Fatti
Condividere il cibo alla stessa tavola è un gesto di pace e la richiesta di pace è stata il filo conduttore della quindicesima edizione della “Cena gratuita per tutti”. «Questo è un evento che va rinnovato ogni anno per mantenere un impegno. La fame, la guerra, la scarsa solidarietà continuano a essere molto presenti e ogni anno che passa la situazione peggiora, vediamo che individualismo e razzismo continuano ad aumentare e allora eventi come la “Cena per tutti” sono più necessari che mai» racconta Gustavo Claros del coordinamento Abracciaperte che promuove l’evento con i Beati Costruttori di Pace.
Quest’anno la riflessione ha riguardato la dimensione internazionale dei diritti umani: «Questo è un momento di protesta e di proposta. Protesta contro la guerra e infatti l’iniziativa centrale di questa sera è firmare per candidare i bambini e le bambine di Gaza al premio Nobel per la pace, che noi diciamo è un Nobel contro la guerra, e per protestare per le violazioni del diritto internazionale – spiega Marco Mascia docente dell’Università di Padova – Il tema di questa cena è il diritto internazionale, bene comune dell’umanità in pericolo, perché non soltanto i governi violano le norme sui diritti umani e sul diritto internazionale, ma cercano di smantellare le istituzioni e gli organismi che li garantiscono. Siamo in una situazione veramente tragica, però è anche un momento forte di progettazione: organizzare dal basso la costruzione della pace e questa “Cena per tutti”, significa includere, stare insieme, condividere le storie, le esperienze e significa anche organizzarsi per dare una risposta a questi governanti che hanno riportato la guerra al centro delle relazioni internazionali. Parlano i giovani oggi perché abbiamo bisogno di giovani che studiano, che si preparano per gestire i mutamenti, le crisi che sono in atto».
Giovani che studiano la pace analizzando il mondo con sguardi nuovi, creativi, come emerge dalle loro riflessioni: «Per risolvere problemi complessi occorre pensare a soluzioni coraggiose e innovative. Occorre dare ai giovani la possibilità di mettere in atto quelle proposte che già hanno elaborato, ma che spesso vengono fermati dalle istituzioni. Si impara il diritto come si impara una grammatica senza chiedersi chi l’ha scritto e a favore di chi è stato scritto, il diritto non è mai neutro e ogni scelta è politica» hanno detto gli studenti di Human rights and multi-level governance di Padova.
Piazza dei Frutti gremita ha ascoltato, applaudito, condiviso il cibo delle comunità straniere che vivono a Padova e concluso con un ballo collettivo che ha riassunto il senso della festa.