Fatti
La Festa del volontariato non è un semplice appuntamento annuale, ma un’occasione di incontro, confronto e socializzazione di un mondo che rappresenta l’ossatura della società civile. Domenica 27 settembre l’appuntamento quindi è in Prato della Valle a Padova dove per l’intera giornata sono presenti 350 associazioni.
«Sono 23 anni che siamo in piazza e il volontariato quest’anno pensa alla pace – racconta Stefano Tinazzo, vicepresidente del Centro servizio volontariato di Padova e Rovigo – Avvertiamo tutti il bisogno di pace e fare esperienza di volontariato è fare un’esperienza di pace e di cura, perché le finalità sono quelle di venire incontro ai bisogni nelle relazioni, di fare comunità, fare ponte tra le varie istituzioni, tra le persone per una cittadinanza attiva e responsabile. Le parole della pace sono proprio quelle che connotano il volontariato. Tra le motivazioni che spingono una persona a diventare volontario, il 30 per cento considera importante appartenere a un gruppo, avere degli ideali condivisi e questo è fondamentale perché dobbiamo essere capaci di contaminare. Come dice il presidente Mattarella, il volontariato è una straordinaria energia civile che aiuta la comunità ad affrontare le sfide del tempo e le sue difficoltà, quindi la sfida di oggi è il coraggio della partecipazione democratica e della pace credendo di più a una società solidale e accogliente. Partecipare attraverso il volontariato è un’importante forma di servizio alla comunità; è un partecipare democratico e pacifico».
Si diventa volontari un po’ alla volta e la festa serve non solo per presentare le associazioni e attrarre nuovi volontari, ma anche per dar conto di un modo di essere cittadini: «Il volontariato consente di formare cittadini solidali che si sentano corresponsabili – continua Tinazzo – Noi vogliamo costruire una società solidale, inclusiva, e questa è una scelta forte in un mondo in cui si costruiscono paura e insicurezza, credendo che siano sicurezza. Il volontariato non può avere paura né creare paura, ma educare alla solidarietà. È importante che le persone sperimentino il volontariato perché fa crescere umanamente e aiuta la formazione di cittadini che credono nella Costituzione e questo è importante perché il volontariato è legato alla Costituzione: i valori democratici sono quelli del volontariato che non può esistere in un sistema antidemocratico. Certo il volontariato è politico e lo dice chiaramente l’articolo 4 della Carta dei valori: “È espressione del valore della relazione e della condivisione con l’altro; al centro del suo agire ci sono le persone considerate nel valore della loro dignità umana, della loro integrità nel contesto delle relazioni familiari, sociali e culturali in cui vivono”. La finalità, infatti, è quella di fare il bene della persona».
La Festa del volontariato è anche un momento di rappresentazione «perché spesso le notizie che ci arrivano sono negative, mentre la realtà è ben diversa e ricca di impegno e passione. Infatti, un albero che cresce non fa rumore, ma se l’albero manca si vede».
L’area “Volontariato” della Festa quest’anno vede presenti 130 associazioni e una buona percentuale
di queste partecipa per la prima volta.
Nei volontari crescono l’interesse e l’impegno, lo certifica l’Istat, verso i settori ambientale, ricreativo e culturale, oltre che dell’assistenza sociale e della protezione civile.