Fatti
L’ avventura di Loris Barbiero prende il via nel 2021: la pandemia di Covid-19 sta dando i primi segnali di tregua e l’imprenditore padovano da poco in pensione decide di accogliere una vocazione che oramai da qualche tempo avverte. Ascolta il cuore, dice, prima ancora che la testa e, anche grazie al sostegno della moglie Vilma Dalla Libera e di alcuni colleghi, oltre che alla collaborazione di Medici con l’Africa-Cuamm, fonda l’associazione “La Tenda del Padre Nostro”, a Bastia di Rovolon.
«L’obiettivo che ci eravamo posti – ricorda Barbiero, che oggi ne è presidente – era di ospitare in un ambiente familiare tutte quelle persone con fragilità cognitive che avevano bisogno di aiuto e accompagnamento».
Accanto a lui, fin dal primo giorno, Giovanni Ceranto, educatore professionista, che accoglie la sua proposta e accetta di affiancarlo nella delicata missione di assistere tante persone che troppo spesso sono e si sentono dimenticate dal resto della società.
«Le attività che proponiamo alla “Tenda” – spiega Ceranto – come la realizzazione di oggetti in gesso, il confezionamento di borse in tela o la costruzione di manufatti in carta, sono strumenti educativi preziosissimi, perché aiutano gli ospiti a coltivare relazioni e a conoscere, nel dialogo tra di loro e con noi educatori, qualcosa di più di sé stessi e delle proprie capacità. Passano dal sentirsi esclusi o addirittura inferiori, a scoprire in sé qualità splendide e capacità talvolta sorprendenti: riescono a guardare la vita finalmente a testa alta».
Oggi, i tre ospiti degli inizi sono diventati circa trenta e le richieste non accennano a diminuire: sintomo di esigenze reali di tante famiglie che cercano spazi in cui le persone con fragilità, soprattutto giovani, possano sentirsi accolte e valorizzate. Al centro diurno si respira un’aria di casa, si può vivere in socialità e mettere a frutto le proprie abilità, obiettivi a cui mirano anche i due nuovi progetti che la “Tenda” ha in cantiere: l’apertura di un piccolo spazio di sartoria, che possa offrire servizi di riparazione e adattamento di capi di vestiario, e un percorso di formazione, per gli ospiti, alla presentazione dei prodotti tipici del nostro territorio, al fine di promuoverli all’interno del centro.
«Credo che ci sia un’inestimabile ricchezza – sottolinea Barbiero – nel riuscire a convertire le attività creative in occasioni educative di narrazione, crescita ed emancipazione, anche grazie all’apporto di Cristiana Lazzarotto, formatrice e mental coach per il rafforzamento dell’autostima degli ospiti e dei familiari, e all’aiuto dei tanti volontari che ci permettono di dare concretezza ai nostri sogni e a quelli dei ragazzi. Allo stesso tempo, sono convinto che tutto ciò sia reso possibile soprattutto dall’amore del Signore, che si manifesta e si compie qui tra noi, e non ci fa mai mancare il suo sostegno».