Da trent’anni con la stessa ostinazione: difendere il diritto alla salute, all’ambiente e a un futuro diverso. Il comitato “Lasciateci respirare” taglia un traguardo che ne fa una delle realtà ambientaliste più longeve del Veneto, capace dal 1996 di attraversare battaglie, trasformazioni del territorio e riflessioni sui cambiamenti sociali e ambientali. Tutto cominciò nella sala parrocchiale del Carmine di Monselice, anche dall’appello di don Francesco Buso, che ebbe il coraggio di denunciare l’inquinamento prodotto dai cementifici e le conseguenze sulla salute di lavoratori e cittadini. «Da quella scintilla sono nate tante lotte in difesa della salute e del territorio, sempre in rete con altre realtà regionali e nazionali», ricorda Francesco Miazzi, tra i fondatori e anima del Comitato. Una mobilitazione che negli anni ha contribuito a impedire che i cementifici diventassero inceneritori e ha rivendicato l’applicazione del Piano ambientale del Parco Colli Euganei. Ma trent’anni non sono un punto d’arrivo. «Nel 2029 ci sarà il rinnovo dell’Aia dell’unico cementificio ancora attivo», ricorda il presidente Pierluigi Gallo. E alle battaglie di ieri se ne affiancano altre: «Non possiamo fermarci a festeggiare, perché i cambiamenti climatici ci consegnano una responsabilità enorme: dal contrasto alla cementificazione alla difesa della qualità dell’aria, fino a una gestione attenta e parsimoniosa dell’acqua», sottolinea Christianne Bergamin, rappresentante delle associazioni ambientaliste nella Comunità del Parco.