Festa della Pieve per Montegaldella, Ghizzole, Montegalda e Barbano
Barbano, Ghizzole, Montegalda e Montegaldella si ritrovano domenica 11 ottobre per una proposta inedita, aperta alle 11.40 dal concerto manuale di campane "alla veronese" e proseguita con il pranzo condiviso. Davide Calgaro: "L'intento non è cancellare le identità parrocchiali, ma fare rete e camminare insieme. La bellezza più grande è scoprirsi complementari".
Unire le forze, conoscersi meglio e tracciare un cammino comune. Con questi obiettivi prende forma la festa della Pieve, una proposta inedita delle parrocchie di Barbano, Ghizzole, Montegalda e Montegaldella, che vedrà riunite le quattro comunità domenica 11 ottobre a Ghizzole, per vivere insieme un’occasione di festa, inaugurata alle 11.40 con il concerto manuale di campane, a cui seguirà il pranzo condiviso. «L’evento – spiega Davide Calgaro, vicepresidente del consiglio pastorale di Barbano – nasce dal desiderio comune ai quattro consigli pastorali di dare vita a un momento forte di comunità, che contribuisca a rafforzare il legame tra le nostre parrocchie, che già collaborano nei cammini di iniziazione cristiana e pastorale giovanile. L’intento non è uniformare o cancellare le singole identità parrocchiali, ma fare rete, ottimizzare le risorse e camminare insieme». Tra i momenti più significativi c’è sicuramente il concerto inaugurale di campane, opportunità per celebrare la tradizione del suono delle campane “alla veronese”, particolarmente cara alle comunità e custodita dal gruppo campanario, che oggi conta ben quindici membri. L’augurio è che la musica possa alimentare nei partecipanti la gioia dello stare insieme, in vista anche del momento conviviale del pranzo, occasione preziosa per trascorrere un tempo di semplicità e di spontanea fraternità. «La bellezza più grande – sottolinea Calgaro – risiede nello scoprirsi complementari: ogni parrocchia ha la propria storia e le proprie sensibilità, ma se le condividiamo, l’arricchimento è reciproco. E, in questo modo, non ci sentiamo nemmeno più soli di fronte alle sfide anche pastorali ed educative di oggi».