Chiesa | Diocesi
Nonostante le sue dimensioni rimaste sempre modeste, Codiverno è tra le parrocchie più antiche della Diocesi di Padova. Il primo documento che ne parla risale al 27 febbraio 1026, quando il vescovo Orso donò al monastero di San Pietro le terre allora chiamate «et curte et plebe qui dicitur Ivernus». È la prima volta che il nome compare in un atto pubblico. Ma possiamo aggiungere pure che se viene citata una “plebe” (corrispettivo di pieve religiosa), allora esisteva anche qualche decennio prima. Trovarsi dunque al giro di boa di un millennio è motivo di grande emozione per il paese che sta dando vita a tutta una serie di iniziative collegate (fra l’altro) ad altri tre anniversari: i cento anni dell’inaugurazione della chiesa; il 30° del presepe vivente, tradizione consolidata che attira ogni anno migliaia di visitatori; il 25° della nascita del coro dei giovani. Motivi che stanno animando non poco il paese.
Sabato 26 settembre, con la tradizionale processione della Madonna del trasporto (alle 18.50, preceduta dalla messa), si apre ufficialmente un tempo ricco di iniziative che dureranno fino a settembre 2027.
Fra le più singolari lo scatto della “Foto del millenario”, alle 19.30, da consegnare ai posteri. Ma anche la pubblicazione di un libro, incontri storici, concerti…Chi avrà modo di passare per il paese nei prossimi mesi non potrà fare a meno di notare una vistosa coreografia (anche notturna) disposta sul campanile e la piazza.
Ma quali sono i sentimenti di chi vive a Codiverno? «È veramente un fatto provvidenziale, una coincidenza molto interessante – afferma il parroco, don Fernando Fiscon – per far crescere la parrocchia sia nella dimensione della fede, che ha sostenuto i nostri padri per tanti anni, e che vogliamo sostenga anche la realtà di oggi, sia della nostra comunità cristiana dedicata alla Santissima Trinità, per rinsaldare i legami dentro la comunità fra i vari gruppi, perché si uniscano sempre di più in una testimonianza di carità, di accoglienza, di fraternità importante al giorno d’oggi. È inoltre un’occasione anche per raggiungere in vari modi anche quelle persone che sono un po’ ai margini della comunità, alle quali vogliamo offrire vicinanza, fraternità e amicizia che il Signore vuole che noi portiamo a tutti, specie ai più lontani».
Greta Mazzaro, vicepresidente del consiglio pastorale parrocchiale, osserva: «La nostra comunità custodisce e festeggia una storia millenaria. Guardiamo indietro con gratitudine, ricevendo una fiamma che è passata di cuore in cuore, attraverso generazioni di persone, preghiere, voci e gesti che hanno costruito il volto di Codiverno. Insieme a questa fiamma sentiamo anche la responsabilità di mantenerla accesa e di consegnarla a chi verrà dopo di noi. Gli anniversari ci ricordano che la storia cammina con i piedi della gente, con le idee e i sogni che qualcuno, prima di noi, ha avuto il coraggio di trasformare in realtà. Oggi quella storia passa anche attraverso di noi: non vogliamo semplicemente contemplare una luce ricevuta, ma alimentarla, affinché la nostra comunità trovi in essa forza e calore per aprire nuove strade».
Così il Gruppo giovani, attivo e dinamico in molti ambiti della vita associativa: «Una comunità è un mosaico vivo: ogni persona è una tessera unica e indispensabile per comporre l’insieme. La nostra chiesa è il segno visibile di questo cammino comune. È stata edificata passo dopo passo, tassello dopo tassello, con il sacrificio, la fede e il lavoro di chi ci ha preceduto su questa terra, culla di un paese cresciuto in mille anni di storia. Questo edificio sacro non rappresenta un semplice traguardo del passato: è la dimora di Cristo, guida e presenza viva per il nostro presente».