È dedicata ad Antonio Benvegnù, per tutti Carlo, di Albignasego, e primo paziente deceduto nel 2003 nella drammatica vicenda delle “valvole killer”, la piazza realizzata nei pressi della chiesa di Mandriola. La cerimonia di inaugurazione si è tenuta domenica 6 settembre alla presenza di moltissime persone. Il nome è stato scelto direttamente dai cittadini attraverso uno dei contest più partecipati promossi dall’amministrazione. Una piazza nel cuore di Mandriola, pensata per far incontrare le persone, creare relazioni e rafforzare il senso di comunità. E una piazza dedicata a una persona che nel cuore della frazione è rimasta anche a distanza di molti anni. Un nuovo spazio pubblico che nasce da un intervento di rigenerazione urbana, ma porta con sé anche una storia profondamente legata alla comunità, dove ancora oggi vive la famiglia di Carlo. Una storia dolorosa che per la moglie Margherita e la figlia Caterina ha significato anche una lunga battaglia durata vent’anni, ma che oggi Mandriola ha scelto di trasformare in memoria positiva e condivisa, legandola a un luogo destinato alla quotidianità, alle famiglie e alle nuove generazioni. La nuova piazza vuole così tenere insieme memoria e futuro: da una vicenda difficile nasce un luogo aperto, positivo, destinato a diventare un nuovo punto di riferimento per la vita di Mandriola. «Per una frazione come Mandriola avere una piazza significa avere un cuore, un luogo riconoscibile dove la comunità possa incontrarsi e costruire relazioni», sottolinea la sindaca Valentina Luise. «Dopo ventiquattro anni in cui la figura di mio padre è stata associata unicamente a una dolorosa vicenda giudiziaria, finalmente gli restituiamo il ricordo felice e commosso che merita», aggiunge la figlia Caterina Benvegnù.