Fatti
“Ne perdantur: perché nessuno si perda”. È il messaggio scelto da padre Antonio Lucente, presidente nazionale Engim, per raccontare la nuova scuola di formazione professionale di via Santa Maria Assunta 4, a Padova. La sede, realizzata nello stabile a tre piani dell’ex centro parrocchiale del Bassanello, è stata da poco inaugurata.
Al taglio del nastro, insieme a Lucente, c’erano Valeria Mantovan, assessora all’Istruzione, formazione, competenze e cultura della Regione Veneto, rappresentanti delle istituzioni, della formazione, delle imprese e della rete territoriale, tra cui Margherita Colonnello, assessora del Comune di Padova, Luca Montagnin, presidente Cna Padova-Rovigo, Valter Giacomini, dirigente Engim Veneto. Per l’assessora Mantovan «la formazione professionale è oggi una scelta strategica per costruire professionalità qualificate e rispondere a un mercato del lavoro che cambia rapidamente».
La nuova sede “Camerini-Rossi Engim”, tredicesima scuola di Engim Veneto, ospita 170 ragazze e ragazzi impegnati in percorsi triennali, quadriennali e Ifts nei settori dell’automotive, della termoidraulica e della grafica. Cinque i laboratori – grafico, informatico, auto, termo-clima ed elettromeccanico – oltre a sei aule e a un salone polivalente. Completano la struttura i servizi per il lavoro, rivolti anche ad adulti e aziende.
L’obiettivo è mettere in relazione formazione e mondo produttivo, offrendo agli studenti la possibilità di imparare attraverso la pratica e il confronto con le imprese, ma anche creando occasioni di aggiornamento e riqualificazione per chi è già nel mondo del lavoro. “Ne perdantur”, appunto: perché nessuno si perda e perché, attraverso competenze, opportunità e accompagnamento, ciascuno possa trovare la propria strada. «Un atto in realtà inattuale, se vogliamo definirlo così, in pieno spirito giuseppino», ha detto padre Antonio Lucente, spiegando il significato di una scelta che nasce, a suo avviso, dalla volontà di «rispondere a un vuoto e riempirlo con contenuti, educazione e prospettiva». La parola chiave, per il presidente Engim, è “con”: «Vogliamo farlo con le istituzioni, le famiglie, il quartiere, il mondo economico. Solo così vinciamo tutti e diamo una prospettiva ai ragazzi».
Una prospettiva che passa anche dall’ascolto dei giovani. È questa la sfida della sede padovana: non soltanto formare professionisti, ma accompagnare i giovani nella costruzione del proprio futuro, creando una rete tra scuola, famiglie, imprese e territorio. Una formazione che punta all’autonomia e all’inclusione e che vuole rispondere ai cambiamenti del lavoro senza perdere di vista la persona.