Fatti
Sono trascorsi ormai sette anni dall’iscrizione delle Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene nella lista del patrimonio dell’umanità Unesco sancita dalla 43a sessione del Comitato internazionale a Baku (Azerbaijan) nel luglio 2019. E sei ne sono passati dalla nascita dell’associazione che ne cura la gestione e che nelle scorse settimane ha presentato il lavoro svolto dal 2020 a oggi con l’obiettivo di trasformare l’iscrizione nella lista dei patrimoni Unesco da riconoscimento formale a sistema territoriale stabile, capace di integrare tutela del paesaggio, pianificazione, promozione culturale e turistica, sviluppo socioeconomico e coinvolgimento delle comunità.
In questi anni le Colline sono passate dall’essere percepite prevalentemente come il territorio di produzione di un vino che è portabandiera del made in Italy nel mondo a diventare un paesaggio culturale riconosciuto a livello internazionale, fondato sull’equilibrio tra uomo e ambiente e sui suoi caratteri identitari dalle dorsali, al sistema di ciglioni inerbiti, al paesaggio a mosaico.
Il riconoscimento Unesco, dati alla mano, racconta una trasformazione concreta: tra il 2019 e il 2025 gli arrivi turistici sono cresciuti del 35,4 per cento, passando da 186.592 a 252.553, mentre le presenze sono aumentate del 28,8 per cento, da 445.524 a 573.664. Ancora più significativa la componente internazionale, con gli arrivi stranieri in crescita del 48,1 per cento e le presenze straniere del 43,2.
La crescita ha riguardato anche l’accoglienza diffusa: le strutture turistiche sono aumentate del 45,4 per cento e i posti letto del 35,4. Il comparto extralberghiero, in particolare, ha registrato un forte sviluppo, coerente con un modello di turismo lento, sostenibile e legato alla riqualificazione di edifici rurali, borghi storici e architetture tradizionali. Accanto ai numeri turistici, c’è stato un rafforzamento della reputazione del territorio: il sentiment complessivo online è passato dall’86,2 per cento del 2019 all’88,9 del 2025, con un risultato leggermente superiore alla media regionale. Le Colline sono cresciute quindi non solo nei flussi, ma anche nella qualità percepita, nella fiducia e nell’attrattività.
«La crescita così importante di arrivi e presenze nelle Colline del Prosecco conferma che il Veneto è in grado di proporre ambienti in cui si fondono cultura, lavoro dell’uomo, tradizioni e paesaggio: l’identità della nostra terra» ha commentato il presidente della Regione del Veneto, Alberto Stefani.
«Da sei anni stiamo lavorando per trasformare un riconoscimento sulla carta in responsabilità condivisa che si è tradotta grazie all’impegno di tutti, dalle istituzioni ai cittadini che ne hanno saputo comprendere e cogliere la straordinaria opportunità, in un sistema territoriale concreto – ha dichiarato Marina Montedoro, presidente dell’Associazione per il patrimonio delle Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene – Una traiettoria che guarda ai prossimi anni con lo stesso obiettivo: custodire il paesaggio, rafforzarne l’identità e renderlo sempre più accessibile, sostenibile e vivo per le comunità che lo abitano e per chi lo visita».