrice del festival».
Particolarmente atteso l’appuntamento con il compositore ospite, il tedesco, di origine greca, Manos Tsangaris. L’opera dedicata alla Città di Asiago, dal titolo Sono qui (Here I am), avrà una doppia esecuzione alla chiesa di San Rocco, il 6 e il 7 agosto, alle 21 (prenotazione necessaria). «A differenza della maggioranza dei compositori ospiti – spiega Brazzale – Tsangaris ha preso spunto non dal bagaglio sonoro e musicale dell’Altopiano, ma da quello narrativo, ispirandosi alla leggenda dell’“Altar Khnotto”, a cui Edoardo Bertizzolo ha dedicato un libro molto bello e appassionante che mette in luce i momenti cruciali nella storia delle popolazioni cimbre. Ne è venuta fuori un’opera di teatro musicale con musicisti e attori. Caratteristica del compositore è poi quella di lavorare sugli spazi, così San Rocco sarà suddivisa in cinque stazioni valorizzate da installazioni luminose». Il 13 e 14 agosto, alle 20.30, al teatro Millepini il progetto “L’Officina cameristica” vedrà la partecipazione della norvegese Vilde Frang, violino tra i più importanti e apprezzati, affiancata dalla viola della giapponese Tomoko Akasaka, e al pianoforte da José Gallardo, mentre al violoncello si alterneranno Hyun-Jung Berger e Julius Berger, storico direttore artistico.
Programma completo: www.AsiagoFestival.it.
Il 7 agosto, alle 11 in sala consiliare del municipio, incontro con Tsangaris; il 9 agosto conversazione sulle donne dell’Altopiano tra la scrittrice e storica Raffaella Calgaro, Roberto Brazzale, presidente di AsiagoFestival, e la pittrice Ester Grossi. L’11 agosto, al Millepini, alle 20.30, viaggio nell’archivio sonoro del festival con Filippo Lauteri e Alberto Brazzale.
Sabato 11 luglio alle 16 Forte Corbin ospita “La voce della montagna”, un racconto-concerto che intreccia parola e musica in un percorso evocativo dedicato all’universo alpino, alla sua memoria e al suo respiro più profondo.
La montagna prende voce attraverso la lettura di brani tratti da opere di Mario Rigoni Stern e Dino Buzzati. Il progetto è ideato dal prof. Francesco Toso, docente di conservatorio e storico. Le voci narranti sono Denis Baldin, docente di lingua spagnola, e Valeria Patarini, docente di lettere. Partecipano cantanti professionisti e il Coro Monte Pasubio di Rovigo diretto dal maestro Pierangelo Tempesta. L’accompagnamento musicale è affidato al maestro Paola Lazzarini. Un itinerario letterario ed emotivo che tocca anche le vicende della Grande guerra.
Info: fortecorbin.it