Fatti
Chiaro e intuitivo, servizilavoroirpea.it è il nuovo sito tematico della Fondazione dedicato alle attività di orientamento, formazione professionale e accompagnamento al lavoro, una vetrina digitale per presentare l’approccio di Irpea ai servizi al lavoro, l’offerta e i programmi disponibili per giovani e adulti.
Ma dietro all’interfaccia virtuale ci sono persone, gli operatori del mercato del lavoro, che accolgono chi cerca un’occupazione o attraversa una fase di transizione professionale e offrono informazioni puntuali e aggiornate su corsi, progetti e opportunità, con un’attività che da anni prova a mettere in relazione persone, imprese e territorio.
I servizi della Fondazione, infatti, intercettano e accompagnano giovani in cerca di prima occupazione, disoccupati e percettori di Naspi, lavoratori a rischio espulsione dal mercato e occupati in fase di transizione o riqualificazione, con l’obiettivo di trasformare un momento di difficoltà in un’occasione di ripartenza.
Il percorso comincia dall’accoglienza e dal primo orientamento, con l’ascolto delle esigenze e l’individuazione delle opportunità. Seguono i colloqui per capire cosa si sa fare e quali capacità possono essere sviluppate. Nei laboratori di ricerca attiva si lavora sul curriculum e sui canali per candidarsi, mentre la formazione consente di acquisire nuove competenze o riqualificare quelle già possedute. Infine, entra in gioco il rapporto con le aziende: gli operatori raccolgono candidature, individuano i profili e favoriscono l’incontro tra domanda e offerta.
Quando il percorso lo prevede, si arriva al tirocinio formativo e orientativo, con un progetto personalizzato, tutoraggio durante l’esperienza e certificazione finale. Un progetto di accompagnamento costruito per creare possibilità dove a volte è difficile intravederle.
La struttura dei Servizi al lavoro, sita in via Beato Pellegrino 155 e che può contare su una presenza capillare nel territorio data dalle relazioni dei propri diversi servizi, si compone di tre uffici dedicati agli operatori del mercato del lavoro, un ufficio responsabile di Unità operativa, un ufficio segreteria, e oltre quindici tra aule didattiche e laboratori formativi.
Il programma Gol – Garanzia occupabilità dei lavoratori nel 2025 ha coinvolto 114 utenti, per 717 ore complessive di servizio. Di queste, 581 dedicate all’accompagnamento al lavoro, 99 all’orientamento e 37 al supporto all’autoimpiego.
Il progetto Passi ha coinvolto 38 persone per 267 ore; Passi Plus ne ha accompagnate altre 20.
Mind the Geps – Energie in azione Padova Sud (finanziamento dalla Regione del Veneto Dgr n. 307/2025) dedicato ai ragazzi, ha raggiunto i 90 giovani coinvolti attraverso una rete di circa 40 realtà tra Comuni, associazioni, enti locali e cooperative.
Il passaggio dall’università al mondo del lavoro è un vero salto nel vuoto. Non fa eccezione Marco, giovane della provincia di Rovigo, prossimo alla laurea in Scienze della formazione primaria che, attraverso il progetto Mind the Geps-Energie in azione Padova Sud (finanziamento dalla Regione del Veneto Dgr n. 307/2025) di cui è capofila Fondazione Irpea, ha trovato un modo concreto per affrontare le proprie incertezze. «L’università ti riempie la testa di teoria, ma quando pensavo al “dopo”, al mondo del lavoro vero, mi sentivo abbastanza perso. Così, quando ho intercettato questo progetto di Irpea, mi sono detto: “Proviamo, male che vada ho fatto un’esperienza”».
Mind the Geps nasce come punto di incontro tra giovani e mercato del lavoro, con progetti da Padova fino al Delta Po. Il primo passo è stato un percorso di orientamento affiancato da un coach. «Mi ha fatto capire che potevo trasformare le mie insicurezze in punti di forza, insegnandomi a stare al mondo dal punto di vista professionale». Poi la pratica, con un tirocinio in un asilo nido. L’impatto iniziale non è stato semplice: bambini, pianti, momenti di caos e incertezza. «Avevo paura di sbagliare. Poi però, quando vedi che iniziano a fidarsi di te, che ti corrono incontro per un abbraccio, capisci che sei nel posto giusto». Il tirocinio aveva in serbo un’altra sfida: la dimensione amministrativa. Confrontarsi con la burocrazia non è semplice, ma può insegnare molto. «Ho capito che un asilo non sta in piedi solo con le belle idee pedagogiche; serve una macchina organizzativa che funzioni dietro le quinte». Oggi, a un passo dalla laurea, Marco guarda al futuro. «Sono completamente diverso. Ho iniziato a superare parte della mia timidezza, non ho più paura dei numeri e delle responsabilità».