Mosaico
Padova, 29 settembre 2026 – Venezuela, Iran, Stretto di Hormuz, Mar Rosso: negli ultimi mesi questi nomi sono entrati nelle cronache quotidiane, legati a crisi economiche e geopolitiche fino a poco tempo fa impensabili. Per capire perché bisogna guardare a gas e petrolio. Nei conflitti globali di oggi sono diventati armi improprie. Non sono più soltanto un problema per il clima, ma anche un indicatore economico che pesa sulla vita di ciascuno e che merita di essere spiegato con chiarezza.
Se ne parlerà venerdì 2 ottobre alle 21.00 a Civitas Vitae OIC (via Toblino 53, Mandria, Padova), nel nuovo incontro aperto al pubblico organizzato da UCID Padova. Il relatore sarà il professor Valerio Dotti, economista e docente di Economia politica all’Università Ca’ Foscari di Venezia, dove si occupa di economia dell’ambiente e delle risorse naturali. Dotti analizzerà la crisi attuale e le sue possibili evoluzioni. Mostrerà come anche piccole riduzioni della domanda globale di gas e petrolio, e quindi dei loro prezzi, possano moltiplicare i benefici sulle emissioni climalteranti e insieme togliere forza ai combustibili fossili come arma economica. Le conclusioni saranno affidate a don Alberto Giacomello, consulente ecclesiastico di UCID Padova.
«Petrolio e gas non sono soltanto fonti di emissioni – anticipa il professor Dotti – ma anche strumenti di potere economico e geopolitico. Le recenti crisi in Venezuela, in Iran, nello Stretto di Hormuz e nel Mar Rosso mostrano come scarsità, prezzi, profitti e controllo delle infrastrutture possano influenzare i governi e i rapporti tra i Paesi. Questi effetti dipendono dalla struttura dei mercati. Il petrolio è scambiato su un mercato mondiale relativamente integrato, mentre il gas dipende ancora da reti regionali e da vincoli di trasporto».
Nel suo intervento Dotti metterà a confronto il caso del petrolio venezuelano con un modello del mercato internazionale del gas, usato per stimare gli effetti di possibili interruzioni a Hormuz e nel Mar Rosso. «I risultati – spiega – evidenziano il ruolo decisivo della crescente capacità degli Stati Uniti di esportare gas liquefatto. Mostrano anche conseguenze molto diverse per Stati Uniti, Europa e Cina. Transizione climatica e sicurezza energetica sono quindi strettamente legate: ridurre i consumi e diversificare le fonti può limitare sia le emissioni sia il potere geopolitico legato ai combustibili fossili».
«Questo è il primo di una serie di incontri che UCID dedica ai diversi aspetti della sostenibilità economica, sociale e ambientale – commenta il presidente di UCID Padova, ing. Guido Zanovello –. Li affrontiamo alla luce dei temi dello sviluppo umano integrale trattati nella recente enciclica Magnifica Humanitas, con un’attenzione particolare alla transizione ambientale ed energetica e ai suoi risvolti sociali. Come ci illustrerà il professor Dotti, in un mondo globalizzato e iperconnesso come il nostro servono le azioni virtuose di tutti, anche piccole, per creare i legami capaci di costruire un nuovo umanesimo. La transizione energetica può essere considerata il banco di prova di questa evoluzione». L’ingresso è libero.