Fatti
Passeggiare tra i filari di alberi del giardino di villa Cesarotti, a Selvazzano Dentro, il 28 giugno scorso, significava muovere alcuni passi tra le storie delle tante vittime innocenti di mafia del Veneto, alle quali i giovani del Clan del gruppo scout Padova 10 hanno scelto di dedicare un vero e proprio percorso. A ciascuna di loro, infatti, è stato affidato un albero, che, tramite un qr-code e un’attività, ha potuto raccontare la vita di queste persone, sette in tutto, che incontrarono la morte nella lotta per la legalità e la giustizia.
«La scelta di approfondire questo tema – spiega Lorenzo Rossi, uno dei capi del gruppo Clan – è frutto di un cammino ricco di tappe significative. A marzo, infatti, il Comune di Selvazzano aveva promosso un incontro sulla legalità con il già sindaco di Casal di Principe Renato Natale, che ci ha spinti a partecipare alla successiva Giornata in memoria delle vittime innocenti delle mafie a Torino, il 21 marzo. Siamo rimasti impressionati dalla quantità di nomi letti durante la commemorazione e abbiamo scelto per questo di conoscere alcune di queste persone e le loro storie, dando la possibilità anche alla nostra comunità di incontrarle».
È iniziato dunque così il loro percorso, che ha previsto anche un incontro con il centro studi Francesco Saverio Pavone di Dolo e con Cristina Marcadella, sopravvissuta all’agguato di mafia in cui perse la vita Matteo Toffanin, il suo fidanzato. «Credo che promuovere la cultura della legalità sia sempre fondamentale – conclude Rossi – e che a farlo siano i giovani ci dice anche molto di una generazione che troppo spesso viene criticata e che invece ha moltissimo da dire e dei sani principi su cui costruire la società del futuro».