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Altichiero. La comunità è in festa
Altichiero L’appuntamento, dall’11 al 15 ottobre, «è un’occasione per riscoprire – sottolinea il parroco – la grazia di sentirci dono gli uni per gli altri»
ChiesaAltichiero L’appuntamento, dall’11 al 15 ottobre, «è un’occasione per riscoprire – sottolinea il parroco – la grazia di sentirci dono gli uni per gli altri»
C’è desiderio di fraternità alla festa della comunità di Altichiero, che quest’anno si svolge dall’11 al 15 ottobre. Si respira cordialità e accoglienza che si esprimono non soltanto nella genuina semplicità con la quale vengono accolti gli ospiti, ma anche nella generosità con cui gli oltre duecento volontari coinvolti nell’organizzazione mettono a disposizione il proprio tempo per questo evento, divenuto una tradizione per la parrocchia intitolata alla Maternità della Beata Vergine Maria. Una festa – quella della Maternità di Maria – che papa Pio XI, nel 1931, aveva fissato l’11 ottobre (nel 15° centenario del Concilio di Efeso), e che il Concilio Vaticano II spostò al 1° gennaio. «La comunità di Altichiero ha mantenuto la propria festa patronale a metà ottobre, facendola coincidere con l’inizio del nuovo anno pastorale – spiega il parroco, don Lorenzo Parolin – Il momento maggiormente significativo della festa è la celebrazione eucaristica di domenica 13 ottobre alle 10, alla quale abbiamo invitato in modo particolare i bambini e ragazzi con le loro famiglie per l’avvio dei cammini di catechesi. Nel corso della celebrazione, vengono inoltre presentati alla comunità i due organismi di comunione eletti prima dell’estate: il nuovo consiglio pastorale e il nuovo consiglio per la gestione economica». Al termine della celebrazione, tutti i gruppi si ritrovano allo stand gastronomico per un brindisi e per la consegna del calendario degli appuntamenti dell’anno pastorale da parte dei catechisti. In mattinata, poi, a bambini e ragazzi vengono proposti laboratori creativi a cura dell’associazione Punto Ipazia. Nel pomeriggio, dalle 15.30, si tiene la manifestazione “Grisulandia”, a cura dei Vigili del Fuoco, dedicata ai bambini che desiderano improvvisarsi pompieri per un giorno. «La nostra non è una sagra da “grandi numeri”. È una festa che nella dimensione dell’incontro e dell’accoglienza reciproca riscopre ogni volta la grazia di sentirci dono gli uni per gli altri, sia per quanti vivono un servizio in quei giorni, sia per chi ci visita come ospite» precisa il parroco. La dimensione dell’apertura al prossimo connota tutto il calendario degli eventi, caratterizzato anche dal desiderio di mantenere vivo il dialogo con le realtà che operano nel territorio, a vario titolo, per il bene e la crescita umana di tutti. Vengono allestiti, tra l’altro, il mercatino del riciclo e quello degli abiti usati; non si tratta, in questo modo, tanto di venire incontro alle famiglie meno abbienti, quanto di contribuire a creare una sensibilità ecologica, una cultura del riutilizzo e della condivisione.
Roberta Zanon