Mosaico | Cultura
Tre giornate di visita aperte al pubblico per dare la possibilità ai cittadini di vedere gli archeologi al lavoro, conoscere le scoperte e seguire da vicino il progressivo emergere delle scoperte. La Rocca di Monselice offre la possibilità di vedere i nuovi scavi, il primo ottobre, domenica 4 e mercoledì 7. «È un modo per avvicinare il pubblico al patrimonio culturale e per mostrare come ricerca e valorizzazione possano procedere insieme – sottolinea l’assessore regionale al Patrimonio, Filippo Giacinti – Le nuove conoscenze che emergeranno da questa campagna di scavi potranno contribuire anche al futuro rinnovamento degli spazi espositivi del mastio, rafforzando il ruolo della Rocca come luogo di storia, ricerca e partecipazione».
La quinta campagna di scavi archeologici condotta dall’Università di Padova sulla Rocca di Monselice è iniziata il 14 settembre e proseguirà fino al 9 ottobre. Le indagini, svolte su concessione del Ministero della Cultura nell’ambito delle attività promosse dalla Regione del Veneto e da Veneto Edifici Monumentali srl, intendono approfondire la conoscenza di uno dei complessi monumentali più importanti del territorio veneto. Uno degli obiettivi principali della campagna 2026 è la prosecuzione delle indagini nel grande cimitero medievale individuato a sud della chiesa di Santa Giustina, area profondamente trasformata dalla costruzione del grande mastio federiciano nel 13° secolo. Lo scavo delle tombe consentirà non soltanto di comprendere meglio l’organizzazione e le diverse fasi di utilizzo del cimitero, eccezionalmente ben conservato, ma anche di avvicinarsi alle persone che vissero sulla Rocca durante il Medioevo. Il secondo importante fronte di ricerca riguarda il grande edificio individuato nell’area nord-occidentale. Le campagne precedenti hanno portato alla luce una costruzione medievale di notevoli dimensioni, a pianta rettangolare e associata a una torre.
Le strutture saranno rilevate attraverso fotogrammetria digitale e ricostruzioni tridimensionali. La campagna coinvolge trenta studenti dell’Università di Padova provenienti da Senegal, Stati Uniti, Italia e Spagna e Birmania.