Chiesa
Un «bellissimo dono in una giornata un po’ caliente». Così il vescovo di Pavia, mons. Corrado Sanguineti, ha definito sabato 20 giugno, che ha portato in città Papa Leone XIV — terzo Pontefice accolto dalla diocesi dopo Giovanni Paolo II e Benedetto XVI — per l’avvio del suo primo viaggio in una città del Nord Italia.
Atterrato in elicottero alle 14.45 al campo di rugby del Cus di Cravino, il Papa ha scelto come prima tappa il Centro nazionale di adroterapia oncologica (Cnao), dove ha salutato a uno a uno i bambini in cura con le loro famiglie. «Dio non vuole che nessuno soffra», ha detto a braccio, ricordando che «quando ci sono momenti difficili, se non c’è la presenza, l’amore della famiglia, tutto è più difficile». Poi il ringraziamento al centro «che fa miracoli» e il Padre Nostro recitato insieme ai giovani pazienti.
Alla basilica di San Pietro in Ciel d’Oro, dove riposano le spoglie di sant’Agostino, Leone XIV è tornato da agostiniano. «È entrato dalla porta della cucina», ha raccontato il priore generale dell’Ordine, padre Joseph Farrell: «Non è stata un’entrata formale o solenne, ma quella di un confratello che è tornato a casa». Ai padri agostiniani il Papa ha confidato: «Sant’Agostino non è nostro, è della Chiesa, e la nostra missione è farlo conoscere nella Chiesa, perché ha tanto da offrire in questo tempo».
Nell’omelia, prima della venerazione delle reliquie, l’invito a non «scivolare in un atteggiamento negativo e pessimista, incapace di generare vita nuova» e a «far crescere una Chiesa in cui si cammina insieme, capace di rinnovarsi senza dividersi». Centrale il richiamo all’interiorità agostiniana e alla pastorale universitaria, «specialmente qui a Pavia».
Davanti al Duomo, ad attenderlo i ragazzi degli oratori e la comunità sudamericana. «Basta con parole di odio, basta con gli insulti, con il bullismo, basta con tutte quelle cose che fanno guerra fra le persone, fra le comunità, fra i Paesi», ha esortato: «Tutti vogliamo vivere in pace». E ai giovani la consegna di costruire «autentica amicizia, di persona», non «solo con lo schermo, con il telefonino».
In piazza Vittoria, infine, l’incontro con la cittadinanza. Salutato dal sindaco Michele Lissia, che ha rivendicato Pavia come «città di pace», il Papa ha reso omaggio alla tradizione accademica cittadina: «Promuovere le scienze significa promuovere l’uomo, che deve sempre restare protagonista delle proprie ricerche». Di qui l’appello finale, con lo sguardo alla croce nello stemma comunale: «Onorate sempre la dignità di ogni vita umana». E l’invito a ripetere dentro di sé «mi interessa la nostra città».
Circa 15mila le persone che hanno partecipato agli eventi pavesi, secondo la Prefettura. In serata il trasferimento a Sant’Angelo Lodigiano, seconda e ultima tappa della giornata.