Fatti
Centodieci e lode. E dentro la tesi la sua storia. Alessandra Favarato, 21 anni di San Giorgio delle Pertiche, si è laureata in Psicologia all’Università degli studi di Firenze scegliendo un tema che, fino a qualche anno fa, non aveva mai guardato davvero da vicino: la nascita prematura e le sue conseguenze emotive.
Alessandra, nata il 7 ottobre 2004 alla 26ª settimana di gestazione, 31 centimetri e appena 615 grammi, per più di tre mesi è rimasta nella terapia intensiva neonatale dell’ospedale di Camposampiero, dove ha combattuto la sua prima battaglia per la vita. Studiando Psicologia ha scoperto che quel venire al mondo prima del tempo poteva aver lasciato tracce anche nella sua vita. «Non ci avevo mai pensato, ma quando ho cominciato ad approfondire l’aspetto delle conseguenze emotive e psicologiche soprattutto nei casi più severi, ho capito che mi riguardava in prima persona e ho deciso di farne l’argomento della tesi per informare e sensibilizzare le persone».
La tesi La nascita pretermine e il suo impatto sullo sviluppo dell’attaccamento del bambino analizza il rapporto tra prematurità, attaccamento alla madre e relazioni. È stato anche un modo per rileggere se stessa. «Non ho mai avuto difficoltà nel rapporto con mia mamma, né con altre figure – racconta – ma dopo gli studi e dopo il percorso di psicoterapia che seguo regolarmente, ho riconosciuto situazioni e comportamenti che sono conseguenze di quello che ho vissuto».
Nei mesi successivi alla nascita la famiglia ha seguito le indicazioni dei medici. Alessandra ha saputo da mamma Stefania di aver fatto la marsupioterapia, prima con lei e poi con il papà Massimiliano, non appena le condizioni lo hanno permesso.
Dopo la laurea, Alessandra, che ha un fratello maggiore, Filippo, è tornata con la mamma nel reparto che era stato la sua prima casa. Ha incontrato l’ostetrica Alessandra Paggioro e Martina Corò, una delle infermiere che l’avevano assistita, portando una copia della tesi e la dedica: «Al personale del reparto di terapia intensiva neonatale dell’ospedale di Camposampiero, a tutti i bambini nati prematuri, alla nostra forza e al nostro coraggio di voler diventare grandi e di assaporare la vita». Poi si è concessa il tempo del traguardo. «Sono stata con i miei amici e i familiari, niente di troppo particolare, però l’importante era stare con le persone a cui tengo di più. Volevo cercare di godermi al meglio il traguardo raggiunto».
Ora la laurea magistrale. «Mi piacerebbe fare Psicologia Clinico-Dinamica, un indirizzo con basi teoriche e pratiche molto affini al mio pensiero e a quello che vorrei fare nel futuro in ambito di professione come psicoterapeuta». Il suo sogno è avere un giorno un proprio studio «nel quale poter aiutare le persone».