Ice: sparatorie e uccisioni di migranti negli Usa. Vescovi, “mai normalizzare gli atti che ignorano la dignità della persona”
La riflessione pastorale congiunta di mons. Daniel E. Garcia e mons. Brendan J. Cahill dopo alcuni fermi conclusi con la morte delle persone controllate: la profilazione razziale viola «la dignità data da Dio» e mina la fiducia nelle comunità
“Gli atti che sminuiscono o ignorano la dignità di qualsiasi persona o gruppo di persone non dovrebbero mai essere normalizzati nella nostra società”. Lo scrivono, in una riflessione pastorale congiunta, i vescovi statunitensi Daniel E. Garcia e Brendan J. Cahill, rispettivamente alla guida della Sottocommissione per la giustizia razziale e del Comitato per le migrazioni dell’Usccb, di fronte ad alcuni recenti episodi di controlli sull’immigrazione conclusi con la morte delle persone fermate. “Come cattolici crediamo che ogni persona sia creata a immagine e somiglianza di Dio”, scrivono i due presuli, citando sia la disumanizzazione degli immigrati sia la denigrazione delle forze dell’ordine come esempi di questa deriva. Richiamando una dichiarazione dei vescovi Usa dello scorso novembre, ricordano che “siamo turbati nel vedere tra la nostra gente un clima di paura e ansia attorno alle questioni del profiling e dei controlli sull’immigrazione”, denunciando come la profilazione razziale violi “la dignità data da Dio” e mini la fiducia nelle comunità. “Gli atti che sminuiscono o ignorano la dignità di qualsiasi persona o gruppo di persone non dovrebbero mai essere normalizzati nella nostra società”, affermano, citando sia la disumanizzazione degli immigrati sia la denigrazione delle forze dell’ordine come esempi di questa deriva. I vescovi riconoscono “il legittimo ruolo delle autorità civili” nell’applicare la legge “in modo umano e nel rispetto dei diritti fondamentali”, chiedingo però “responsabilità, trasparenza e giustizia” e riforme del sistema migratorio. La riflessione si chiude con una preghiera per le vittime e le loro famiglie.