Assegno unico: Bordignon (Forum famiglie), “le parole del presidente dell’Inps rischiano di essere fuorvianti. Il vero errore è non averlo reso davvero universale”
Il presidente Adriano Bordignon contesta le dichiarazioni del numero uno dell'Inps Gabriele Fava: «Il limite è che non è mai stato reso realmente universale». E indica le vere cause che frenano l'occupazione delle donne, dai salari bassi ai servizi per l'infanzia insufficienti
“Non condividiamo le dichiarazioni del presidente dell’Inps Gabriele Fava perché rischiano di individuare nell’assegno unico un problema che, in realtà, nasce da ben altre scelte. Attribuire a questa misura un effetto di disincentivo al lavoro femminile significa spostare l’attenzione dalle vere criticità del sistema. L’assegno unico non scoraggia il lavoro delle donne. Il limite è che non è mai stato reso realmente universale”. Lo ha dichiarato Adriano Bordignon, presidente del Forum nazionale delle associazioni familiari, replicando alle dichiarazioni del presidente dell’Inps Gabriele Fava sul ruolo e sull’efficacia dell’assegno unico. Bordignon ha precisato: “Il suo collegamento all’Isee produce effetti distorsivi che il Forum delle associazioni familiari denuncia fin dalla sua introduzione: in alcune situazioni l’aumento del reddito da lavoro determina una riduzione dei benefici, creando meccanismi che finiscono per penalizzare proprio le famiglie che si vorrebbero sostenere. Per questo continuiamo a chiedere che l’assegno unico venga progressivamente svincolato dall’Isee”. Il presidente nazionale del Forum ha evidenziato: “Non è una misura assistenziale contro la povertà, ma una politica strutturale per la natalità e per il riconoscimento del valore sociale dei figli. Continuare a leggerlo con una logica assistenziale significa snaturarne la funzione. Sorprende, inoltre, che il dibattito successivo al Rapporto Inps si concentri sull’assegno unico invece di affrontare le vere cause che frenano l’occupazione femminile: salari troppo bassi, servizi per l’infanzia insufficienti, precarietà lavorativa femminile, una conciliazione tra famiglia e lavoro ancora largamente inadeguata. Non è l’assegno unico a tenere le donne lontane dal mercato del lavoro”. Bordignon ha concluso: “La denatalità e il calo dell’occupazione femminile non si combattono ridimensionando o mettendo sotto accusa uno dei pochi strumenti di sostegno alle famiglie. Si combattono rendendolo davvero universale e affiancandolo a politiche che eliminino gli ostacoli concreti che oggi gravano sulle famiglie. È su questi nodi che il Paese dovrebbe aprire una discussione seria, non sull’efficacia dell’assegno unico”.