Mosaico | Sagre e Feste
Il culto mariano si fonde con il ricordo patriottico nella festa della Madonna del Piave di Caorera di Setteville, quest’anno alla sua 68a edizione. L’evento si festeggia il 15 agosto e ha origine da racconti popolari, che hanno attraversato il Novecento. «Tutto ebbe inizio nel 1895 – racconta l’amministratore parrocchiale di Caorera, don Gabriele Benvegnù – quando gli abitanti del paese, con grande sforzo economico, tramite colletta acquistarono a Parigi una splendida statua in ghisa della Vergine». Essa fu collocata in chiesa e benedetta dal card. Giuseppe Callegari, vescovo di Padova. Arrivò la Grande guerra e nel 1917, dopo la disfatta di Caporetto, il fronte si attestò sul Piave. «Le truppe nemiche, giunte in paese, requisirono la statua e le campane per fonderle e ricavarne munizioni. Ma durante il trasporto, l’asse del carro si spezzò, vicino alla località di Marziai e l’immagine sacra cadde a terra, con danni alla mano sinistra. L’allora parroco don Gaetano Tramet, indignato dal fatto, affrontò dunque con coraggio i soldati invasori e si fece restituire il simulacro, che fu posto sopra un ceppo, in riva al Piave, con lo sguardo rivolto verso il fronte, a proteggere i soldati. Solo alla fine del conflitto la statua tornò in chiesa».
Per celebrare questi accadimenti, nel 1958 il parroco don Antonio Pavan istituì la solenne processione della Madonna e ideò un museo sulla Grande guerra.
«Ancora oggi la festa, curata da pro loco, con parrocchia e altre associazioni, fa tappa nei luoghi storici e unisce le comunità del territorio, intorno a Caorera e Marzai, che sono frazioni dello stesso comune di Setteville, ma di due Diocesi diverse – Padova e Vittorio Veneto – accomunate però dal sentirsi soprattutto bellunesi».
Alla cerimonia religiosa fa da contorno una sagra di tre giorni, dal 14 al 16 agosto, con un programma ricco di eventi musicali e un fornito stand gastronomico di prodotti tipici, con il tradizionale spiedo gigante a Ferragosto.
In questi giorni di festa, l’invito è anche a visitare il Museo del Piave “Vincenzo Colognese” di Caorera, da poco rinnovato. «Lo spazio – spiega il vicepresidente Agostino Miuzzo – offre un viaggio nella quotidianità della Grande guerra. Qui scenografie realistiche proiettano i visitatori in prima linea in trincea, tra oggetti d’uso comune, divise militari, lettere dal fronte e reperti bellici, tra cui spiccano celebri aerei da caccia e una barca pontone austro-ungarica. Il museo viene con costanza aggiornato nei suoi allestimenti, si è arricchito di supporti multimediali e ora di una sezione sull’immigrazione, abbinata al tema della Festa della Madonna del Piave di quest’anno. Attraverso foto d’epoca, valigie di cartone e documenti, il percorso espositivo temporaneo richiama il dramma dei profughi di oggi, con i sacrifici di quelli di ieri, in particolare di chi ha dovuto lasciare il bellunese in cerca di fortuna, soprattutto in Belgio e in Brasile».
La festa della Madonna del Piave propone dunque un viaggio tra fede, storia e attualità, con l’esempio di un confine che ha smesso di dividere ed è diventato simbolo di pace e ripresa.
La Festa della Madonna del Piave è dedicata quest’anno all’Associazione Bellunesi nel Mondo. Si parte alle 9.30 dal Museo del Piave, dove è custodita la copia della statua della Vergine portata in processione. Dopo la sosta con l’alzabandiera al monumento ai Caduti, alle 10 viene celebrata la messa all’aperto. Seguono i discorsi delle autorità e poi si scende sulle sponde del Piave per gettarvi una corona commemorativa. Infine, il corteo raggiunge la chiesa di Marziai, dove la statua rimane fino a sera, per le visite dei fedeli, prima del ritorno a Caorera. La messa è animata dall’antica filarmonica di Lentiai, che accompagna anche la processione, con il gruppo di rievocatori del battaglione Bassano.