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Consacrazione a Maria, anche Padova si unisce alla preghiera del papa
Il vescovo Claudio recita in rosario in Cattedrale all’altare della Madonna
ChiesaIl vescovo Claudio recita in rosario in Cattedrale all’altare della Madonna
La Chiesa di Padova accoglie l’invito di papa Francesco e si unisce in preghiera per la pace venerdì 25 marzo, solennità dell’Annunciazione del Signore a Maria. «Invito – sono le parole del papa all’Angelus di domenica 20 marzo – ogni comunità e ogni fedele a unirsi a me venerdì 25 marzo nel compiere un solenne atto di consacrazione dell’umanità, specialmente della Russia e dell’Ucraina, al Cuore immacolato di Maria, affinché lei, la Regina della pace, ottenga al mondo la pace». Lo stesso atto, lo stesso giorno, viene compiuto a Fatima dal cardinale Konrad Krajewski, inviato dal papa. Facendo proprio questo accorato appello il vescovo Claudio recita il santo rosario e l’atto di consacrazione a Maria, in Cattedrale a Padova – davanti all’altare della Madonna – venerdì 25 alle 17, ora in cui il papa affida l’umanità al Cuore immacolato di Maria durante la celebrazione penitenziale nella basilica di San Pietro. Il vescovo Claudio invita i preti, e in particolare i rettori dei santuari mariani, le comunità cristiane, i religiosi, le religiose e i fedeli tutti a unirsi in preghiera per quanto possibile alla stessa ora. Il collegamento regionale dei santuari del Triveneto, guidato da fra Flaviano Gusella, rettore del santuario di San Leopoldo in Padova, con la partecipazione di mons. Giampaolo Crepaldi, vescovo di Trieste e delegato Cet per i santuari, sostiene e si unisce all’iniziativa del papa del 25 marzo. «Non si arresta, purtroppo, la violenta aggressione contro l’Ucraina, un massacro insensato dove ogni giorno si ripetono scempi e atrocità – ha detto papa Francesco all’Angelus – Non c’è giustificazione per questo! Supplico tutti gli attori della comunità internazionale perché si impegnino davvero nel far cessare questa guerra ripugnante. Anche questa settimana missili e bombe si sono abbattuti su civili, anziani, bambini e madri incinte. […] Tutto questo è disumano! Anzi, è anche sacrilego, perché va contro la sacralità della vita umana, soprattutto contro la vita umana indifesa, che va rispettata e protetta, non eliminata, e che viene prima di qualsiasi strategia! Non dimentichiamo: è una crudeltà, disumana e sacrilega».