Fatti
Si è svolto dal 15 giugno al 17 luglio, dalle 8.30 alle 15.30 per un totale di cinque settimane, con possibilità di scegliere il tempo lungo o il tempo parziale con o senza pranzo, il centro estivo “E-state Insieme” del Villaggio Sant’Antonio di Noventa Padovana. Un’esperienza nata per dare una risposta alle necessità di ragazzi con disabilità tra i 14 e i 19 anni o che frequentano ancora la scuola superiore, che d’estate hanno minori opportunità di gioco e di socializzazione in contesti attenti ai loro bisogni. L’idea innovativa di questo progetto è di aver creato un contesto di reciprocità dove i ragazzi con disabilità si trovano assieme ai loro coetanei per condividere un’esperienza estiva piacevole e arricchente per tutti. A partecipare a questa undicesima edizione, il cui tema era legato agli 800 anni dalla morte di San Francesco, sono stati nove adolescenti con disabilità, per una media di 5/6 presenze a settimana; mentre gli adolescenti che hanno partecipato in alternanza scuola lavoro sono stati 8 in totale suddivisi nelle 5 settimane di apertura del servizio. Oltre a loro erano presenti per tutto il periodo dei centri estivi suor Adriana, superiora del convento del Villaggio (Suore Francescane Missionarie di Assisi), affiancata per la maggior parte da fra Pietro (frate Minore Conventuale del convento del Villaggio) e alcuni volontari adulti e adolescenti che ogni anno affiancano il gruppo di lavoro in una sinergia di forte collaborazione in linea con la mission del Villaggio. «All’inizio del percorso – spiega Paola Boscarello, direttrice del Villaggio e coordinatrice del centro estivo – facciamo sempre un incontro di preparazione con i ragazzi, perché ci siamo resi conto nel corso degli anni e dell’esperienza che non tutti hanno avuto a che fare con la disabilità e incontrarli, spiegare come si struttura l’attività, cosa troveranno, come si devono comportare, aiuta. Il cuore del centro estivo è che sono in primis, tutti ragazzi adolescenti, con disabilità o non, ma sempre adolescenti».


Molto importanti sono anche le attività e le collaborazioni con il territorio e le uscite che si svolgono regolarmente il venerdì. Durante la mattinata e il pomeriggio poi sono proposte tante attività di tipo manuale, laboratori, attività ludico ricreativo, attività di gioco. Tanti anche i volontari artisti che si sono prestati a realizzare attività particolari portando la loro professionalità. «Ciò che emerge da queste esperienze racconta la coordinatrice – è il fatto che i ragazzi percepiscono che la disabilità, alla fine, rientra nella normalità delle cose, cioè rientra nell’approcciarsi con persone diverse. È sufficiente essere semplicemente se stessi e trattare i loro coetanei con rispetto. Poi l’ambiente accogliente del Villaggio, il grande parco dove poter stare all’aperto, aiutano molto».
«Nel tempo lento del centro estivo – sottolineano fra Giancarlo Paris, guardiano del Villaggio e Lucia Vettore, direttrice della struttura – si creano delle belle relazioni senza la mediazione da parte dell’insegnante di sostegno o dell’operatore socio-sanitario che a volte fa un po’ da barriera nelle classi. Qui c’è un contatto diretto che giova a entrambi. I ragazzi con disabilità poi non vedevano l’ora partecipare alle attività. Ma anche i loro coetanei, dopo una prima settimana, molto spesso decidono di prolungare l’esperienza. Diventa un’estate di valore!».